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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è presentato oggi alla Camera per un’informativa urgente sull’uso delle basi militari italiane da parte delle Forze armate statunitensi. Un intervento atteso, dopo che il diniego italiano all’utilizzo della base di Sigonella a fine marzo ha riaperto il tema dei trattati bilaterali Italia-Usa riguardo l’impiego delle basi che si trovano sul territorio nazionale. Sulla questione Sigonella, Crosetto ha parlato di un atto dovuto, mentre sul tema più ampio ha citato gli accordi internazionali che disciplinano i rapporti strategico-militari Italia-Usa ed elencato i numeri dei trasferimenti occorsi negli anni precedenti. Sulla posizione dell’Italia rispetto al conflitto, il ministro ha ribadito che il Paese non è parte della guerra con l’Iran.

Gli accordi Italia-Usa

Il primo punto sollevato da Crosetto è stato quello della continuità storica. “L’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta coerente continuità da oltre 75 anni”, ha detto il ministro. “Nessun governo”, ha aggiunto, “di nessun colore politico, ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di denunciare o non attuare i trattati internazionali e bilaterali tra Italia e Stati Uniti”. Ha elencato tutti i tipi di governo che si sono succeduti nella storia repubblicana (centristi, centrosinistra, solidarietà nazionale, pentapartito, centrodestra, gialloverdi, giallorossi, tecnici), affermando che nessuno ha mai proposto una revisione degli accordi né la loro desecretazione.

Crosetto ha quindi ripercorso la struttura normativa che disciplina l’impiego delle basi sul territorio nazionale da parte delle Forze armate americane. In ambito Nato il riferimento è il Sofa (la Convenzione sullo Statuto delle forze) del 1951, ratificato dall’Italia nel 1955. Sul piano bilaterale, gli accordi principali sono il Technical Agreement del 30 giugno 1954, che definisce i limiti delle attività operative e logistiche americane in Italia, e l’accordo bilaterale del 20 ottobre 1954, noto anche come “Accordo Ombrello”, aggiornato nel 1973, da cui discende il memorandum del 1995 detto Shell Agreement. Per Sigonella esiste inoltre un Technical Arrangement specifico firmato nel 2006. Sulla segretezza di alcuni atti, Crosetto ha ricordato che già nel 2003 il ministro Antonio Martino comunicò alle commissioni Difesa di Camera e Senato che i due accordi del 1954 non possono essere declassificati unilateralmente dall’Italia, essendo necessario il consenso di entrambe le parti. Da allora, sottolinea il ministro, nessun governo ha chiesto di forzare quel vincolo.

I numeri dei governi precedenti

Il ministro ha poi richiamato ai governi precedenti. Ad Aviano, nel 2018, furono autorizzati 525 atterraggi di voli cargo, di cui 43 classificati “hot cargo” (ossia con materiale di armamento) e 120 transiti di velivoli da combattimento. Nel 2019 gli atterraggi salirono a 628, con 52 hot cargo. Nel 2022 furono 609, con 62 hot cargo e 172 transiti di velivoli da combattimento.

A Sigonella i numeri sono più alti. Nel 2019 furono autorizzati 2.547 movimenti, di cui 271 hot cargo e 898 voli di assetti a pilotaggio remoto. Nel 2022 si arrivò a 2.919 movimenti, 273 hot cargo e 1.293 voli di droni. Nei anni successivi i voli di droni sono scesi: 246 nel 2023, 466 nel 2024, 338 nel 2025. “Non mi prenderò il merito se l’anno scorso sono stati un quarto rispetto al 2022”, ha detto Crosetto, spiegando che a decidere il numero di voli non è il governo italiano ma la parte americana, in base alle proprie esigenze. “Noi siamo il semaforo che fa applicare delle regole internazionali: diciamo sì quando è possibile e no quando non è possibile”.

Crosetto ha concluso affermando che l’Italia “non può assecondare rotture isteriche né subordinazione infantile” e che la linea del governo resta quella “della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione.” Ha aggiunto che le distanze prese su alcune scelte americane non rimettono in discussione l’alleanza. “Io non penso che gli Stati Uniti siano Biden, Trump o Clinton, così come l’Italia non è Meloni, Conte o Draghi. Sono due nazioni da sempre alleate, sulla cui alleanza si basa parte della nostra sicurezza”. Ha citato i nomi dei suoi predecessori (Guerini, Pinotti, Trenta, La Russa) dicendo di essere convinto che ognuno di loro, nella stessa posizione, avrebbe agito allo stesso modo.

Cosa ha detto Crosetto alla Camera sulle basi americane in Italia. I dettagli

Il ministro Crosetto ha riferito al Parlamento circa il caso Sigonella e il tema dell’utilizzo delle basi militari sul suolo nazionale da parte delle Forze armate statunitensi. Il titolare di Palazzo Baracchini ha richiamato ai governi precedenti, affermando che quanto avvenuto le scorse settimane non è in rottura con il passato ma in continuità con gli impegni assunti in sede internazionale

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