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All’inizio di luglio, in collaborazione con l’American Jewish Committee, ho raccolto l’adesione di una ventina di parlamentari italiani a una ‘dichiarazione transatlantica’ per chiedere all’Unione europea di dichiarare Hezbollah nel suo insieme organizzazione terroristica. Negli stessi giorni ho presentato un’interrogazione a proposito dell’embargo internazionale di armi all’Iran, di cui gli Stati Uniti hanno chiesto la proroga. Nell’interrogazione sottolineavo il ruolo chiave dell’Iran nel finanziamento e nell’armamento di Hezbollah, ricordando che il 21 giugno l’organizzazione stessa aveva diffuso un video in cui la voce del suo leader Hassan Nasrallah vantava la capacità di colpire con precisione con missili ogni punto di Israele e che lo stesso Nasrallah ha dichiarato che le sue decine di migliaia di missili provengono dall’Iran. Tale arsenale, sottolineavo, potrebbe essere usato anche contro le forze della missione Unifil, a forte presenza italiana, al confine tra Libano e Israele.

Ora, grazie a Formiche.net, si apprende che gli Stati Uniti hanno informazioni sull’intenzione di Hezbollah di compiere attentati terroristici in Europa. Del resto, nell’interrogazione avevo ricordato che secondo autorevoli fonti occidentali il regime iraniano ha perpetrato attentati terroristici anche in territorio europeo: i servizi di informazione olandesi ebbero forti indicazioni del coinvolgimento del regime iraniano nell’assassinio avvenuto nella città di Almere in Olanda dell’attivista dissidente iraniano Ali Motamed nel 2015 (in contemporanea con la firma del controverso accordo nucleare), seguito dall’assassinio di Ahmad Molla Nissi, un altro dissidente del regime, all’Aia nel 2017. Ci fu anche un attentato sventato al corteo dell’opposizione al regime iraniano nell’estate del 2018 a Parigi (al quale parteciparono fra gli altri anche l’ex sindaco di New York City, Rudolph Giuliani, e il sottoscritto): una coppia belga di origini iraniane fu fermata in possesso di mezzo chilo di esplosivo dalla sicurezza francese, grazie alle informazioni apprese in merito a un intreccio organizzato da Assadollah Assadi, un dirigente dell’intelligence iraniana. Nell’ottobre 2018 la polizia albanese ha annunciato di avere sventato un attentato contro dissidenti iraniani a Tirana.

Ebbene, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, cui era rivolta l’interrogazione, nella sua risposta, letta al Senato da un sottosegretario, ha totalmente ignorato tutto questo, limitandosi a parlare della questione embargo in modo totalmente ambiguo.

Temo che questo sia l’atteggiamento del governo rispetto al pericolo terroristico di Hezbollah: ignorare il problema e ossequiare il regime iraniano. Per avere un’idea della natura di Hezbollah basta dare un’occhiata al suo logo. Si tratta della parola Hizbullah (o Hezbollah), cioè “partito di Allah” , dove la “alif”, prima lettera di “Allah”, si prolunga in un braccio con la mano che impugna un fucile d’assalto kalashnikov. Difficile vederci una cosa diversa da un’organizzazione armata. Secondo la Ue, solo il ‘braccio militare’ di Hezbollah è terroristico. Ma nella realtà non c’è alcuna distinzione tra braccio armato ed altro. E quel braccio è ora rivolto anche verso di noi, verso le nostre città e le nostre famiglie.

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Di Lucio Malan

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