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Volodymyr Zelensky lo aveva chiesto poche ore fa. E l’Europa ha detto ancora una volta sì. A meno di 72 ore dall’intesa in extremis tra i leader europei per concedere all’Ucraina un prestito da 90 miliardi da finanziare a mezzo eurobond, alias debito comune, ecco che da Bruxelles arriva la proroga, semestrale, delle sanzioni contro la Russia. Un orizzonte, quello semestrale, ragionevole almeno se si vuole essere ottimisti e sperare in un accordo di pace entro la prossima estate. E così, l’Europa va ancora una volta in soccorso del Paese invaso da Mosca.

Il Consiglio dell’Ue ha dunque rinnovato per altri sei mesi, fino al 31 luglio 2026, le misure restrittive nei confronti della Federazione russa in relazione alle azioni di Mosca che continuano a destabilizzare la situazione in Ucraina. Le misure economiche, introdotte per la prima volta nel 2014, sono state significativamente ampliate a partire da febbraio 2022, in risposta a quella che l’Unione europea definisce l’aggressione militare non provocata, ingiustificata e illegale della Russia contro l’Ucraina.

Ora, l’attuale pacchetto di sanzioni comprende un ampio ventaglio di misure settoriali, tra cui restrizioni nei settori del commercio, della finanza, dell’energia, della tecnologia e dei beni a duplice uso, dell’industria, dei trasporti e dei beni di lusso. Non è tutto. Le misure includono inoltre il divieto di importazione o trasferimento verso l’Unione europea di petrolio greggio trasportato via mare e di alcuni prodotti petroliferi provenienti dalla Russia, l’esclusione dal sistema Swift di diverse banche russe e la sospensione delle attività di trasmissione e delle licenze nell’Unione europea di vari organi di informazione ritenuti legati al Cremlino.

Da Bruxelles hanno anche chiarito come il quadro sanzionatorio prevede anche strumenti specifici per consentire all’Unione europea di contrastare l’elusione delle misure restrittive. Secondo il Consiglio, finché le azioni illegali della Federazione russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto dell’uso della forza, resta appropriato mantenere in vigore tutte le misure adottate dall’Unione europea ed eventualmente introdurne di ulteriori, se necessario.

Proprio ieri il leader ucraino aveva sostanzialmente chiesto all’Europa una nuova stretta contro Mosca. “La Russia non cambierà mai posizione da sola, non vuole farlo. Vuole, e ha sempre voluto, l’occupazione totale del nostro Stato e, naturalmente, la fine della nostra indipendenza. Questo è sempre stato il suo obiettivo. Questo è un momento estremamente difficile per noi, per questo la pressione delle sanzioni e la riduzione delle risorse finanziarie sono così importanti. Se Mosca non ha denaro sarà costretta a fermarsi”. Detto fatto.

Sanzioni a oltranza. L'Europa è ancora al fianco dell'Ucraina 

Aspettando una pace che ogni giorno sembra sempre più lontana, il Consiglio dell’Unione approva la proroga delle misure contro Mosca. Dall’embargo sul petrolio, alle banche, Bruxelles affonda il coltello a pochi giorni dal maxi prestito da 90 miliardi

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