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Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile sul territorio nazionale, accelera sulla sostenibilità e gli sforzi vengono ricompensati ottenendo la prima certificazione per un’azienda italiana da parte di Science based target initiative (Sbti), che è l’iniziativa promossa dal partenariato formato da Carbon Disclosure Project (Cdp), UN Global Compact (Ungc), World Resource Institute (Wri) e dal Wwf. Sbti è nata con lo scopo di verificare che le strategie e le azioni dalle aziende siano coerenti con i target scientifici per la lotta al cambiamento climatico.

LE PAROLE DI SIMIONI

Non è una sorpresa, visto che l’ente ha da molto tempo puntato sull’innovazione e su percorsi virtuosi dal punto di vista ambientale, anzi è un punto di partenza per raggiungere nuovi traguardi. “Essere stati accreditati dallo Science based target initiative, prima azienda italiana nel settore Air transportation – Airport services ad ottenerlo, rappresenta per Enav un punto di partenza e non di arrivo, una conferma importante sul percorso intrapreso – ha spiegato l’amministratore delegato di Enav, Paolo Simioni – Enav ha adottato da tempo un nuovo approccio di grande sensibilità verso le tematiche ambientali e, più in generale, adeguato il proprio modo di essere azienda. Stiamo progressivamente cambiando pelle, per garantire un utilizzo del cielo sostenibile nel lungo periodo, a beneficio delle future generazioni”.

LE CIFRE DELLA RIPRESA

Tra l’altro non si tratta di anni facili per il settore dell’aviazione, dopo la crisi pandemica e i suoi lockdown che hanno impattato molto il traffico aereo, riducendo drasticamente il numero di voli interni e internazionali. Ora il comparto rialza la testa grazie anche all’innovazione e alla dimensione green della ripresa. Lo dimostrano anche i numeri del rendiconto dei primi nove mesi dell’anno scorso di Enav che hanno registrato un trend di crescita costante. Possibili non solo grazie agli investimenti nella parte tecnologica, ma anche alle nuove assunzioni.

TRA SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE

La società, per uscire dalla crisi, ha scommesso molto su innovazione e sostenibilità, investendo per modernizzare i propri sistemi, digitalizzare le infrastrutture e lanciare servizi legati ai droni e all’advanced air mobility. Appena entrato nel suo 41esimo anno di attività, si prevede che nel corso di quest’anno il gruppo possa diventare a impatto climatico zero, in linea con il Piano di sostenibilità 2021-2023. Sono numerosi i progetti intrapresi in questa direzione, come il “Free route”, sistema che permette agli aerei in sorvolo di seguire rotte dirette, risparmiando carburante ed emissioni. L’obiettivo è guardare al futuro in un’ottica di evoluzione sostenibile dello spazio aereo, visto come risorsa strategica dell’economia nazionale.

GUARDARE AL FUTURO, LA NAS

Proprio lo scorso dicembre gli attori-chiave dell’aviazione civile si erano incontrati a Roma per discutere della ripresa del settore, alla luce della Strategia nazionale dello spazio aereo (Nas) lanciata nel 2018. L’evento era organizzato da Enav, Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile), e Iata (International air transport association), contestualmente alla pubblicazione di un report sullo stato della Nas, una parte fondamentale del più ampio programma “Single European sky”. L’obiettivo perseguito è quello di modernizzare lo spazio aereo nazionale – ed europeo – grazie alle sinergie tra i principali stakeholder di settore, per permettere l’evoluzione del sistema aeronautico italiano. In questi anni la Nas è riuscita a raggiungere obiettivi significativi, quali: il miglioramento nella gestione dello spazio aereo superiore; il ridisegno delle aree di spazio aereo terminale utilizzando rotte più precise e flessibili, basate sulle specifiche Pbn (Performance based navigation) e il miglioramento della capacità delle piste e della connettività degli aeroporti grazie all’introduzione di nuove tecniche di gestione del traffico aereo.

Enav entra nella Science based target initiative

La ricetta sostenibile di Enav viene premiata con la certificazione Science based target initiative del partenariato che vede insieme Wwf e Onu. Si tratta della prima realtà italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento che punta a un’evoluzione verde dello spazio aereo. Un percorso intrapreso da tempo e che si completa, come spiega l’ad Simioni, con la spinta all’innovazione

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