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L’entusiastica adesione del governo Italiano alla “Via della Seta”, la firma ad occhi semichiusi del Memorandum of understanding tra Italia e Cina – promosso dall’allora sottosegretario Michele Geraci – in occasione della visita in Italia del presidente Xi Jinping, e la stretta “collaborazione” di media italiani con quelli cinesi si sono trasformati rapidamente – in misura accresciuta con la “nuova narrativa” di Pechino sul Coronavirus- in una selva di megafoni. Essi fanno a gara a “diffondere” nel nostro Paese la propaganda del Partito comunista cinese; senza che sia dato minimo spazio ad un pensiero critico, o di verifica fattuale dei messaggi veicolati da Pechino e servilmente ripresi in Italia.

“Diffondere” è verbo che provoca allarme se riferito alla Cina. Ancor più allarma con le notizie provenienti dall’Iran: dove il Covid-19 – importato anche lì da Pechino e negato per diversi mesi in ossequio alle sensibilità cinesi – sta mietendo un numero impressionante di iraniani. Si parla di migliaia di vittime tra le quali una ventina tra i più alti esponenti del regime. Negazione, censura, repressione da parte degli Ayatollah sono stati – in Iran come in Cina – fattori decisivi nel far evolvere un’epidemia, all’inizio piuttosto localizzata, in pandemia globale.

La notizia che ora ha dell’incredibile, anche per gli effetti che può riflettere sull’Italia, riguarda i collegamenti aerei tra la Cina e Qom: i voli restano aperti! Nonostante sia ormai accertato che è proprio dai visitatori cinesi in quella città che la malattia si è propagata. A Qom operano centinaia di studenti e formatori. Partecipano a programmi di collaborazione culturale .Negli ultimi giorni la Cnn ha trasmesso immagini raccapriccianti di fosse comuni aperte nelle adiacenze della città, a dimostrazione della gravità del disastro.

Sono dati di fatto che non possono assolutamente venire sottovalutati dall’Italia. Ma invece di tenere le distanze da un accresciuto rischio di contagio anche dall’Iran, oltre che dalla Cina, le Autorità italiane autorizzano lo scalo nei nostri aeroporti dei voli dell’“Iran Air” provenienti da Teheran.

Tra l’altro “Iran Air” è soggetta a sanzioni del Dipartimento del Tesoro americano – ai sensi dell’Executive Order 13599 , perché coinvolta in attività di sostegno finanziario e logistico al terrorismo internazionale. Diversi “proxy” del regime iraniano in Medio Oriente e in America Latina la utilizzano come abituale vettore per le loro milizie , armamenti, e traffici illeciti. L’applicazione delle sanzioni americane a Iran Air dovrebbe in realtà preoccupare le società e i dirigenti che forniscono servizi agli scali, dato che la normativa in questione si riferisce anche a loro. Si tratta, in sostanza, di fattispecie identica a quella di un’altra compagnia iraniana, la “Mahan Air”, sospesa dall’Enac lo scorso ottobre.

Messaggino alle autorità italiane: ma consentire i voli della Iran Air farà bene?

Di Giulio Terzi di Sant'Agata

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