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Cosa significa oggi rappresentare una compagine di quasi seicento imprese? Poter continuare ad affermare, dopo oltre cinquant’anni di attività, di essere la voce dell’industria cosmetica nazionale è una sfida quotidiana. Un obiettivo reso ancora più complesso dall’emergenza sanitaria che sta mettendo alla prova, con diverse intensità, i sistemi sanitari, economici, politici e gli equilibri sociali del pianeta e che non risparmia l’industria cosmetica.

INTERNAZIONALIZZAZIONE A SUPPORTO DELLE IMPRESE

Offrire rappresentanza a imprese eterogenee per dimensione e tipologia di produzione, dalle multinazionali alle piccole e medie realtà produttive distribuite sull’intero territorio nazionale, ci stimola a garantire ogni giorno un’assistenza personalizzata a ognuna di esse, restando il punto di riferimento del comparto in ambito tecnico-regolatorio ed economico. La spinta all’internazionalizzazione si traduce nel costante supporto allo sviluppo del business delle nostre imprese in Italia e all’estero attraverso progetti mirati, missioni e iniziative di immagine e rappresentanza.

QUALITÀ E INNOVAZIONE

Nel panorama manifatturiero i cosmetici fabbricati nel nostro Paese si distinguono anche all’estero per la qualità, la propensione all’innovazione e per la capacità creativa tipica del “saper fare” italiano che tutto il mondo apprezza. Ecco perché si tratta di una leva competitiva da sfruttare in questa fase di ridefinizione di paradigmi sui mercati internazionali.

L’ITALIA NEL MONDO

Aver preso parte all’importante progetto del piano per l’export voluto dal governo indica la giusta direzione per una promozione costante dell’industria cosmetica italiana e dei suoi prodotti al di fuori dei confini nazionali. Per raggiungere questo obiettivo, strategica risulta la storica partnership con la più grande fiera dedicata al mondo della cosmesi. La collaborazione con Bologna-Fiere consente di portare in tutto il mondo il format Cosmoprof, a sua volta eccellenza unica tra le manifestazioni fieristiche, con edizioni a Bologna, Hong Kong, Las Vegas, Bangkok e Mumbai, e strumento di promozione del Made in Italy.

UN SETTORE-CHIAVE PER IL PAESE

Mi auguro che il governo e tutto il sistema industriale italiano sappiano lavorare assieme affinché il marchio Made in Italy possa recuperare nel mondo il ruolo e il valore che ha sempre avuto e che la pandemia sta minando. In questi difficili mesi, in cui le esportazioni hanno subìto una contrazione del 15% (dati preconsuntivi di chiusura 2020), abbiamo portato all’attenzione delle istituzioni una serie di richieste per sostenere l’industria cosmetica, un settore-chiave per il Paese anche nella delicata fase dell’emergenza sanitaria. Tra tutte voglio citare l’adeguamento dell’aliquota Iva per i prodotti essenziali per l’igiene e l’abolizione della plastic tax.

UNA FILIERA CHE VALE 33 MILIARDI DI EURO

Forse non tutti sanno che il sistema economico dell’intera filiera cosmetica, dai macchinari per la produzione e il confezionamento, al packaging, senza dimenticare le materie prime, la distribuzione, la logistica e il retail, suddiviso a sua volta tra saloni di acconciatura ed estetica, profumerie, grande distribuzione, farmacie ed erboristerie, vale 33 miliardi di euro.

OCCUPAZIONE FEMMINILE

Un dato che assume ancora più significato se aggiungiamo che, anche in un momento di recessione, la nostra industria continua a investire in innovazione e tecnologia il 6% del fatturato. E se in molti rincorrono politiche a favore dell’occupazione femminile, la cosmetica brilla attestando che il 54% degli occupati è donna, così come lo è il 45% dei laureati del comparto.

VERSO UNA NUOVA RIPARTENZA

Tutto questo non basta a mettere al riparo dai venti della crisi la cosmetica italiana, così come non è bastata la sua buona reputazione a riservarle lo spazio che merita tra i comparti di eccellenza del Made in Italy, nostro obiettivo a breve termine. L’emergenza ci spinge a una nuova ripartenza; abbiamo un compito difficile, ma estremamente importante: andare controcorrente. In autunno dovremo saper rifiorire. Una missione che porteremo a termine grazie all’impegno e alla caparbietà dei nostri imprenditori, che sono capitani coraggiosi e che negli anni hanno permesso di mantenere una caratteristica distintiva dell’industria cosmetica: l’anticiclicità.

UN COMPARTO CHE REAGISCE

Le previsioni di un calo di fatturato dell’11,6% a fine 2020 testimoniano le difficoltà che le nostre aziende hanno affrontato: dal lockdown alla chiusura di molti esercizi distributivi, dalle tensioni sui mercati esteri e nel reperire le materie prime al cambiamento delle abitudini di acquisto. Queste stime, fortunatamente ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati solo pochi mesi fa, sono il segno della capacità di reazione del nostro settore. Non ci resta, allora, che seguire questa nostra naturale inclinazione e metterci al lavoro per risalire il prima possibile la china e ripartire.

IL VALORE SOCIALE, DALLA PREVENZIONE ALL’IGIENE

I nostri prodotti hanno un valore dal punto di vista economico e scientifico, ma anche sociale; accompagnano la routine di ciascuno in gesti quotidiani legati alla prevenzione, all’igiene, alla cura di sé e all’espressione della propria personalità. In questo contesto va evidenziato l’importante ruolo del cosmetico nel garantire l’igiene quotidiana: proprio il lavaggio delle mani è stato fin da subito indicato dalle autorità sanitarie, tra cui l’Oms, come uno dei gesti fondamentali per contenere il virus. È innegabile: la cosmesi contribuisce quotidianamente al benessere di ogni singola persona ed è un’industria che fa bene al Paese.

Cosmetica, un comparto che fa bene all'economia (e alla ripresa)

Di Renato Ancorotti

In questi difficili mesi, in cui le esportazioni hanno subìto una contrazione importante, abbiamo portato all’attenzione delle istituzioni una serie di richieste per sostenere l’industria cosmetica, un settore chiave per il Paese anche nella delicata fase dell’emergenza sanitari. La riflessione di Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia

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