Skip to main content

La diplomazia dell’energia: come si difendono gli interessi nazionali, ma anche europei? Come prevedere nuove crisi internazionali e quindi prepararsi ad altri shock (dopo Covid, Ucraina, Gaza)? Oil India Limited (OIL) e Indian Oil Corporation (IOCL), nell’ambito di un consorzio indiano hanno effettuato una scoperta di gas e petrolio nella Libia sud-occidentale. Anche l’Eni poche settimane fa ha fatto una scoperta in Libia. E nello Ionio per la prima volta Exxon le trivellazioni esplorative in un blocco offshore nella Grecia occidentale. Mettendo assieme i fatti, emerge un elemento che si raffronta con il generale rimescolamento di alleanze e progetti dopo il caso Hormuz: è ancora una volta il Mediterraneo la risposta alle crisi.

Qui Libia

Oil India Limited (OIL) e Indian Oil Corporation (IOCL), nell’ambito di un consorzio indiano hanno effettuato una scoperta di gas e petrolio nella Libia sud-occidentale. Il blocco di circa seimila km quadrati è gestito da Sipex e prevede la perforazione di otto pozzi esplorativi. La National Oil Corporation libica l’ha formalmente dichiarata la quinta scoperta nel blocco dopo i test di conferma. Oil India ha dichiarato che verrà effettuata una valutazione dettagliata attraverso attività di analisi per “confermare il potenziale complessivo delle risorse e consentire il progresso verso lo sviluppo della scoperta”. Anche l’Eni poche settimane fa ha fatto una scoperta in Libia, 16 km a sud del giacimento di gas di Bahr Essalam. Secondo i primi dati il giacimento sarebbe di eccellente qualità, con produttività confermata dai test: per cui le strutture Bess 2 e Bess 3 contengono insieme oltre 28 miliardi di metri cubi di gas in posto.

Qui Grecia

Per la prima volta in 40 anni si trivella in Grecia: lo faranno nel corso di quest’anno le compagnie petrolifere statunitensi ExxonMobil, Energean e Helleniq Energy che hanno siglato un contratto con Stena Drilling per avviare le esplorazioni in un blocco offshore nella Grecia occidentale. Le riserve stimate di gas naturale ammontano a 270 miliardi di metri cubi. Verrà utilizzata una nave ad alte prestazioni in grado di operare in acque profonde e di perforare fino a una profondità di 35.000 piedi. Non solo Exxon, anche Chevron è particolarmente attiva nell’Egeo: in questo modo la Grecia si è assicurata investimenti nel settore upstream per un importo di 790 milioni di euro per i prossimi decenni. Dal 2027 al 2032 è prevista una lunga attività di perforazioni esplorative nei blocchi offshore che sono stati concessi, mentre dal 2032 al 2035, se le prime perforazioni esplorative confermeranno la presenza di giacimenti di gas, si registrerà un’attività produttiva di estrazione vera e propria.

A seguito degli accordi di concessione con Chevron, ci saranno non pochi benefici per l’economia greca, dati da un’imposta sulle società del 20% e da un’imposta regionale del 5%; inoltre i diritti di produzione ammontano a 35 milioni di euro e le royalty saranno riscosse in base al livello di produzione, con percentuali che varieranno dal 4% al 15%. In questo modo Atene e Washington compiono un ulteriore passo avanti nella relazione strategica bilaterale, con un tassello di caratura “europea” alla voce energia.

Qui Turchia

In questo contesto la novità è rappresentata dalla strategia avvolgente di Chevron, che ha raggiunto un accordo anche con la società statale turca TPAO per attività di esplorazione e produzione congiunta di petrolio e gas naturale (in Turchia e a livello internazionale). Come è noto tra Atene, Nicosia e Ankara persistono forti tensioni politiche circa la delimitazione delle zone economiche esclusive, passaggio che ha impedito ad esempio una scelta decisa per la realizzazione del gasdotto EastMed. Dunque gli Stati Uniti in questo modo provano a normalizzare le relazioni mediterranee, rafforzando al contempo le partnership strategiche.

Qui Libano

Anche il Libano è attenzionato dal punto di vista esplorativo per via delle numerose potenzialità: in questa direzione va l’accordo siglato lo scorso gennaio fra TotalEnergies (35%, operatore) e i suoi partner Eni (35%) e QatarEnergy (30%) con il governo libanese per accedere al permesso di esplorazione del Blocco 8 al largo delle coste del Libano. “Sebbene la perforazione del pozzo Qana nel Blocco 9 non abbia dato risultati positivi, restiamo impegnati a proseguire le nostre attività di esplorazione in Libano. Ora concentreremo i nostri sforzi sul Blocco 8, insieme ai nostri partner Eni e QatarEnergy e in stretta collaborazione con le autorità libanesi”, ha dichiarato Patrick Pouyanné, presidente e ceo di TotalEnergies.

Qui Cipro

Nel Paese che si appresta a realizzare un gasdotto con Israele, il piatto forte è il giacimento di Afrodite, di cui l’intera produzione è stata da poco acquistata dalla Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) per 15 anni. Al contempo Il Cairo ha definito come sviluppare un sistema di trasmissione del gas al largo della costa mediterranea. Secondo il governo di Nicosia tale accordo pone le basi per ulteriori forme di collaborazione, ad esempio sui giacimenti di Cronos. L’accordo fa seguito a quello quadro firmato dai presidenti egiziano e cipriota durante l’Egypt Energy Show EGYPES 2026 il 30 marzo scorso e racconta di come l’Egitto abbia spinto sull’acceleratore al fine di diversificare le proprie fonti energetiche e garantire l’approvvigionamento di gas. Sull’isola opera anche ExxonMobil che si prepara per un nuovo importante progetto: ha appena presentato la dichiarazione di commercialità per i giacimenti di Glaucus e Pegasus, e sono in corso i piani di valutazione per un bacino che detiene fino a 9 trilioni di piedi cubi di gas.

