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Sono molti gli analisti che danno quasi per scontato che il prossimo presidente della Cdu, partito attualmente formalmente guidato da Annegret Kramp-Karrenbauer, sarà anche il prossimo cancelliere tedesco dopo le elezioni del settembre 2021. E il candidato alla presidenza meno in vista per l’era post-Merkel è Norbert Röttgen, grande esperto di politica estera della Cdu, pensa già alle possibili alleanze di governo.

COALIZIONI DI GOVERNO?

Ieri Röttgen ha chiarito al quotidiano bavarese Augsburger Allgemeine che se diventasse Cancelliere, non formerebbe una coalizione con il partito Liberal Democratico (Plr). L’ex ministro dell’Ambiente ha infatti accusato il Plr di “fallimento storico” quando, nel 2017, rifiutò la possibilità di creare un governo guidato dall’attuale Cancelliera, che poi virò per una Große Koalition con l’Spd. “Non si può fare affidamento su un partito che a volte ha voglia di governare e poi invece non lo fa”, ha detto Röttgen, sottolineando che gli elettori non hanno dimenticato il fallimento dei negoziati sulla cosiddetta “coalizione giamaicana” (nero-gialla-verde, quindi Plr, Cdu/Csu e Verdi).

Röttgen ha anche preso posizione contro l’obbligo della maschera FFP2 voluto dal governatore (in Germania vengono chiamati “primi ministri”) del Land della Baviera Markus Söder (Csu): “È prematuro. Bisognerebbe prima spiegare alla gente perché tali mascherine sono più efficaci e quale sia la differenza tra queste e la normale protezione della bocca e del naso”.

I VERDI SONO PRONTI

E proprio in vista delle elezioni di settembre e della molto probabile necessità della Cdu di dover cercare un partito col quale allearsi per avere la maggioranza, ieri i Verdi, seppure al momento stiano all’opposizione, hanno fatto capire di stare al fianco della Cdu per la buona gestione della crisi.

Il quotidiano berlinese Tageszeitung questa mattina apre così: “Il dibattito nel Bundestag mostra una situazione curiosa” perché i due alleati di governo (Cdu e Spd) stanno litigando senza troppi veli, mentre die Grüne plaude all’operato del partito cui fa capo Merkel: “Il parlamentare dell’Spd Carsten Schneider ha lanciato un’accusa feroce contro i cristiano democratici, critica che sembra partita da un politico dell’opposizione.

L’opposizione dei Verdi, invece, applaude fragorosamente a Spahn, ministro della Sanità, mettendo in guardia l’Spd dal fomentare la discordia nella crisi. In realtà, l’opposizione dovrebbe dimostrare le mancanze del governo e minare l’argomentazione che tutti devono restare uniti nel corso di una crisi del genere. Ma per i Verdi l’attesa febbrile di governare sembra prevalere su tutto il resto. La Spd si prepara a essere leader dell’opposizione, mentre i Verdi a essere il partito di governo rigidamente statalista”.

ENDORSEMENT IMPORTANTI PER LASCHET

Nel frattempo Armin Laschet si è guadagnato un potente sostenitore: il governatore dell’Assia Volker Bouffier, secondo una fonte di FAZ, ne avrebbe elogiato in modo particolare lo spirito di squadra e ha poi aggiunto: “Laschet può guidare bene un governo e sa come tenere insieme una coalizione”. Ma il supporto per il candidato considerato più a sinistra all’interno della Cdu arriva anche da altri governatori dei Land – Laschet guida la Nord-Reno Westfalia – come dai gruppi parlamentari della Cdu a livello sia statale che locale. Una fonte interna al partito ha dichiarato: “Siamo convinti che Armin Laschet, in qualità di nuovo presidente federale della Cdu, possa soddisfare al meglio le necessità di cui abbiamo bisogno”.

Friedrich Merz è ancora considerato il favorito, ma gli avvertimenti contro il candidato probabilmente più conservatore sono in aumento. Attualmente Merz, secondo un sondaggio  condotto da Infratest dimap, potrebbe raggiungere il 29% dei voti mentre Laschet e Röttgen starebbero al 25%. Merz è sì sostenuto dalle ali conservatrici e commerciali del partito ma non riesce a convincere l’elettorato femminile.

Armin Laschet Cdu

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