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Il dramma sanitario legato al Covid e la gestione dell’emergenza hanno fatto passare in secondo piano per molte settimane un altro dramma.
Rischiamo una pandemia economica e sociale che va gestita prima che sia troppo tardi.

Guai ad avere l’approccio che hanno avuto gli Stati e l’OMS con il Covid. Un approccio surreale.
Hanno iniziato ad affrontare seriamente il virus solo a pandemia sanitaria avvenuta, solo quando gli ospedali erano al collasso.
Il Governo ha poi presentato misure per affrontare l’emergenza economica. Ma, al di là dell’adeguatezza o meno di quanto si è definito, i tempi di applicazione dei provvedimenti sono subito apparsi troppo lenti rispetto alle drammatiche necessità di cittadini e operatori economici. Bisognerà far fare al Paese un salto culturale per far si che la burocrazia sia al fianco di chi fa impresa onestamente e non rappresenti un ulteriore ostacolo.
Non possiamo permettercelo.

Guai a cercare di rimediare a ritardi ed errori soltanto quando avremo il paese al collasso economico.
Sono in gioco l’Interesse Nazionale e la vita di milioni di famiglie.

Nei prossimi giorni ospiterò commenti e riflessioni di imprenditori, manager e economisti.
E’ utile in questo momento affrontare la crisi da tutti i punti di vista.

Interessante il punto di vista di Giuseppe Pagliaraamministratore delegato dei brand Valtur Nicolaus che contano, quest’anno, un portafoglio di 31 villaggi in Italia e 12 all’estero.

Questo il comunicato stampa nel quale oggi ha fatto le sue richieste al Governo.

GIUSEPPE PAGLIARA: “IL TURISMO NON PUÒ PIÙ ASPETTARE.  SUBITO UN QUADRO NORMATIVO CHIARO PER NON COLLASSARE”

Necessità di linee guida definite per dare la possibilità di ripartire  a chi si sta strutturando per operare

“Per salvare la stagione e centinaia di migliaia di posto di lavoro, tutti i segmenti della filiera turistica hanno bisogno di sapere se i rappresentanti governativi intendono dare forma con urgenza, ascoltando gli operatori del settore, a un piano che ci permetta di essere pronti per riprendere le attività quando ci saranno le condizioni. Le variabili da considerare sono davvero molte e le stiamo vagliando tutte, sulla base della nostra esperienza, ma abbiamo bisogno di lavorare a stretto contatto con le istituzioniNon pretendiamo risposte che non possono essere date adesso,  il senso della nostra richiesta è orientato alla richiesta incondizionata di ammortizzatori economici: chiediamo di fare chiarezza insieme per prepararci a soddisfare il desiderio delle persone di poter vivere una vacanza serena, perché, se non capiremo alcune cose al più presto, rischiamo che il nostro settore subisca un danno pressoché irreversibile”.

Con queste parole, che sono un invito a lavorare per individuare soluzioni condivise, Giuseppe Pagliaraamministratore delegato dei brand Valtur Nicolaus che contano, quest’anno, un portafoglio di 31 villaggi in Italia e 12 all’estero, fotografa la situazione attuale del comparto turistico, a rischio di implosione non soltanto per il blocco delle attività, ma soprattutto per l’assenza di una prospettiva, in primis, di carattere legislativo che è fondamentale per ogni aspetto operativo.

Mettere al più presto a fuoco la maglia normativa omogenea su scala nazionale all’interno della quale poter operare è una condizione ineludibile per scrivere un nuovo vocabolario del turismo che, da un lato, sia espressione di un nuovo modo di organizzare l’offerta e, dall’altro, permetta alle persone di capire come dar seguito al desiderio e alla necessità di viaggiare. La stagione quest’anno sarà molto corta e i nodi da dipanare sono ancora troppi per poter pensare di continuare a posticipare azioni concrete legate alla costruzione e alla promozione dell’offerta che si prospettino economicamente sostenibili.

