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Era dal 2006 che gli osservatori europei non partecipavano ai processi elettorali in Venezuela. Ma oggi il Consiglio Nazionale Elettorale del Paese sudamericano ha annunciato di avere raggiunto un accordo con l’Unione europea per inviare una missione al voto del 21 novembre. Per gli osservatori, non ci saranno limiti alla circolazione sul territorio venezuelano e per rilasciare dichiarazioni inerenti alle elezioni regionali.

A guidare il gruppo di osservatori che arriverà a Caracas ad ottobre sarà l’eurodeputata portoghese Isabel Santos. Inizialmente, la delegazione sarà di 11 esperti elettorali, ed entro la fine di ottobre si uniranno altri 62.

La delegazione diffonderà un rapporto conclusivo alla fine del processo elettorale. La presenza di osservatori internazionali era una delle condizioni richieste dall’opposizione venezuelana al regime di Nicolás Maduro nei diversi tavoli di negoziazione.

Questa sarà, quindi, una vera e propria “osservazione” da parte dell’Europa, che avrà la possibilità di interagire con diversi settori del Paese, come ha sottolineato Josep Borrell, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue: “Ci sarà partecipazione della maggioranza delle forze politiche alle urne, per la prima volta da anni, in un processo elettorale senza precedenti”.

Secondo il rappresentante europeo, la missione dell’Ue in Venezuela “effettuerà una valutazione tecnica indipendente di tutti gli aspetti del processo elettorale e proporrà raccomandazioni per migliorare le elezioni future”. Un passo avanti per portare i venezuelani a elezioni “elezioni credibili, inclusive e trasparenti, e un sostegno per una soluzione pacifica e venezuelana della crisi”, ha spiegato Borrell.

L’accordo prevede che nella giornata elettorale, e nei giorni successivi, gli osservatori europei potranno visionare tutto ciò che riguarda il voto, accendendo in ogni momento a tutti gli organismi elettorali: allestimento e costituzione dei seggi, voto, scrutinio e conteggio dei risultati e la proclamazione dei vincitori.

Le elezioni regionali in Venezuela sono previste per il 2021. Quel giorno gli elettori voteranno i governatori dei 23 Stati della federazione e i sindaci dei 335 comuni, con i relativi membri delle assemblee legislative. La campagna elettorale inizierà il 28 ottobre e si chiuderà il 18 novembre.

Dopo essersi rifiutata di partecipare alle elezioni legislative a dicembre del 2020, considerandole “una frode”, l’opposizione venezuelana ha deciso questa volta di fare parte della scheda elettorale. Si presenterà alle regionali in un unico blocco, la coalizione Tavolo dell’Unità Democratica. Questa associazione di candidati non è nuova, ma era stata inabilitata dalla regione nel 2018.

“Ci muove la difficile situazione che attraversa il Paese – ha spiegato la Piattaforma Unitaria -, il senso di urgenza per trovare soluzioni permanenti alle nostre sofferenze e il proposito di fortificare l’unità”. Piattaforma Unitaria è l’alleanza di opposizione che ha partecipato al processo di dialogo in Messico con il regime di Maduro. È formata dai partiti di opposizione UNT, Acción Democrática, Primero Justicia, Voluntad Popular, La Causa R y Bandera Roja.

“Tuttavia, capiamo che saranno (le elezioni regionali, ndr) un terreno di battaglia utile per fortificare i cittadini – ha concluso la coalizione – e promuovere la vera soluzione alla grave crisi del nostro Paese: elezioni presidenziali e legislative libere”.

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