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Continua a dividere l’ultimatum di Emmanuel Macron alla Nato, che il presidente francese ha definito “in morte cerebrale”. Se un merito c’è dietro il j’accuse, è quello di aver ravvivato un dibattito troppo a lungo rimasto sopito. L’Europa ha ancora bisogno della Nato? “Sì – risponde netto Ferdinando Nelli Feroci, presidente dello Iai (Istituto affari internazionali), già rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue – l’Alleanza atlantica è fondamentale per garantire la sicurezza europea”. Anche se, spiega a Formiche.net, le parole del francese non devono essere sottovalutate.

Ambasciatore, Macron ha ragione?

Il presidente francese ha usato termini molto forti, anche provocatori. Su due aspetti secondo me ha colto nel segno. Il primo è il malessere dell’Alleanza atlantica che è frutto di due fenomeni concomitanti. Da una parte i principali alleati degli europei, gli Stati Uniti, si muovono a tutto campo senza consultare gli altri Paesi Nato e a volte anche in aperto contrasto. Dall’altra un altro importante tassello della Nato, la Turchia, si è dimostrato un problema in seno all’alleanza, invadendo la Siria, acquistando armi dalla Russia e muovendosi sullo scacchiere mediorientale in pieno disallineamento con l’Occidente.

E il secondo?

Macron ha parlato dell’Europa, dei colpi che perde nella competizione strategica con i grandi players della scena internazionale, Cina e Stati Uniti sopra tutti. C’è del vero.

Non le pare una riedizione di vecchie tesi terzaforziste? A leggere Macron sembra che Cina e Stati Uniti siano sullo stesso piano.

Il terzaforzismo europeo è un tema ricorrente nella cultura politica francese, a cominciare da Charles de Gaulle. Il problema posto dal francese è reale. Di questo passo il mercato europeo rimarrà schiacciato nella competizione globale fra Cina e Stati Uniti, che si giocherà sempre più sul fronte delle nuove tecnologie come l’Intelligenza artificiale e il 5G.

Quindi?

Quindi c’è il serio rischio che arrivi presto il giorno in cui l’Europa sarà costretta a scegliere, la competizione per la banda larga è un chiaro esempio. Bisogna evitare che quel giorno arrivi.

Macron rilancia la Difesa comune europea come fosse alternativa alla Nato. È così?

Mi sembra l’aspetto più debole e velleitario delle argomentazioni di Macron. È vero, la Francia oggi ha assunto la leadership dell’iniziativa europea nella Difesa, ma prima che l’Europa sia in grado di raggiungere l’autonomia ci vorranno anni se non decenni. Dobbiamo essere realisti: nel prossimo futuro la nostra sicurezza dipenderà ancora dalle garanzie americane.

Va detto anche che la Francia, come la maggior parte dei Paesi membri, non rispetta il vincolo del 2% del Pil in investimenti nella Difesa concordato con la Nato.

Vero, ma non si deve dimenticare che la Francia e i Paesi Ue fanno i conti con dei vincoli di bilancio che rendono difficile l’autonomia strategica e quasi impossibile competere ad armi pari con superpotenze come Stati Uniti, Russia e Cina.

A proposito di Russia e Cina, è davvero in corso un graduale avvicinamento da parte del governo francese?

Macron è un leader che si muove con capacità, non ci vedo nulla di male e tantomeno un tradimento della solidarietà atlantica. Sicuramente assistiamo a un nuovo desiderio francese di avvicinare la Russia e la Cina. Il governo francese però si sta muovendo con tatticismo. Il caso della via della Seta è esemplare. Non ha firmato alcun memorandum ed è andato all’incasso con commesse multimilionarie, senza mai interrompere il dialogo costruttivo con le istituzioni europee.

Non si può dire che faccia lo stesso in altre regioni del mondo. In Nord Africa, ad esempio.

Concordo, in quella regione la Francia predica bene ma razzola male. Se Macron optasse per la stessa coerenza nei rapporti con gli alleati europei in Libia potremmo gestire la crisi insieme e forse anche uscirne.

La Nato è viva, ma Macron non va sottovalutato. La versione di Nelli Feroci

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