Come l’AD di Valtur e di Nicolaus Club sottolinea è necessario quanto prima che i rappresentanti della filiera e le istituzioni si mettano operativamente insieme per:

  • delineare gli scenari possibili in cui muoversi;
  • individuare tempi che sono fondamentali per il turismo come, ad esempio, la riapertura delle scuole;
  • lavorare ai format e ai protocolli da applicare alle strutture ricettive, alla ristorazione, ai servizi e ai trasporti;
  • inquadrare eventuali responsabilità e coperture assicurative;
  • comprendere come sarà regolata la mobilità interregionale.

“Siamo stati tra i firmatari del Manifesto per il Turismo, redatto dalle nostre associazioni di categoria, ASTOI -Confindustria Viaggi e da FTO, per fornire alle forze politiche indicazioni di carattere tecnico e strategico. Gli strumenti indicati sono di carattere pratico sia per creare condizioni utili a far rinascere la domanda sia per sostenere concretamente con misure e norme adeguate un comparto che, attenendoci ai dati ENIT, nel 2018 ha inciso per il 13,2% del PIL nazionale, coprendo il 14,9% dell’occupazione totale del nostro Paese. In qualità di amministratore delegato di un gruppo che dà lavoro a 180 persone in sede e ad altre 3.000 persone, considerando le risorse impiegate nei nostri villaggi, mi preme sottolineare nuovamente che dobbiamo muoverci al più presto. I tour operator sono pronti a ripartire, così come lo sono le strutture alberghiere e la distribuzione, ma non possiamo farlo al buio. Dobbiamo capire come poter aprire e di chi saranno i costi e le responsabilità delle riaperture”, commenta Giuseppe Pagliara.

Accanto al quadro normativo è altrettanto necessario agire di concerto per varare misure di impronta economica che vadano, per esempio, nella direzione di:

  • erogare un contributo trasporto per i pacchetti turistici;  
  • abbassare l’IVA sui pacchetti turistici nel regime speciale 74ter dal 22% al 10%, al pari dell’IVA alberghiera.

“I contributi a chi viaggia sono sicuramente utili, ma gli interventi devono necessariamente interessare anche chi crea l’offerta che dovrà affrontare costi importanti per adeguare strutturetrasporti e servizi a fronte di un’ingente diminuzione di entrate e margini. Per il nostro settore, un contributo per i trasporti legati ai pacchetti turistici è una proposta che riteniamo attuabile e che vorremmo portare avanti. Questo contributo è già stato previsto in passato per molte operazioni, sia dedicato a tour operator esteri, per sostenere rotazioni charter più o meno lunghe durante la stagione, sia per favorire il traffico in particolari aeroporti (come quelli della Regione Calabria), con operazioni charter anche di traffico domestico nord-sud. Il contributo potrebbe andare a sanare quel gap economico che sarà determinato dalla necessità di diminuire i posti dei mezzi di trasporto per lasciare spazio tra le persone.

Un contributo economico ai tour operator darebbe respiro al settore, considerando che le prime bozze di normative prevedono, per esempio, una capienza dei bus molto ridotta e, quindi, un aumento sensibile della spesa legata al trasporto”, prosegue Giuseppe Pagliara.

 “Un altro intervento molto utile potrebbe essere quello dell’abbassamento dell’Iva nel Regime speciale 74ter dal 22% al 10%, riduzione che avrebbe un impatto favorevole non solo per l’ovvio pagamento dell’imposta sul guadagno, ma che permetterebbe anche una riduzione dei prezzi, fattore molto importante per ciò che riguarda l’offerta in un momento in cui sarà determinante essere subito molto competitivi e la booking window sarà notevolmente ridotta”, conclude Giuseppe Pagliara.

L'emergenza economica - Il turismo non può più aspettare. Parla Pagliara di Valtur e Nicolaus

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