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Matteo Renzi può stare tranquillo. Almeno per ora. Spese e investimenti relativi ai 209 miliardi in arrivo sull’Italia dopo l’accordo di Bruxelles, saranno monitorate e rendicontate alla luce del sole. Ma, soprattutto, non ci saranno centri di smistamento in penombra. In altre parole, nessuna task force al di sopra di ogni controllo. Proprio quello che l’ex sindaco di Firenze e leader del Pd contesta al premier, al punto da minacciare una crisi di governo tra Natale e Capodanno, nel bel mezzo della seconda ondata.

MESSAGGIO A RENZI

Ma Giuseppe Conte, intervenuto al Rome Investment Forum, ha provato a disinnescare la mina, lanciando un messaggio subliminale ma non troppo al fondatore di Italia Viva. “Il governo è a lavoro per definire la struttura responsabile dell’attuazione piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito del Recovery fund anche con una quadro normativo ad hoc per assicurarne la realizzazione, ma in nessun caso questa struttura sarà sovraordinata o sovrapposta ai passaggi istituzionali”. Insomma, sì, il governo non ha ancora trovato la quadra sulla famigerata cabina di regia (tutto da decifrare il ruolo dei manager) ma una cosa è certa. Nessuno farà di testa sua, Palazzo Chigi e, soprattutto, il Parlamento potranno tenere un occhio sempre ben aperto sull’impiego dei fondi.

L’ORA DELLA FIDUCIA

Conte si è poi lasciato andare a considerazioni più di carattere generale, in vista di una ripresa che nel 2021 dovrà per forza di cose arrivare. “Il nostro Paese deve farsi trovare pronto e sfruttare al massimo questa opportunità senza precedenti. Per farlo, la strategia di governo si orienterà su tre assi fondamentali: la fiducia, le riforme e gli investimenti. Per costruire la fiducia, è imprescindibile mitigare gli effetti dell’incertezza, che persisterà anche dopo la fine dell’emergenza pandemica. Per questo motivo, pur preservando la sostenibilità del debito, l’intonazione di bilancio delineata dalla manovra economica per il 2021 resterà fortemente espansiva, come consigliano anche le principali istituzioni internazionali, fra cui l’Ocse e il Fondo monetario internazionale. Una riduzione più rapida del deficit di bilancio, in questa fase, rischierebbe di compromettere la ripresa”, ha detto il premier.

GUALTIERI BATTE IL TEMPO

Al Forum è intervenuto anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il quale ha fornito una tempistica di massima circa l’allestimento della cabina di regia su cui imperniare la governance del Recovery Plan. “C’è bisogno di una cabina di regia perché sono progetti complessi che riguardano tutta la Pubblica amministrazione. Non c’è un ministero cui si possono dare questi fondi e dire spendili. È una combinazione di riforme e c’è bisogno di un coordinamento, di una cabina di regia per le diverse amministrazioni su diversi livelli”.

Una Pa che “deve appropriarsi pienamente di questo progetto innovativo, cosìcché alla fine avremo una migliore Pubblica amministrazione dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Nell’attuazione del programma – ha aggiunto Gualtieri – abbiamo un’opportunità unica non solo per dare una risposta anticiclica ma anche per fare qualcosa di più importante e necessario: aumentare il potenziale di crescita in modo strutturale e avere la possibilità di crescere attraverso la digitalizzazione, la sostenibilità, la concorrenza, la coesione sociale e territoriale. Ed essere in grado anche di ridurre il debito pubblico aumentando la crescita. È un’opportunità unica per un Paese come l’Italia”.

IL MONITO DI GENTILONI

Nel frattempo è arrivato il monito dell’Europa, che non tollererà lo spreco delle risorse. “All’Italia e non solo sui piani nazionali di ripresa e resilienza raccomandiamo fortemente di tenere conto delle difficoltà negli anni scorsi nello spendere i fondi europei, perché se si ripetessero si rischierebbe che alla Commissione non sborseremo i fondi previsti da Next Generation Eu”, ha avvertito il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, intervenendo al medesimo Forum.

I fondi Ue “arriveranno due volte l’anno sulla base del raggiungimento degli obiettivi, quindi raggiungerli è assolutamente cruciale. Incoraggiamo gli Stati membri a considerare non solo gli obiettivi, ma anche cosa sia necessario per attuare questi piani – ha spiegato Gentiloni – e evitare che esborsi diventino impossibili per la Commissione Ue”.

Niente trucchi sul Recovery Fund. Messaggio di Conte a Renzi

Il premier interviene al Rome Investment Forum e coglie l’occasione per disinnescare la mina Renzi. Non ci saranno strutture di governance al di sopra delle istituzioni, adesso serve massima fiducia. E Gualtieri detta i tempi per la cabina di regia, mentre Gentiloni avvisa Roma…

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