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Praticamente nelle stesse ore, abbiamo letto che circa 300 operatori sanitari e medici di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova hanno presentato ricorso al Tar di Brescia chiedendo l’annullamento dell’obbligo vaccinale. E che in Trentino-Alto Adige sono stati sospesi 115 medici no vax.

Il vaccino divide, il vaccino preoccupa.

Sappiamo che l’obbligo vaccinale per il personale sanitario è stato previsto dall’articolo 4 del decreto legge numero 44 del 2021: “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, nelle parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2”. E che lo stesso decreto legge aggiunge sanzioni severe per chi elude questo obbligo, fino al dimensionamento o la sospensione dal servizio.

Sappiamo anche che obbligare al vaccino è costituzionalmente possibile, in nome dell’articolo 32, in quanto la salute è non soltanto un diritto fondamentale del cittadino, ma anche un interesse della collettività.

A oggi in Italia risultano 19,5 milioni di cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale e 32 milioni con la prima dose. Cioè, manca ancora uno sforzo importante per arrivare alla sperata immunità di gregge ed evitare ulteriori lockdown autunnali.

Come procedere?

In questi mesi ci siamo resi conto che il vaccino è la strada migliore per uscire dall’incubo della pandemia, ma ci siamo anche molto preoccupati, specie per la contraddittorietà delle informazioni ricevute. Lampante esempio è quanto accaduto con AstraZeneca, con il governo che ha cambiato almeno dieci volte le indicazioni terapeutiche.

È vero che siamo in una situazione di grande emergenza. Ma è anche vero che la campagna vaccinale va completata, soprattutto raggiungendo quel paio di milioni di ultra sessantenni che ancora non si sono presentati spontaneamente a vaccinarsi.

La strada migliore non mi sembra quella di una ulteriore legge che obblighi alla vaccinazione. Prima della forza della legge occorre la forza della informazione e della persuasione.

Israele, Serbia, Messico, Russia, Abbiamo hanno attivato non soltanto campagne stampa di informazione ma anche lotterie e premi chi si vaccina. Su questo si sono sbizzarrtiti gli Stati americani. L’Ohio ha promesso biglietti per eventi sportivi e tagliandi per la lotteria. Il Maryland 100 dollari in più in busta paga. Addirittura lo Stato di Washington con la campagna “Joints for jab” offre ai vaccinati una bevuta al pub o una dose di marijuana nei negozi autorizzati.

Secondo me se il nostro governo promettesse ai vaccinati una lotteria per vincere un paio di biglietti per la semifinale degli europei, avremmo risolto molti dei problemi sul completamento della campagna vaccinale.

Come completare la sfida del vaccino. Lo spiega Celotto

Manca ancora uno sforzo importante per arrivare alla sperata immunità di gregge ed evitare ulteriori lockdown autunnali. Come procedere? La strada migliore non mi sembra quella di una ulteriore legge che obblighi alla vaccinazione. Prima della forza della legge occorre la forza della informazione e della persuasione

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