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Oltre 17.000 militari provenienti da sette Paesi, tra cui Giappone, Australia, Canada, Francia e Nuova Zelanda, mentre altri 17 partecipano come osservatori. Queste alcune delle cifre che raffigurano la portata dell’edizione 2026 di Balikatan, l’esercitazione organizzata da Stati Uniti e Filippine in palese chiave anti-Pechino che si allarga a tutta una pletora di partner occidentali.

Nel corso della cerimonia inaugurale, il comandante della I Marine Expeditionary Force, Christian Wortman, ha ribadito l’impegno statunitense nella regione, sottolineando come le crisi in altre aree del mondo non riducano la priorità dell’Indo-Pacifico per Washington. Anche il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, Romeo S. Brawner Jr., ha evidenziato il valore politico dell’esercitazione: la presenza congiunta di partner e alleati rappresenta una dimostrazione concreta di coesione e condivisione della sicurezza.

Sul piano operativo, Balikatan 2026 introduce un livello di integrazione senza precedenti tra domini terrestri, marittimi, aerei, spaziali e cibernetici. Tra le attività più rilevanti figurano esercitazioni di difesa aerea e missilistica, operazioni anfibie e simulazioni di attacco con sistemi avanzati, tra cui i missili antinave Type 88 giapponesi e i BrahMos recentemente acquisiti da Manila. Particolare attenzione è rivolta alle operazioni nel Mar Cinese Meridionale, dove si terranno esercitazioni a fuoco nella provincia di Zambales, a circa 230 chilometri dalla contesa Scarborough Shoal. Inoltre, per la prima volta, Stati Uniti e Filippine condurranno esercitazioni di attacco marittimo sull’isola di Itbayat, il punto più settentrionale dell’arcipelago, a soli 155 chilometri da Taiwan.

Tra le partecipazioni, una di quelle che sicuramente risalta di più è quella giapponese. Per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, Tokyo ha dispiegato truppe in territorio filippino nell’ambito di un’esercitazione congiunta, inviando circa 1.400 uomini e diversi assetti, tra cui l’aereo anfibio ShinMaywa Us-2. Il velivolo ha preso parte a operazioni di evacuazione medica in mare insieme alla nave statunitense Uss Ashland (Lsd-48), dimostrando capacità avanzate di interoperabilità in condizioni operative complesse.

Parallelamente, le esercitazioni hanno messo in evidenza l’evoluzione tecnologica delle forze armate statunitensi. Droni Fpv armati, sistemi di produzione additiva per la manutenzione sul campo e micro-grid energetiche mobili sono stati impiegati in scenari realistici, confermando l’attenzione crescente verso soluzioni agili e distribuite.

Come prevedibile, la Cina ha reagito con fermezza, accusando le esercitazioni di alimentare tensioni e divisioni nella regione. Pechino considera da tempo Balikatan e le attività militari congiunte tra Manila e i suoi alleati come una minaccia diretta ai propri interessi strategici in un Indo-Pacifico sempre più conteso.

Balikatan 2026, la prova di forza anti-Cina. 17mila militari e missili nel cuore dell’Indo-Pacifico

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