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Arturo Vargas, giornalista con una carriera che si è arenata a causa del suo carattere poco conciliante, tira avanti a stento grazie a racconti fantasy di scarso valore pubblicati sotto pseudonimo. Una mattina, trova sull’uscio di casa una busta contenente cinquemila euro. Il telefono squilla. Una donna con una voce sensuale e dal nome che suona falso gli chiede aiuto: crede che qualcuno voglia ucciderla e sostiene di avere una lista di dieci indiziati da cui partire. I singoli nomi gli verranno rivelati di volta in volta, i pagamenti saranno effettuati sempre in contanti infilati sotto la porta di casa. Vargas, titubante, accetta: un po’ per i soldi, un po’ perché non riesce a stare lontano dai guai.
Comincia così “Dieci piccoli napoletani”, il romanzo giallo d’esordio del giornalista napoletano Antonio Vastarelli, edito da Fanucci Editore nel catalogo Nero Italiano della collana TimeCrime. Un inizio spiazzante che velocemente risucchia protagonista e lettore in un vortice di avvenimenti. In una Napoli bellissima e indolente, accompagnato da una colonna sonora jazz che risuona costantemente nella sua testa, l’improvvisato detective condurrà indagini superficiali che porteranno alla luce il ritratto di una borghesia decadente, tenuta insieme da interessi criminali.
Dopo aver incontrato Vargas, i sospettati della lista, intanto, spariscono misteriosamente uno a uno, proprio come descritto in una stramba filastrocca inviata alla polizia nella quale si annunciano le circostanze della scomparsa di “dieci piccoli napoletani”. Come in “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, gli eventi annunciati dalla filastrocca si verificano, in maniera inspiegabile. Con il procedere della storia, Arturo si accorge di essere caduto in una trappola e, senza accorgersene, si è tuffato nel passato, alla ricerca di un’identità perduta. Per venirne fuori, dovrà andare fino in fondo, con l’aiuto di vecchi amici, di uno strampalato enigmista e di un capriccioso coniglio nano.
Con uno stile asciutto e incalzante, condito da divagazioni quasi fumettistiche, Vastarelli mette in scena un racconto che procede a ritmi serrati verso un finale a sorpresa. Un incastro che funziona come pretesto per ragionare anche sulla responsabilità individuale e, in particolare, sul ruolo dei giornalisti, spesso pigri e poco attenti alle dinamiche che si nascondono dietro alla realtà che ci circonda.

Biografia dell’autore
Antonio Vastarelli è nato a Napoli nel 1969. Laureato in Giurisprudenza è giornalista professionista, collaboratore del quotidiano Il Mattino, del quale è stato redattore. È direttore del periodico www.merqurio.org e responsabile dell’ufficio stampa di Cantieri del Mediterraneo SpA. È stato caposervizio del quotidiano Napolipiù, collaboratore de Il Sole 24 Ore e della rivista letteraria Storie, e responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione Banco di Napoli. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Vulcano Metropolitano come critico musicale, in qualità di direttore responsabile del periodico Fuoribattuta. Dieci piccoli napoletani è il suo romanzo d’esordio nel catalogo Nero Italiano della collana TimeCrime di Fanucci Editore.

 

Da leggere: “Dieci piccoli napoletani” di Antonio Vastarelli

Arturo Vargas, giornalista con una carriera che si è arenata a causa del suo carattere poco conciliante, tira avanti a stento grazie a racconti fantasy di scarso valore pubblicati sotto pseudonimo. Una mattina, trova sull’uscio di casa una busta contenente cinquemila euro. Il telefono squilla. Una donna con una voce sensuale e dal nome che suona falso gli chiede aiuto:…

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