Skip to main content

Difesa, diplomazia e industria. È questo il triangolo su cui si gioca gran parte della sicurezza nazionale, da presidiare con maggiori sinergie e uno sforzo culturale costante, a fronte di un mondo denso di sfide e minacce in rapida evoluzione. È quanto emerso dal dibattito “Difesa e sicurezza dell’Italia: strategie di sistema”, organizzato venerdì scorso da The European House – Ambrosetti e dal Casd, il centro alti studi per la Difesa presieduto dal generale Fernando Giancotti.

IL PROGETTO

L’iniziativa, ha spiegato Giancotti, “è una rete di menti e cuori, dalle istituzioni dello Stato, alle università e alla società civile, che si collegano per cercare di portare un contributo al Bene comune nell’interesse del Paese”. Giunto al suo secondo appuntamento, il progetto auspica la messa a sistema di una rete di collaborazioni fuori e dentro il mondo della Difesa che possa fornire il proprio contributo nelle riflessioni introno agli interessi nazionali e le strategie per il futuro del nostro Paese. L’evento è stato così l’occasione per presentare il risultato della prima fase del progetto, concretizzatosi nella pubblicazione dei contributi raccolti finora e di un quaderno di sintesi, e per l’avvio della seconda fase con l’apertura di una nuova call for papers da parte del Centro.

L’ITALIA TRA OCCIDENTE E DEMOCRAZIA

L’avvio dei lavori si è concentrato in primo luogo sull’attuale impostazione strategica dell’Italia e le probabili direttrici future: “il sistema globale non perderà la sua complessità e parziale imprevedibilità in futuro, pertanto è necessario un sistema d’azione che tuteli gli interessi nazionali identificando le sfide, gli obiettivi e gli strumenti necessari”, ha affermato il segretario generale del ministero degli Affari esteri, ambasciatore Elisabetta Belloni. Sul piano delle relazioni internazionali, il sistema di rapporti dell’Italia si fonda su una serie di cerchi concentrici (collaborazione con le democrazie, la Nato, l’Ue) che si rafforzano e completano a vicenda. L’ambasciatore Belloni ha anche sottolineato un arretramento nello scenario globale dei valori tradizionalmente occidentali (democrazia, libertà individuali, sociali e politiche, Stato di diritto), definita “Westlessness”, segnalando il dato preoccupante che per la prima volta dal 2001 la maggioranza delle persone nel mondo vive in regimi non democratici: “la paura e l’incertezza hanno indotto fasce di popolazione a un trade off tra limitazioni alla libertà per una maggiore percezione di sicurezza, evento purtroppo non nuovo nella Storia”.

LA COOPERAZIONE NAZIONALE

“Viviamo in tempi divisivi dove la difesa, insieme alla diplomazia e all’economia, deve intercettare i trend del futuro; il nostro Paese ha la necessità di pensare strategicamente e di fare sistema in una cornice di sicurezza sempre più deteriorata”, ha spiegato il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, sottolineando le criticità di sicurezza che caratterizzano lo scenario internazionale all’interno del quale l’Italia dovrà muoversi: accanto alle minacce classiche si moltiplicano sempre di più quelle ibride, a cominciare dagli attacchi cyber di singoli o di cellule non-statuali, che sfidano la logica della difesa basata sulla semplice salvaguardia delle frontiere nazionali. Per questo, ha aggiunto Vecciarelli “l’urgenza è quella di veicolare intelligenze per condividere visioni di sistema e strategie funzionali a individuare il perimetro degli interessi nazionali non negoziabili”. La rilevanza che l’impatto delle minacce ibride e cyber è stata sottolineata anche dal vice direttore vicario del Dis, Bruno Valensise: “siamo in un contesto di guerra civilizzata”, spiegando che la minaccia supera ormai la mera dimensione militare della difesa e della sicurezza andando a colpire direttamente la dimensione civile, sia come attori che come vittime, complicando ulteriormente il quadro securitario nazionale e globale.

LA PROTEZIONE DEGLI ASSET STRATEGICI

Il settore industriale è naturalmente in prima linea in questo nuovo scenario di collaborazione fra le differenti componenti del sistema-Paese, sia come provider di tecnologie sia come settori estremamente delicati del tessuto nazionale. “In questo scenario geopolitico incerto una infrastruttura critica strategica, come ad esempio Eni, può diventare facilmente uno dei principali bersagli di attacchi cyber”, ha sottolineato Salvatore Carrino, senior vice president dell’Ict global cyber security di Eni. Le difficoltà che un’azienda così importante per l’economia nazionale, con operazioni quotidiane su scala globale, richiede naturalmente un immenso sforzo sistemico e tecnologico per proteggere i sistemi e la business continuity degli asset industriali. In questo senso Eni può fare affidamento sul proprio super-computer HPC5 (utilizzato anche per scoprire il giacimento di idrocarburi Zohr e per aiutare nella ricerca del vaccino per il Covid-19), ma il supporto delle istituzioni statali, come l’Intelligence, non può essere trascurato.

TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

Anche l’industria, del resto, è impegnata in una riflessione di lungo periodo sugli scenari futuri, come illustrato da Paolo Salvato, senior vice president Strategy and new initiatives di Leonardo: “Be Tomorrow 2030 – lanciato dall’azienda già prima della pandemia – è il piano di visione strategica che cerca di definire l’ambizione dell’azienda e la visione da qui a dieci anni, allungando il tempo di visione del gruppo e riportando la discussione strategica al centro delle scelte dell’azienda”. L’iniziativa della società si vuole inserire pienamente in quell’approccio integrato che dovrebbe essere la visione della difesa e sicurezza e l’identificazione delle ambizioni e interessi che l’Italia vuole assumersi come sistema-Paese.

