Skip to main content

A partire dagli anni ’80 la globalizzazione aveva portato non solo competizione fiscale e dumping sociale, ma anche una crescente convinzione nella giustezza delle disuguaglianze come risultato “equo” del successo dei talenti e del duro lavoro su un’arena sempre piu’ internazionale. Il quarantennio che e appena trascorso si è aperto con il motto di Deng Xiao Ping To Get Rich is Glorious. Arricchirsi conferisce gloria perché produce valore sociale ed è segno di merito, come nell’antica tradizione confuciana.

Questo motto non era però limitato alla Cina, che anzi si apriva a noi occidentali, ma pervadeva in forme diverse anche l’occidente. Negli anni ’80 l’arricchimento non viene più demonizzato come nella decade precedente, e il progressivo inasprimento fiscale seguito alla seconda guerra mondiale si è anzi spento e ha mutato di segno.
Tutto prevedibile se assumiamo realisticamente che gli elettori tengano – oltre al loro diretto interesse pecuniario – alla equità della distribuzione delle ricchezze, il risultato del talento e del duro lavoro non va espropriato, ma premiato.

Attraverso questa convinzione popolare, a partire dagli anni ‘80 l’imposizione fiscale nei Paesi occidentali non è aumentata, bensì in termini relativi progressivamente diminuita. Con buona pace dei fautori del welfare state, che man mano se ne sono fatti una ragione. Purtroppo, però, il 2020 ha scardinato tutto questo, con una pandemia prorompente di Covid-19 e misure restrittive da peste bubbonica, che hanno messo in ginocchio persino le più forti economie del mondo. Ma lo shock non è stato simmetrico sull’economia: diversi settori sono stati colpiti asimmetricamente.

Chi era nel settore “fortunato” si è arricchito, chi in quello “sfortunato” si è impoverito. Settori promettenti come da noi il turismo hanno avuto forti perdite, altri forti guadagni, quale effetto del tutto imprevisto della pandemia. Inoltre, le politiche di ristoro hanno beneficiato in modo ineguale e arbitrario diversi attori sociali, per non parlare dei danni e disuguaglianze inferte all’istruzione. Lavoratori irregolari del Sud sono rimasti senza stipendio, mentre altri non sono stati scalfiti, come gli statali, ecc.
Si è diffusa quindi sempre più una percezione d’iniquità della distribuzione del reddito e della ricchezza.

Conseguentemente, sta crescendo tra la gente grande tensione, non solo in Italia, che alimenta un forte bisogno di redistribuire redditi e ricchezze ed erogare spese pubbliche e trasferimenti senza tema di danneggiare le generazioni future attraverso un debito senza precedenti. Per punire i fortunati e resuscitare i disperati.
Negli Usa il risultato è stato l’approvazione delle politiche fiscali di Biden, con spese programmate immense, nell’ordine di 4 trilioni di dollari, e tassazioni in forte aumento sui redditi alti e sulle aziende, persino a livello globale. Con raddoppi proposti del salario minimo.

E un helicopter money degno della Repubblica di Venezia del 1630. Tutto ciò nonostante storici sostenitori del fiscal stimulus Obamiano come Larry Summers e Olivier Blanchard abbiano espresso forti riserve. Inutilmente, perché, contrariamente a come si potrebbe credere, il bisogno di redistribuire sorge dal basso, dalla gente, e questo la renderà inarrestabile. C’é iniquità e quindi si vuole redistribuire. Come attestato dai sondaggi più recenti.

Intanto in Europa assistiamo all’abbandono di ogni ragionevole vincolo di bilancio intertemporale, indebitandoci immensamente, prima con le misure anticrisi, poi con un Next GenerationEU che scommette su una crescita futura ancora tutta da dimostrare. Certo, confortati dal “debito comune mezzo gaudio”, ma forse, più realisticamente, dall’aspettativa sottintesa di una monetizzazione futura, probabilmente inevitabile, del debito pubblico. E, paradossalmente rispetto al passato, la Germania dell’ultima Merkel è in prima fila sia nello stimolo fiscale che nell’appoggio al NextGenerationEU.

Non si creda, queste abbuffate di politica fiscale sono destinate a rimanere per lungo tempo. Indipendentemente dalla tanto agognata ripresa, nonché dalla possibile inflazione – anch’essa in fondo desiderata per diluire il peso reale del debito. Forse dovremo abituarci a un new normal di alte imposte e mastodontica presenza dello Stato nell’economia, come nella società. Chissà come sembrerà tutto questo fra 15-20 anni, quando la generazione dei baby boomers sarà in età pensionabile, con una forza lavoro pari alla metà degli ultra-sessantacinquenni, e un dependency ratio italiano abbondantemente sopra il 200%. Confidando che il verde e il digitale ci permetteranno di alleviare questo immenso peso sulla prossima generazione.

