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Il 14 giugno i leader della Nato si sono incontrati a Bruxelles in un momento cruciale per la nostra Alleanza. Hanno concordato un’agenda ambiziosa e lungimirante attraverso l’iniziativa Nato2030. Lo scopo è tenerci al sicuro in questo decennio e oltre. Tali decisioni di vasta portata adatteranno la Nato alle sfide di oggi e a quelle di domani. Al vertice il presidente Joe Biden ha ribadito il suo deciso messaggio: l’America è tornata e sostiene le alleanze, in particolare la Nato, in modo energico. I leader alleati hanno accolto con favore l’impegno incrollabile del presidente per la nostra Alleanza transatlantica e per il nostro inviolabile articolo 5, secondo il quale un attacco a un alleato è un attacco a tutti noi.

Così, a Bruxelles, abbiamo iniziato un nuovo capitolo nelle relazioni transatlantiche e aperto un’altra pagina in questa era caratterizzata da una crescente competizione globale e da minacce alla sicurezza sempre più complesse. La Cina e la Russia stanno portando una pressione autoritaria contro l’ordine internazionale basato sulle regole. Allo stesso tempo il terrorismo brutale, i sofisticati attacchi informatici, le tecnologie dirompenti, la proliferazione nucleare e il cambiamento climatico stanno sfidando la nostra sicurezza e il nostro stile di vita. Nessun Paese o continente può affrontare queste sfide da solo. Nella Nato, possiamo contare su trenta alleati. Rappresentiamo un miliardo di persone e la metà della potenza economica e militare del mondo. Non c’è sfida che l’Europa e il nord America non possano affrontare insieme.

Attraverso Nato2030 abbiamo deciso di rafforzare la Nato come forum indispensabile per discutere, decidere e, quando necessario, agire insieme su tutte le questioni che riguardano la nostra sicurezza. Rafforzeremo la nostra capacità di difendere tutti gli alleati contro tutte le minacce in qualsiasi momento, continuando ad aumentare la prontezza delle nostre forze, modernizzare le nostre capacità e aumentare la spesa per la difesa. Sebbene sia importante disporre di robuste forze militari, la nostra prima linea di difesa è formata da società forti. Quindi lavoreremo insieme per fissare obiettivi nazionali per aumentare la resilienza delle nostre società, le infrastrutture e le catene di approvvigionamento. Creeremo un nuovo acceleratore per l’innovazione della difesa del nord Atlantico, “Diana”, e un fondo per promuovere la cooperazione transatlantica sull’innovazione e affinare il nostro vantaggio tecnologico. Amplieremo il nostro approccio alla sicurezza, mettendo per la prima volta il cambiamento climatico in cima all’agenda della Nato.

I leader hanno assunto un chiaro impegno politico per ridurre significativamente le emissioni militari e fissare obiettivi concreti per contribuire al risultato di “Net zero”. Abbiamo concordato una nuova politica di difesa cibernetica per assicurarci di avere gli strumenti tecnici, politici e militari in grado di mantenere il cyber-spazio sicuro. Ci siamo anche impegnati a difendere gli alleati nello spazio con la stessa efficacia con cui lo facciamo a terra, in mare, in aria e nel cyber-spazio. Infine, data la pressione senza precedenti sull’ordine internazionale basato sulle regole, approfondiremo la cooperazione con i Paesi e le organizzazioni che la pensano allo stesso modo, anche nell’Unione europea e nell’Asia-Pacifico, e cercheremo nuove relazioni con i Paesi dell’Africa, Asia e America latina. Affronteremo l’instabilità, anche ai nostri confini meridionali, intensificando il nostro sostegno ai partner nell’addestramento e nel capacity-building. Abbiamo già concordato di espandere la nostra missione Nato in Iraq e sono stato onorato di partecipare, a Roma, alla riunione di giugno della coalizione globale contro Daesh/Isis.

Per raggiungere gli obiettivi di Nato2030 le risorse devono corrispondere alle ambizioni. Fare di più insieme significa anche spendere di più insieme. Al vertice i leader hanno concordato di aumentare il finanziamento comune della Nato, sulla base delle esigenze, come un più efficiente moltiplicatore di forze, un investimento nella relazione transatlantica, e un forte messaggio di unità e determinazione. Guardando al 2030, svilupperemo il prossimo Concetto strategico della Nato per tracciare un percorso comune in avanti e per riaffermare i nostri valori.

Accolgo con favore il sostegno del presidente del Consiglio Mario Draghi a Nato2030 e per il nostro continuo adattamento a un mondo più conteso. Nel corso della storia della Nato, l’Italia è stata un alleato convinto e un forte sostenitore del legame transatlantico. Oggi l’Italia rimane uno dei maggiori contributori alle attività della Nato, dal Baltico al Mediterraneo e dall’Afghanistan e Iraq al Kosovo. I nostri recenti sondaggi mostrano un sostegno costantemente alto per la Nato in tutta l’Alleanza, con l’84% degli intervistati italiani che considerano la relazione tra Europa e nord America importante per affrontare le nostre sfide in materia di sicurezza, e il 57% favorevole a una cooperazione ancora più forte. Tale continuo sostegno è la chiave per trasformare in azione le decisioni prese dai nostri leader al vertice. In un mondo incerto, un vigoroso legame transatlantico e una Nato più forte continueranno a tenerci al sicuro e liberi

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Di fronte alle minacce alla sicurezza e alla difesa internazionale, il Patto atlantico ha avviato un nuovo capitolo delle relazioni transatlantiche attraverso l’adesione dei trenta membri all’iniziativa Nato2030, per adattarla alle sfide di oggi e di domani. Dalla rivista Airpress, il commento di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato

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