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Sarà Fincantieri, il gruppo italiano guidato da Giuseppe Bono, a realizzare la prossima generazione delle fregata multiruolo della più grande Marina militare al mondo: la Us Navy. Basta questo per descrivere l’importanza della gara vinta nella tarda serata americana di ieri, anche se, volendo, si possono aggiungere dettagli come i quasi 800 milioni di dollari per la prima nave e un valore complessivo che potrebbe arrivare a 20 miliardi. L’annuncio, che rassicura il comparto italiano e rinsalda il legame con l’alleato d’oltreoceano, è arrivato con tre mesi di anticipo rispetto al previsto, direttamente dalla Us Navy, desiderosa di avere nuove navi con capacità multi-missione.

LA GARA

Denominata Ffg(x), la gara della Marina americana puntava a individuare infatti la prossima generazione di fregate multiruolo, con una richiesta di venti unità per affrontare gli scenari del futuro. Il contratto con Fincantieri riguarda la progettazione e costruzione della prima nave a un valore di 795,1 milioni di dollari, a cui aggiungere le opzioni per altre nove navi. Considerando che sono annessi i servizi di assistenza, ingegneria e preparazione dell’equipaggio, il contratto arriverà a una valore intorno ai 10 miliardi di dollari, che potrebbero addirittura raddoppiare con la sistemistica a bordo delle unità.

IL COMMENTO DI GUERINI

“Un grande successo”, ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Fincantieri porta nei mari del mondo la garanzia della tecnologia italiana”, ha aggiunto il titolare di palazzo Baracchini. D’altra parte, “il comparto della Difesa racchiude molte delle eccellenze italiane e in questo momento in cui è importante la ripresa delle attività produttive colpite dalla crisi Covid-19, si tratta di una importante iniezione di fiducia”. Per questo, ha rimarcato, la vittoria della gara americana è “un risultato importante, frutto anche di un intenso lavoro di squadra, che è un segnale di fiducia nei confronti dell’Italia”.

LA SOCIETÀ

Fincantieri ha così battuto una concorrenza agguerrita, tra il duo General Dynamics e Navantia, le Huntington Ingalls Industries e Austal Usa. Lo ha fatto proponendo un progetto basato sulla classe Fremm utilizzata dalla Marina italiana e da quella francese. Lo ha fatto con la controllata americana Marinette Marine, che ha convinto anche ai tempi del “buy American”, visto che le unità richieste saranno costruite soprattutto nel cantiere in Wisconsin, per cui il gruppo italiano aveva già annunciato un deciso aumento degli occupati in caso di vittoria. Coinvolti comunque anche altri siti nel resto del Paese, per una vittoria che ha molto il sapore del sistema italiano che funziona.

UNA RICETTA CHE FUNZIONA

La ricetta è quella che ha funzionato in altre occasioni (e che potrebbe funzionare ancora): un prodotto di alta qualità riconosciuta in tutto il mondo; la capacità di proporlo con convinzione e il supporto del sistema e delle istituzioni, senza il quale l’export nel campo della Difesa sarebbe davvero difficile. Oltre alle capacità del gruppo di Trieste e dalla controllata americana, ha influito il rafforzamento del rapporto con l’alleato d’oltreoceano, dal lavoro dell’ambasciata a Washington fino alle visite incrociate, agli incontri che nell’ultimo anno hanno coinvolto presidente della Repubblica, premier e ministri. Di base, però, c’è il solido rapporto che lega Italia e Stati Uniti, le Forze armate (coinvolte in missioni comuni ed esercitazioni) e le industrie, legate ormai storicamente da collaborazioni.

I COMMENTI DAGLI USA…

“Le unità Ffg(x) saranno una parte importante della nostra futura flotta”, ha dunque dichiarato il numero uno della US Navy, l’ammiraglio Mike Gilday. “È l’evoluzione delle Small surface combatant con potenziata letalità, sopravvivenza e migliorata capacità di supportare la Nation defense strategy nell’ambito dell’intera gamma di operazioni militari; sicuramente ci aiuterà a condurre le operazioni marittime distribuite in modo più efficace e migliorerà la nostra capacità di combattere sia in alto mare che in ambienti costieri contesi”. Gli ha fatto l’assistant secretary per la Marina, James Geurts: “Durante tutto questo processo, il team governativo e i nostri partner industriali hanno partecipato con un comportamento professionale e disciplinato, che ha consentito l’assegnazione di questo contratto con tre mesi di anticipo”. La richiesta di proposte era stata emanata a giungo dello scorso anno.

…E QUELLI IN ITALIA

Anche in Italia la vittoria di Fincantieri ha incassato chiaramente tante attestazioni di giubilo da parte della politica italiana e non solo.

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