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Partirà da Milano, centro economico-finanziario del Paese, la campagna di sensibilizzazione dell’intelligence italiana nei confronti delle imprese sul tema della cyber security; un ambito, questo, recentemente rafforzato nei suoi aspetti più strategici sia da provvedimenti europei come la direttiva Nis, sia da azioni domestiche come il decreto recentemente approvato in via definitiva alla Camera che istituisce un Perimetro di sicurezza informatica per reti e sistemi vitali per la nazione e rafforza i poteri speciali del governo anche per le reti 5G.

IL ROADSHOW

Il primo appuntamento del roadshow denominato Asset e promosso nelle regioni italiane dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) – il dipartimento che coordina le agenzie dei servizi segreti Aisi e Aise – sarà giovedì 21 novembre a Palazzo Reale. Obiettivo: illustrare l’impegno dell’intelligence a tutela del Sistema Paese e innalzare la consapevolezza in materia di sicurezza economica e cibernetica. All’evento interverranno il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte (che ha la delega ai servizi segreti), il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il direttore generale del Dis, Gennaro Vecchione, il vicedirettore Cyber Roberto Baldoni, il vicedirettore generale del Dis Bruno Valensise e gli specialisti d’area del Dipartimento.

UN NUOVO SCENARIO

“Il perimetro della sicurezza nazionale”, disse ad aprile scorso Vecchione intervenendo a un incontro organizzato dalla Commissione europea con l’Ordine dei giornalisti, “si è allargato”. Non ci sono solo minacce strettamente ‘politiche’, sottolineò, ma anche quelle che “colpiscono il livello economico-finanziario, e questo comprende anche la minaccia cibernetica: non ti faccio funzionare gli acquedotti o la rete elettrica: si chiamano minacce ibride”.
Particolarmente sotto attacco sembra essere proprio il settore dell’energia, un dettaglio emerso anche nella relazione del Dis al Parlamento, presentata a fine febbraio dai vertici del dipartimento alla presenza dello stesso Conte.

“Ci siamo resi conto”, disse il generale, “che nelle imprese c’erano diverse sensibilità sul tema, quindi ho predisposto una campagna di sensibilizzazione”, che ora è pronta a partire. “Andremo davanti a tutti industriali per far capire quanto sia importante fare rete, comunicare, soprattutto nelle aziende di assoluto rilievo strategico nazionale”. L’intento, evidenziò Vecchione, è rendere più consapevole della minaccia il mondo economico-finanziario. Si tratta, rimarcò, “di un sistema di interesse nazionale” ed è per questo necessario “non sottovalutare nessun attacco: se c’è ha sempre un obiettivo specifico, che spesso ha un valore economico”. Poi concluse, dicendo: “faremo le regole di ingaggio e diremo alle imprese come devono relazionarsi con noi”.

IL RISCHIO CYBER

Il tema degli attacchi informatici, in particolare, vede impegnati in modo sempre maggiore gli istituti bancari (con Abi che dedica a questo argomento un evento specifico, Banche e Sicurezza, che quest’anno si terrà nuovamente a Milano il 21 e 22 maggio). E non solo.
La minaccia cyber, ha scritto il Centro Studi di Confindustria nel rapporto ‘Dove va l’economia italiana e gli scenari geoeconomici’ a livello globale è destinata a crescere, di pari passo con la progressiva digitalizzazione della società e l’evoluzione degli strumenti di attacco. I costi degli attacchi cibernetici che ricadono su cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche, rileva lo studio, mettono a rischio i benefici economici della digitalizzazione. Nel 2030 potrebbero arrivare a pesare per l’1,2% del Pil mondiale. La società italiana, aggiunge il documento, è al 25esimo posto su 28 in Europa per livello di competenze digitali e ciò la rende particolarmente vulnerabile agli attacchi. Inoltre, nel corso del 2018, rimarca il report del centro studi di Viale dell’Astronomia, gli attacchi cibernetici si sono quintuplicati, colpendo a largo spettri diversi settori economici, con in testa quello dell’energia (11% del totale), seguito dai trasporti e da telecomunicazioni e finanza. E se si guarda alle offensive condotte contro le banche, riporta l’ultimo studio realizzato dal Clusit, nell’anno appena trascorso si è assistito al 33% di attacchi in più rispetto ai dodici mesi precedenti.
Si tratta di un trend da non sottovalutare, anche perché – spiegò a Formiche.net Paolo Ciocca, commissario della Commissione nazionale per le società e la Borsa (la Consob), l’autorità indipendente dedicata alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano – cyber security e competitività economica sono due aspetti sempre più correlati, oramai quasi inscindibili, soprattutto oggi che l’insicurezza informatica può pregiudicare il corretto andamento della concorrenza sui mercati finanziari.
Per tutte queste ragioni, la cyber security, ha evidenziato la 14esima edizione del rapporto sulle tendenze del mercato Ict per il settore bancario realizzato da Abi Lab, il centro di ricerca e innovazione promosso da Palazzo Altieri, si conferma anche nell’anno in corso come una delle priorità nei programmi d’investimento in tecnologia delle banche italiane.

Cyber security, ecco il roadshow dell'intelligence per sensibilizzare le imprese

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