LA POSIZIONE ITALIANA

“L’Italia non è percepita e non si percepisce come attore geopolitico; su questo punto siamo tornati piuttosto indietro e, come diceva von Metternich, siamo ridiventati un concetto geografico”, ha chiosato il direttore del Nato defense college foundation, Alessandro Politi, che ha altresì sottolineato le difficoltà dell’Italia a trovare una propria posizione all’interno dello scacchiere internazionale. “Non è vero che non abbiamo un interesse nazionale, anzi siamo capaci di strutturarlo e di perseguirlo, ma oggi manca una convergenza sistemica di interesse tra le varie forze del sistema-Paese”. L’Italia, tra l’altro, trovandosi al centro di una regione sempre più importnate negli equilibri globali, com’è il Mediterraneo, potrebbe ambire a diventare vero crocevia di strategie nello scenario globale in trasformazione. “L’Italia può restare così com’è, scegliere un alleato al cui accodarsi, destreggiarsi tra Ue, Usa, Cina e Russia oppure può prendere una posizione propria e perseguirla; lo abbiamo già fatto fin dai tempi di Cavour e siamo in grado di farlo, noi come italiani abbiamo le capacità per farlo”.

Difesa, diplomazia e industria. Ecco la strategia per la sicurezza del Paese

Elisabetta Belloni, Enzo Vecciarelli, Bruno Valensise, Paolo Salvato, Salvatore Carrino e Alessandro Politi. Chi c’era e cosa si è detto al webinar “Difesa e sicurezza dell’Italia: strategie di sistema”, organizzato da The European House – Ambrosetti e dal Casd, il centro alti studi per la Difesa presieduto dal generale Fernando Giancotti

 

Leonardo consegna il quarto aereo P-72A all'Aeronautica Militare. Il video

Leonardo consegna il quarto aereo P-72A all'Aeronautica Militare [embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=QTV3K-N5ePs[/embedyt] Sigonella (Ct), 16 feb. (askanews) - Il quarto e ultimo aereo P72-A in configurazione Final Capability plus è stato consegnato da Leonardo al 41esimo Stormo dell'Aeronautica militare di Sigonella (Ct). L'aereo è atterrato sulla base siciliana l'11 febbraio 2021, andando a completare la flotta di 4 P-72A che dal 25…

Perché l’Italia si unisce al Canada contro le detenzioni arbitrarie (c’entra Huawei)

L’Italia è tra i Paesi che appoggiano la dichiarazione canadese contro l’utilizzo della detenzione arbitraria come strumento diplomatico per mettere pressione ad altri Stati. Una pratica molto sfruttata negli ultimi anni da diversi regimi, a partire dalla Cina. Come in un caso che riguarda Huawei

Draghi è l'airbag della politica italiana. Maffettone spiega perché

Mario Draghi è l'”airbag” della politica italiana, dice Sebastiano Maffettone, filosofo politico e professore alla Luiss. I partiti hanno sostituito le ideologie con il trasformismo, lungimirante la svolta di Salvini. Conte? Ha due mesi, poi sparisce

Arriva il Centauro 2. Nuovo anti-tank per l’Esercito

Salvatore Farina, capo di Stato maggiore dell’Esercito, ormai prossimo alla scadenza del mandato triennale, ha fatto visita oggi agli stabilimenti di Bolzano di Iveco Defence Vehicles. Presentato il primo esemplare del Centauro 2, nuova versione dell’autoblindo per le Forze armate italiane

Cercasi astronauti per la Luna. Ecco il bando europeo

Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano hanno lanciato con Josef Aschbacher (prossimo direttore generale dell’Esa) il bando per la selezione della nuova classe di astronauti europei. Dalla Stazione spaziale alla Luna, ecco le missioni che attendono i prossimi cadetti. Tra le novità, una “riserva” e un progetto per le disabilità

Basta sussidi, per la competitività è tempo di riforme. Il commento di Chimenti

Al momento, il Paese attraversa una nuova fase politica ed è ragionevole ritenere che il nuovo governo utilizzi le risorse europee secondo una logica coerente con l’impostazione della costituzione economica dell’Unione europea abbandonando le misure dei meri sussidi. Il commento di Stanislao Chimenti, docente di Diritto commerciale e partner dello studio internazionale Delfino Willkie Farr & Gallagher

La montagna ferita e le azioni del governo. Parla Marina Lalli (Federturismo)

Il presidente di Federturismo: dal governo un comportamento assurdo e folle, le imprese del turismo invernale erano pronte e organizzate. La stagione è da buttare, dieci miliardi persi. Ora altro che ristori, servono risarcimenti

La Libia è il primo dossier per Di Maio anche nel governo Draghi

Telefonata di saluto tra il nuovo delegato speciale per la Libia e il (rinnovato) ministro italiano. Il Paese è ancora in una situazione delicata: l’Italia può avere un ruolo in questa fase di stabilizzazione?

Libano, la crisi e le opportunità (secondo l'Onu)

Un report Onu inquadra il Libano come uno dei Paesi con maggiori capacità di sviluppo del Mediterraneo, ma Beirut (a sei mesi dall’esplosione che ha squarciato il porto e mostrato i mali del Paese al mondo) è impantanato nelle sue incoerenze

×

Iscriviti alla newsletter