L’irreversibile cambio di rotta fiscale nell’era post Covid-19

Di Guido Cozzi e Silvia Galli

Forse dovremo abituarci a un new normal fatto di alte imposte e mastodontica presenza dello Stato nell’economia, come nella società. Chissà come sembrerà tutto questo fra 15-20 anni, quando la generazione dei baby boomers sarà in età pensionabile. L’analisi di Guido Cozzi e Silvia Galli economisti dell’Università St. Gallen e membri del Gruppo dei 20

 

vaccino johnson&johnson

Basta con la babele dei vaccini. Becchetti legge il caso J&J

Se vogliamo conciliare la salute con l’esigenza sempre più pressante di una ripresa della vita sociale ed economica possiamo fare molte cose. Ad esempio non utilizzare il vaccino Johnson&Johnson solo per la specifica categoria su cui abbiamo sospetti. E rimpiazzando con volontari coloro che confusi da questa babele di notizie fossero indotti a rinunciare al vaccino. Il commento di Leonardo Becchetti

La politica europea nel Mediterraneo. Il dibattito di Irini

Lunedì 19 aprile inizia il percorso verso “Shade Med 2021”, la conferenza annuale organizzata dall’operazione Irini. In diretta web, il dibattito “The European Common Security and Defence Policy in Libya”, con Natalina Cea, Franco Frattini, Nadim Karkutli, e Fabio Agostini

Italia-Usa? Washington c’è, ora tocca a Roma

La recente visita oltreoceano di Di Maio riassume i recenti sforzi italiani verso un più robusto impegno diplomatico con gli Stati Uniti. I presupposti perché Roma abbia più peso a Bruxelles e Washington ci sono tutti; bisognerà vedere se saprà cogliere queste opportunità. Il commento di Giovanna De Maio, nonresident fellow Brookings

Libero commercio e pandemia. Un anniversario da ricordare

Il 15 aprile 1994, al termine di una trattativa durata otto anni, venne firmato il trattato di Marrakech con cui veniva istituita l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) che venne insediata il primo gennaio 1995 a Ginevra

Sorpresi? F-35 e droni, Biden sblocca la vendita agli Emirati

A due giorni dalla visita in Israele del capo del Pentagono, l’amministrazione Biden ha sbloccato la vendita militare verso gli Emirati Arabi, la stessa che aveva stoppato poco dopo l’insediamento: vale 23 miliardi di dollari, per F-35 e droni. Si attendono novità sull’Arabia Saudita, ma intanto la decisione riporta realismo al dibattito (anche italiano) sull’export militare. Ecco perché

Così si realizza uno spazioporto. Parla Latronico (Cascina Costruzioni)

Conversazione con Cosimo Latronico, presidente della Cascina Costruzioni, l’azienda a cui Aeroporti di Puglia ha affidato la realizzazione delle infrastrutture (piste e hangar) per lo spazioporto nazionale. Ieri sono terminati i lavori per rendere lo scalo di Grottaglie “un’infrastruttura tra le più importanti per il Paese”

Le acque di Fukushima scaricate in mare? La Corea denuncia il Giappone

Tokyo ha deciso di smaltire le acque contaminate della centrale rilasciandole in mare progressivamente in due anni. Una scelta che però i vicini contestano. Seul presenterà il caso ad un tribunale internazionale

Ai cattolici fa paura che si parli di Vangelo? Il caso di una rubrica sul Fatto

Perché la notizia che il direttore de La Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, firma ogni domenica un commento al Vangelo su Il Fatto Quotidiano dovrebbe suscitare scalpore? La novità, infatti, non piaciuta ad alcuni cattolici, ma neanche ad alcuni lettori del Fatto, eppure per capirne le ragioni basta guardare al pontificato di Francesco. La riflessione di Riccardo Cristiano

Nuovo Cdm e parla Jerome Powell. L'agenda di oggi

Consiglio dei ministri oggi, con focus sullo scostamento di bilancio per i ristori e le misure di sostegno all’economia. In serata italiana il discorso del governatore Fed Jerome Powell all’Economico Club. Giornata anche dedicata al rebus vaccini dopo le cautele Usa sul Johnson and Johnson. L’agenda di oggi mercoledì 14 aprile

×

Iscriviti alla newsletter