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La rivoluzione digitale in corso ha assunto durante l’emergenza Covid-19 una nuova ed importante dimensione: quella della consapevolezza. A causa del lockdown abbiamo tutti compreso strategicità e necessità delle telecomunicazioni, del digitale e della connettività. La sfida di oggi è non solo non disperdere questo insegnamento, ma rilanciare, alzare l’asticella per recuperare il gap fotografato dal recente Indice DESI 2020 della Commissione europea che ci relega agli ultimi posti in Europa (25 su 28) nella classifica generale sulla digitalizzazione. È di tutta evidenza che, per fare questo salto, serva uno sforzo da parte di tutti gli attori in campo.

Un ruolo fondamentale in tal senso lo possono esercitare gli operatori. Per il rilancio dell’economia e per l’erogazione di servizi sempre più innovativi a cittadini e imprese è indispensabile portare la connettività mobile ultraveloce, oltre che in outdoor, anche all’interno degli edifici. Questo vale per il 4G ma ancora di più per il 5G, che giocherà un ruolo da protagonista in numerosi settori: turismo, agricoltura, sanità, distribuzione, sport e cultura potranno rendere i loro spazi abilitati a garantire le attuali esigenze di servizi e al contempo avere la possibilità di implementarne di nuovi.

Le straordinarie potenzialità dell’IoT, con domotica, sensoristica, virtual e augumented reality vedranno peraltro arricchita in maniera esponenziale la user experience dei frequentatori, sia in indoor che in outdoor, ma servizi e applicazioni innovative necessitano di una latenza vicina allo zero.
È evidente, dunque, che le connessioni mobili dovranno essere pienamente garantite all’interno degli edifici, soprattutto nelle città per la loro conformazione e nelle strutture complesse in cui le attuali tecnologie mobili fanno fatica a garantire la tenuta ottimale del segnale a causa di problemi strutturali di penetrazione.

A conferma di ciò, un recentissimo studio di Analysys Mason ha sottolineato l’importanza di assicurare una copertura capillare del segnale 5G. Secondo questo report, nel 5G la qualità dell’esperienza indoor deve essere altrettanto efficiente di quella outdoor. Le prestazioni e l’esperienza dell’utente dei servizi mobili all’interno degli edifici – come aziende, ospedali, scuole, negozi – “non possono più avere un ruolo secondario nell’era del 5G se vogliamo soddisfare le esigenze delle imprese”.

Oltre alle torri ‘tradizionali’ ecco che è sempre più importante un’infrastruttura basata sulle cosiddette ‘micro-antenne’, che hanno il grande vantaggio di avere ridotto impatto visivo, basse emissioni elettromagnetiche e forte compatibilità ambientale.

I sistemi DAS (Distributed Antenna System) o le small-cells, infatti, permettono di coprire con il segnale mobile aree molto affollate o luoghi al coperto in cui ci sono problemi di ricezione. Inoltre, sono decisamente “green” nel senso che hanno emissioni elettromagnetiche trascurabili e dimensioni ridotte che ne consentono la collocazione ottimale senza di fatto avere impatto visivo o sull’arredo urbano.
L’infrastruttura di rete 5G, così come quella 4G, sarà quindi un insieme completo e integrato di towers e di micro-coperture realizzate con sistemi come i DAS per assicurare un segnale sempre stabile ed efficace.

Nell’appello dal titolo “L’Italia del futuro passa dal 5G”, pubblicato su alcuni quotidiani e sottoscritto da 11 tra i principali istituti e think tank del Paese (Centro Economia Digitale, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, Fondazione Luigi Einaudi, Fondazione Magna Carta, Fondazione Guglielmo Marconi, Fondazione Aristide Merloni, Fondazione Adriano Olivetti, Fondazione Ottimisti&Razionali, Fondazione Prioritalia, Istituto Bruno Leoni e Istituto per la Competitività), si chiede al governo, alle istituzioni e alle forze politiche di promuovere un’azione di sistema per la creazione di una rete 5G “solida e performante, che acceleri la rinascita dell’Italia, anche attraverso interventi normativi che accentrino le responsabilità delle autorizzazioni, garantendo adeguati limiti emissivi e liberando le diverse amministrazioni dall’assedio di posizioni irrazionali e antiscientifiche. Il 5G è un obiettivo necessario e urgente, va realizzato rapidamente per il futuro dell’Italia”.

Nell’emergenza Covid-19 abbiamo fatto smart working nelle imprese e nella pubblica amministrazione, i nostri figli hanno utilizzato la didattica a distanza nelle scuole e nelle università e tutti noi ci siamo avvalsi delle piattaforme digitali per restare vicini a parenti e amici, così come dell’accesso allo streaming tv per l’intrattenimento. Le aziende di telecomunicazioni hanno contribuito alla tenuta economica, culturale e sociale del Paese. Ma nello stesso tempo sono emerse alcune carenze in termini di copertura territoriale, capillarità, ricchezza di banda, dotazione diffusa di strumenti digitali nella popolazione. Ora la nuova frontiera è quella di non perdere l’occasione, nella ripartenza, di sfruttare le enormi potenzialità delle tecnologie, accelerare i tempi della ripresa e creare le basi della nuova società digitale, innanzitutto facendo una decisa scelta nella costruzione della generazione avanzata di reti wireless. Il 5G. “Il Paese non può permettersi di rimanere indietro, in balia di pregiudizi immotivati, esitazioni conservatrici o inammissibili resistenze burocratiche”.

Ora abbiamo l’occasione per evitare questo rischio. Non sprechiamola.

La nuova frontiera del 5G, tra infrastrutture, sostenibilità e semplificazioni

Di Michelangelo Suigo

La rivoluzione digitale in corso ha assunto durante l’emergenza Covid-19 una nuova ed importante dimensione: quella della consapevolezza. A causa del lockdown abbiamo tutti compreso strategicità e necessità delle telecomunicazioni, del digitale e della connettività. La sfida di oggi è non solo non disperdere questo insegnamento, ma rilanciare, alzare l’asticella per recuperare il gap fotografato dal recente Indice DESI 2020…

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