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Il Vertice di Ankara ha dato un messaggio chiaro: davanti alle crisi e alle tensioni di oggi, i Paesi occidentali devono restare uniti. Serve una Nato forte, ma serve anche che ogni Paese faccia la propria parte. Per questo essere al fianco della Nato significa lavorare per la pace.

E i nostri militari lo dimostrano ogni giorno. Nelle missioni all’estero sono rispettati, stimati e spesso addirittura molto amati dalle popolazioni locali nei teatri estremamente difficili dove operano. Portano sicurezza, aiuto e stabilità.

Anche i numeri fanno capire la situazione. Gli Stati Uniti spendono circa 800 miliardi di dollari l’anno per la difesa, la Cina circa 250 miliardi, la Russia circa 120 miliardi, mentre i Paesi dell’Unione europea circa 350 miliardi. Ma i Paesi dell’Unione europea non hanno il secondo esercito al mondo.

Il punto, quindi, per l’Unione è soprattutto spendere meglio. Dobbiamo evitare sprechi e doppioni, dobbiamo invece realizzare piattaforme di difesa sempre più unificate e interoperabili, sia dal punto di vista meccanico sia elettronico.

Crediamo in eserciti europei più coordinati, ma non in un unico esercito europeo. Vogliamo Paesi forti che lavorino meglio insieme, mantenendo la propria identità e la propria sovranità nazionale.

La difesa, inoltre, non deve essere vista solo come una spesa. Deve essere un’occasione di crescita per il nostro Paese. Significa investire in ricerca, tecnologia, aerospazio, sicurezza informatica, intelligenza artificiale e nuovi materiali. Significa creare migliaia posti di lavoro qualificati e rendere più forti le nostre imprese.

Lo abbiamo visto al Farnborough Airshow di Londra della settimana scorsa, dove l’Italia ha dimostrato ancora una volta grandi capacità nel settore degli aerei, degli elicotteri, della difesa e dello spazio. Settori industriali estremamente innovativi fatti di grandi aziende, come Leonardo, ma anche di una miriade di Pmi che fanno innovazione spinta e danno lavoro a miglia di persone.

Perché difendere la nostra sicurezza significa difendere la libertà, la pace ma anche il lavoro, l’innovazione e l’economia nel nostro Paese.

Difesa, sicurezza e innovazione. Perché l'Occidente deve restare unito. L'intervento di Billi

Di Simone Billi

L’unità tra i Paesi occidentali e una Nato forte sono fondamentali per affrontare le crisi globali e garantire la pace. Per l’Europa, la sfida è spendere meglio in difesa, rafforzando cooperazione, innovazione e crescita economica. Estratto dell’intervento di Simone Billi, capogruppo Lega in Commissione Esteri, durante l’audizione dei ministri Tajani e Crosetto a seguito del vertice Nato di Ankara

Dal blocco navale allo Shandong. La strategia della Cina dietro la crisi iraniana

Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti all’Iran mostra i limiti delle sanzioni e sposta l’attenzione sulla Cina, vero perno della resilienza energetica di Teheran. Tra raffinerie dello Shandong, pagamenti in yuan e filiere parallele, emerge la strategia con cui Pechino costruisce influenza globale. L’analisi di Raffaele Volpi

Nvidia garantisce per OpenAI. Cosa c'è da sapere del mega data center in Ohio

L’azienda di Jensen Huang sarebbe disposta a mettere 250 miliardi di dollari, la metà della cifra complessiva, per far sì che la startup di Sam Altman si aggiudichi il progetto più ambizioso mai annunciato negli Usa. L’infrastruttura da 10 gigawatt sorgerà in Ohio e dentro c’è anche SoftBank, per via di un accordo tra America e Giappone. Gli esperti però sottolineano i rischi del finanziamento circolare

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Il nuovo supercomputer HPC7, ospitato nel Green Data Center di Ferrera Erbognone insieme a HPC6, porta Eni oltre la soglia dell’Exascale e rafforza la leadership dell’azienda nel supercalcolo industriale. Una capacità che ora viene aperta anche a imprese, startup e centri di ricerca per sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dell’innovazione digitale e delle tecnologie per la transizione energetica

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Le comunicazioni laser entrano nella fase industriale con il contratto da 6,5 milioni di euro firmato da Officina Stellare e Leonardo. I terminali ottici saranno installati sul primo piano orbitale della costellazione per l’osservazione della Terra, consentendo trasferimenti multi-gigabit tra satelliti e stazioni terrestri. La commessa accompagna inoltre il passaggio dalla prototipazione alla produzione seriale e rafforza una filiera italiana dedicata alle comunicazioni ottiche spaziali

Gli Usa lanciano la coalizione sul 6G. E c'è anche l'Italia

L’Italia ha aderito alla partnership globale promossa dall’amministrazione Trump per accelerare lo sviluppo di reti 6G “sicure”. L’iniziativa punta a coordinare le principali democrazie industriali prima che la nuova generazione di telecomunicazioni arrivi sul mercato, con l’obiettivo di limitare l’influenza cinese nella definizione delle future infrastrutture digitali

Materie prime critiche, perché il mercato non basta più

Di Mario Di Giulio

Il tema di fondo che il rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia solleva non è solo se la Cina controlli troppe materie prime critiche, ma, anche, se l’Europa sia ancora in grado di costruire una politica industriale capace di coniugare efficienza economica, sicurezza strategica e autonomia tecnologica. L’analisi di Mario Di Giulio

Terre rare, Tokyo pesca nei fondali per liberarsi dalla dipendenza cinese

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