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In corsa per la rete Telecom c’è anche il più grande fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti. Come rivelato ieri dall’agenzia Reuters, Kkr punta a vendere al fondo Adia di Abu Dhabi fino al 30% del veicolo tramite il quale detiene il 37,5% di FiberCop, la società in cui Tim ha fatto confluire la porzione di rete che va dagli armadi fino alle abitazioni, per 1,8 miliardi di euro. In virtù di questo, Adia, che a sua volta opererebbe l’investimento tramite il veicolo Infinity Investments, deterrebbe indirettamente intorno al 10-11% di FiberCop. Ma senza alcun diritto di governance, ha rivelato una delle fonti a Reuters.

ASSE USA-EMIRATI

Carlo Festa sul Sole24Ore ha spiegato che “Kkr ha chiamato come co-investitore sull’operazione Tim un gruppo come Adia, che è già un suo sottoscrittore del fondo”. Una situazione che “capita spesso in questo genere di operazioni dove l’ammontare dell’investimento è notevole”, continua Festa. E sta accadendo, aggiunge, anche se con qualche differenza, con il fondo australiano Macquarie, che ha offerto a Enel 2,65 miliardi di euro per la sua quota in Open Fiber, cioè la società che assieme a Fibercop dovrebbe dare vita alla nuova AccessCo.

LA NOTIFICA AL GOVERNO

L’operazione è stata notificata al governo da Adia e Kkr. Telecom è stata convocata come parte terza per domani dal comitato per avviare l’istruttoria. Non siamo, in questo caso, davanti a uno di quegli episodi denunciati alcune settimane fa da Ferruccio de Bortoli, editorialista ed ex direttore del Corriere della Sera, di abuso di Golden power che rischia di allontanare gli investimenti. Infatti, una notifica è prevista dalla normativa sul golden power per ogni investimento estero azionario superiore al 10%.

IL NODO OPEN FIBER

Il tutto avviene in attesa della risoluzione della questione inerente la governance di Open Fiber: ipotesi più accreditata oggi, scrive Milano Finanza, è che Cdp (non ancora soddisfatta dell’offerta di Macquarie) salga dal 50% all’85% per diventare poi azionista di riferimento di AccessCo, la nuova società che il governo vorrebbe nascesse da Fibercop e Open Fiber.

LA PARTITA VIVENDI

La notifica al comitato Golden power è un atto dovuto per quanto riguarda l’interesse di Adia. Riflettori ora puntati, piuttosto, sui francesi di Vivendi che, se dovessero tornare ad avere la maggioranza del consiglio di amministrazione di Tim (cioè il gruppo attorno al quale ruota Fibercop) in primavera metterebbero di fatto le mani sulla rete unica.

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