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Elezioni ai tempi del Covid in Cile. La campagna elettorale per le presidenziali del 21 novembre è alterata dal virus. Sei dei sette candidati sono in quarantena per una settimana, dopo che il favorito al primo turno, il candidato di sinistra Gabriel Boric, è risultato positivo al Covid.

Il giovane politico aveva partecipato a due dibattiti elettorali, lunedì e martedì, insieme agli altri candidati, la cristiano-democratica Yasna Provoste e i candidati di destra Eduardo Artés e Antonio Kast, il candidato del centrodestra Sebastian Sichel e Marco Enriquez-Ominami del Partito progressista. Ha scampato la quarantena soltanto Franco Parisi, candidato del Partito per la gente, che vive ad Alabama, negli Stati Uniti, e non è tornato in Cile per la campagna perché deve rispondere ad una denuncia di mancato pagamento dell’assegno per i figli.

Nonostante sia vaccinato, Boric ha presentato sintomi come febbre e tosse. L’annuncio del contagio è stato postato sui social: “Ho appena ricevuto il test molecolare con risultato positivo, e sono in contatto con il team del Seremi (Segreteria di Salute) per la tracciabilità. Chiedo per favore a chi ho visto questi giorni di seguire i protocolli indicati per i contatti stretti”.

Il ministro della Salute cileno, Enrique Paris, ha dichiarato che “il test che si sono fatti gli altri candidati è negativo oggi, ma questo non li assolve dall’obbligo di quarantena di una settimana […] Il deputato Boric dovrà consegnare i dati di tutte le persone con cui ha avuto contatto, e tutti dovranno restare in isolamento”.

L’ultimo sondaggio di Data Influye sostiene che Boris è in testa al primo turno, con il 32% dei consensi. Al secondo posto c’è Kast con il 27%. Lui, avvocato e candidato del Partito Repubblicano è noto per essere difensore della dittatura di Augusto Pinochet e grande fan del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Al terzo posto c’è la senatrice Yasna Provoste con il 13% e al quarto posto Sebastián Sichel con il 9%. Un probabile secondo turno tra Boric e Kast è previsto per il 19 dicembre. Ad oggi il numero degli indecisi è di circa il 50% e l’astensione del 60%.

Il Cile è uno dei Paesi con la campagna vaccinale più efficace al mondo. Ma nonostante circa il 90% della popolazione sia vaccinata con due dosi – la maggior parte con Sinovac e CanSino -, c’è una nuova ondata di contagi. Martedì l’indice di positività era del 3,2%, il più altro degli ultimi tre mesi. Ieri ci sono stati 1390 casi e cinque morti. La pandemia era sotto controllo da agosto, ma la tendenza della diffusione del virus è tornata ad aumentare.

Cile, la campagna elettorale è in quarantena per Covid. Flop dei vaccini cinesi

Il candidato di sinistra, favorito alle presidenziali del 21 novembre, è risultato positivo al virus. Scattata subito la quarantena per gli altri sei candidati che avevano partecipato al dibattito elettorale. Nuova ondata di casi nonostante circa il 90% della popolazione cilena sia vaccinato (quasi tutti con Sinovac e CanSino)

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