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Come anticipato da Formiche.net, ieri pomeriggio — a poche ore di distanza dalla decisione del governo britannico di bandire il 5G di Huawei — l’ambasciatore Pietro Benassi, consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte, ha incontrato Robert O’Brien, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente statunitense Donald Trump. Il bilaterale si è tenuto presso l’ambasciata statunitense a Parigi, a margine della riunione formato Quint (i Paesi del G4 europeo — Francia, Germania, Italia e Regno Unito — assieme agli Stati Uniti).

“Riapertura delle nostre economie, Cina e sicurezza del 5G”, i temi al centro del faccia a faccia, come spiega via Twitter il Consiglio per la sicurezza nazionale (da notare come, invece, con la controparte tedesca, Jan Hecker, O’Brien abbia discusso di cooperazione sulla difesa, burden sharing, sicurezza energetica e Afghanistan oltre che di Cina e sicurezza del 5G).

Eccezion fatta per un tweet di gruppo, il Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense ha diffuso immagini dei bilaterali soltanto con le controparti tedesca e italiana (il Regno Unito, come detto, ha scelto ieri per il bando di Huawei; la Francia ha deciso di non bandire la tecnologia cinese ma di sconsigliarne fortemente l’utilizzo). Se Berlino offre poche garanzie a Washington poiché teme (in particolare la cancelliera Angela Merkel) ritorsioni di Pechino sulle sue aziende in Cina, Roma sembra in posizione migliore. Come scrivevamo ieri, infatti, “le vicende degli ultimi giorni — dalla scelta di Tim di escludere Huawei delle gare in Italia e in Brasile alla decisione, rivelata da Formiche.net, del Consiglio dei ministri di una settimana fa di esercitare i poteri previsti dal golden power sulla fornitura di tecnologia da parte del colosso cinese a Tim e Windtre — sembrano garantire all’ambasciatore Benassi una posizione più forte di quella che avrebbe potuto avere fino a poche settimane fa”.

IL MESSAGGIO DI TRUMP

“Abbiamo convinto molti Paesi — molti Paesi —, e l’ho fatto in gran parte da solo, a non usare Huawei perché pensiamo che sia un rischio per la sicurezza”, ha dichiarato ieri in conferenza stampa dal roseto della Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump rilanciando il tema cinese nel contesto della campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali di novembre. La tecnologia Huawei “è un grosso rischio per la sicurezza”, ha continuato. “Ho dissuaso molti Paesi dall’utilizzarla”. Se vogliono fare affari con noi, non possono usarla. Proprio oggi, credo che il Regno Unito abbia annunciato che non la useranno. Era una cosa rimasta nell’aria per molto tempo, ma hanno deciso (una scelta accolta con favore anche dal dipartimento di Stato, con un tweet della portavoce Morgan Ortagus rilanciato anche dall’account dell’ambasciata statunitense a Roma, ndr). Pensate all’Italia; pensate a molti altri Paesi”.

Washington sembra soddisfatta dalla scelta di Londra nonostante due elementi. Il primo: diversi deputati britannici (come raccontato ieri da Formiche.net) temono che il 2027, anno entro cui Huawei dovrà essere smantellata dalla rete 5G britannica, rappresenti una scadenza troppo lunga offrendo così al colosso di Shenzhen tempi (oltre sei anni) e spazi (la scadenza naturale della Camera dei Comuni è fissata per il 2024) per fare pressioni su un nuovo governo affinché cancelli il bando. Il secondo: gli Stati Uniti sembrano reclamare la vittoria geopolitica (ma anche, o forse soprattutto, elettorale per il presidente) nonostante nel 2027 il 5G sarà “storia” e sarà già in commercio il 6G, come ha spiegato Gautam Chikermane, vicepresidente del think tank indiano Observer Research Foundation.

Riflettori puntati ora su Roma, dove al modello britannico — la cui versione iniziale, quella più “veloce” rispetto alla definitiva con orizzonte 2027, aveva ispirato il Partito democratico — sembra venir preferito l’esercito del golden power. Ma Washington sta pesando gli alleati e una dichiarazione esplicita anti Huawei non potrebbe che ottenere un plauso a stelle e strisce.

Huawei, pressing di Trump: dopo Londra ora è il turno di Roma

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