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La rivista dello Stato islamico Al Naba torna a minacciare l’Italia , pubblicando una foto del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, scattata durante il vertice della coalizione anti-Daesh del giugno scorso a Roma, quando il capo della diplomazia italiana aveva presieduto la riunione insieme al Segretario di Stato statunitense, Antony Blinken. Assise in cui tutte le nazioni partecipanti alla lotta globale contro l’ex Califfato hanno fatto il punto sulla situazione e sulla gestione di quella che è ancora una minaccia – soprattutto in Africa, come aveva individuato la Global Coalition. L’uso dell’immagine è di per sé un simbolo forte nella narrazione baghdadista.

Nell’articolo dal titolo “Perché il Califfato li spaventa!” non ci sono richiami diretti ma i soliti slanci ideologici sulla “conquista di Roma”, concetto propagandistico e predicativo più che strategico-militare, utilizzato già a luglio. Al Naba lancia il messaggio perché Roma è un obiettivo simbolico tanto quanto un target (geo)politico – anni fa una rivista baghdadista aveva nome Rumiyah. Non si tratta chiaramente di una campagna militare in partenza. Ma dal punto di vista della propaganda colpire l’Italia significa sia attaccare il Paese che ospita lo Stato Vaticano (regno dei miscredenti per l’Is, con il Papa che a marzo, dall’Iraq, aveva mandato un messaggio potentissimo contro i terroristi), sia una nazione centrale nelle dinamiche europee, un membro del G7, cardine del sistema occidentale, e centro di attività operative contro il terrorismo.

Un attentato su suolo italiano sarebbe gran colpo per i baghdadisti, per questo è propagandato da tempo. Come già in precedenza, le minacce contenute in questo numero di al Naba vengono considerate pura propaganda anche dalle unità di intelligence e sicurezza italiane. Ma l’attenzione non cala, non è possibile una sottovalutazione. Come ricordato su queste colonne dall’analista Stefano Mele, la forza dei baghdadisti in questo momento è concentrata ancora nella capacità di reclutare attori singoli, digiuni di tecniche offensive, e indottrinarli fino al punto di farli entrare in azione. Lupi solitari in grado di produrre panico e destabilizzazioni, perché capaci comunque di essere letali come dimostrato questa estate a Wuezburg in Germania.

“Sono vicino a Luigi Di Maio per le nuove, gravissime minacce ricevute dai terroristi Isis. Non ci fanno paura: il suo impegno, al servizio del Paese e della stabilità internazionale, non sarà scalfito da atti intimidatori. Chi tocca Luigi tocca ognuno Di noi”. È quanto scrive il presidente del M5s, l’ex premier Giuseppe Conte, su Twitter dopo la notizie delle nuove minacce a Di Maio da parte Di Isis. “L’Italia non arretrerà di un centimetro nella sua lotta al terrorismo internazionale. Le minacce dell’Isis al ministro Luigi Di Maio sono minacce a tutta la nostra comunità. A lui la vicinanza mia e Montecitorio”, rilancia il presidente della Camera Roberto Fico.

Formiche.net si unisce alla vicinanza umana e istituzionale al ministro Di Maio: l’Italia e le democrazie non arretreranno mai davanti alle minacce e al terrore.

 

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