Dunque ecco che, congiungendo i fili delle varie e differenziate iniziative energetiche nel mare nostrum, dallo Ionio all’Egeo, dal Libano all’Egitto, si ottiene un puzzle geopolitico parecchio interessante, con prospettive incoraggianti alla voce gas. Resta da comporre il relativo quadro politico che dovrà, gioco forza, intersecarsi con alleanze e visioni (solo) di lungo periodo per ottenere benefici.

Perché il Mediterraneo può essere la risposta alla crisi di Hormuz

Congiungendo i fili delle iniziative energetiche nel mare nostrum, dallo Ionio all’Egeo, dal Libano all’Egitto, si scopre un puzzle geopolitico parecchio interessante, con prospettive incoraggianti alla voce gas. Resta da comporre il relativo quadro politico che dovrà, gioco forza, intersecarsi con alleanze e visioni di lungo periodo

Il G7 vuole un board per le terre rare. La mossa anti-Cina

I Paesi più industrializzati del mondo, stufi del monopolio cinese sui minerali critici, starebbero negoziando la creazione di un organismo deputato all’approvvigionamento e alla salvaguardia delle forniture di materie prime, indipendentemente dagli umori del Dragone. E anche la Francia si attrezza

Dialogo, apertura e sguardo al futuro. Schlein morotea all'Istituto Sturzo

Sala gremita per la presentazione del libro su Moro alla presenza della segretaria del Pd Elly Schlein, accompagnata dagli autori e da due padrini d’eccellenza, Pier Ferdinando Casini e Dario Franceschini. L’occasione per guardare al centro, ma conservando le posizioni

Leonardo accelera nel primo trimestre. Ordini in forte crescita e redditività su del 33%

Nel primo trimestre del 2026 il gruppo guidato da Roberto Cingolani registra una crescita diffusa dei principali indicatori economico-finanziari. Gli ordini salgono a 9 miliardi, i ricavi a 4,4 miliardi e l’Ebita cresce del 33%. A pesare sull’indebitamento è l’acquisizione del business Difesa di Iveco, che rafforza il posizionamento di Leonardo nella difesa terrestre

Khinkali o jiaozi? Perché la competizione tra potenze passa dal Caucaso

Il vertice europeo di Yerevan segna l’ingresso dell’Ue nel Caucaso, ma in una regione già contesa da Cina, Russia e altri attori. In gioco non ci sono solo corridoi, ma il controllo dei sistemi – finanziari, industriali e tecnologici – che definiscono l’Eurasia di domani

In Ucraina e in Medio Oriente l’attacco è contro tutto l’Occidente. Il commento di Polillo

L’intreccio tra le due guerre è l’elemento più corrosivo. Guerre per alcuni versi simmetriche nel loro svolgimento. Entrambe caratterizzate da una posizione di stallo (un “reciproco assedio”) tanto nel Donbass che nello stretto di Hormuz. Stallo che, tuttavia, non favorisce gli interessi dell’Occidente. Il commento di Gianfranco Polillo

Il boom (miliardario) dei podcast. L’offerta di Murdoch

Gli investitori guardano sempre con più interesse i contenuti audio e video del mondo digitale. I progetti del figlio di Murdoch, che vorrebbe acquistare New York Magazine e le produzioni di Vox Media per 300 milioni di dollari e il sorpasso ai media tradizionali

Iran, la propaganda su X punta all’Italia tra meme, cultura pop e antiamericanismo

La diplomazia iraniana cambia registro e porta la propaganda nel linguaggio nativo dei social. Ambasciate e account governativi su X moltiplicano post, meme, video AI e messaggi ironici contro Donald Trump, adattandoli ai pubblici nazionali. Anche l’Italia diventa un bersaglio comunicativo con richiami a Roma, al cibo, alla cultura e alla presunta affinità tra civiltà antiche

L’Iran ha un posto nel G2. Araghchi va a Pechino predicendo l’arrivo di Trump

La visita di Abbas Araghchi in Cina anticipa il confronto tra Donald Trump e Xi Jinping, con Washington che chiede a Pechino di usare la propria leva su Teheran. Il dossier iraniano emerge come banco di prova della competizione tra le due potenze, tra interdipendenza tattica e rivalità strategica

Debito, energia, tasse. La tempesta perfetta si abbatte sul governo rumeno

C’è dell’altro in Romania, oltre ai conti in disordine e alle contrapposizioni politiche. Ad esempio le controverse nomine di vari dirigenti apicali sta spaccando società e partiti: è il caso del procuratore capo, dei vertici dei servizi segreti, fino al dossier sull’annullamento delle elezioni con la promessa del presidente Dan di pubblicare presto un rapporto finale, passando per i numerosi casi di corruzione legati ai fondi del Pnrr e arrivando al dossier energetico, che va considerato attentamente all’interno delle nuove politiche intraprese

×

Iscriviti alla newsletter