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Nel Paese che ha, da tempo, una École de Guerre économique, la notizia non stupisce, ma dà la dimensione della complessità delle sfide di sicurezza odierne. La Francia potrebbe presto rafforzare ulteriormente – con grande attenzione ai pericoli provenienti dalla Cina – la proprie capacità di intelligence nel settore economico-finanziario con una acquisizione di peso. Secondo informazioni raccolte da Les Echos, l’Agence pour la diffusion de l’information technologique (nota come Adit) – società a partecipazione statale leader francese nel campo dell’intelligence economica – ha presentato un’offerta indicativa di 10 milioni di euro per l’acquisto di Eurotradia International, compagnia di consulenza in grandi esportazioni di proprietà di Airbus, Thales, Total, Safran, Mbda e Dassault Aviation, in pratica dell’industria della difesa d’Oltralpe. Proposta, che secondo le indiscrezioni contenute nell’articolo di Anne Drif, sarebbe stata esaminata venerdì scorso dai suoi azionisti e piuttosto ben accolta (anche perché la società è da tempo in vendita).

L’ADIT

Creata nel 1992 su iniziativa statale e con sede a Parigi, l’Adit – che ha come clienti soprattutto grosse aziende dell’indice azionario Cac 40 – ha un giro d’affari che nel 2018 si attestava sui 73 milioni di euro e conta circa 500 dipendenti. Le sue principali aree di intervento riguardano le strategie industriali, l’identificazione di reti di influenza e circuiti di decisione, l’analisi del panorama competitivo, i problemi di sicurezza economica e finanziaria, nonché la comunicazione istituzionale.

PORTE CHIUSE A PECHINO

La difesa delle aziende nazionali da parte di attori sempre più aggressivi è uno dei temi che impegna di più i servizi di intelligence nazionali di ogni Paese occidentale e anche la Francia. È di oggi la notizia, pubblicata da Afp, secondo la quale il gigante aerospaziale europeo Airbus (tra gli attuali azionisti di Eurotradia) sarebbe stato colpito da una serie di attacchi da parte di hacker che hanno preso di mira i suoi fornitori per cercare di segreti tecnici. Un’offensiva, hanno spiegato le fonti di sicurezza sentite dall’agenzia, si sospetta abbia un collegamento con la Cina.
Per questo non stupisce che, come scrive Les Echos, a convincere gli azionisti di Eurotradia della bontà dell’offerta dell’Adit ci sia stata anche la rassicurazione di alzare un muro anti-Pechino rispetto alle attività di conformità.

IL RAFFORZAMENTO DI PARIGI

Non si tratta di una iniziativa isolata. Pochi mesi fa, Formiche.net aveva dato conto di un’altra mossa francese in questo ambito, volta a difendere i dati sensibili e il know-how nazionale, prima che finiscano in mani straniere, soprattutto sbagliate.
Allora si parlò dei progetti di Parigi per un poderoso riassetto organizzativo dei ministeri-chiave francesi per potenziare la sua difesa economica, incastrato, come si evince dalle ultime notizie, nel tentativo di una strategia più ampia. Per farlo, il governo ha voluto partire dal Sisse (acronimo di Servizio di informazione strategica e sicurezza economica), organo del ministero dell’Economia istituito con un decreto del 2016 con lo scopo, recita il sito del dicastero, di “animare la politica pubblica in materia di protezione e promozione degli interessi economici, industriali e scientifici della nazione e di valutarne l’efficacia”. Vero cuore pulsante della sicurezza economica del Paese, il Sisse non solo coordina la sua attività con tutti i principali dipartimenti dei Servizi (Dgse, Dgsi, Drsd, Drm), ma esprime anche, sotto il segretariato generale della Difesa e della Sicurezza nazionale (Sgdsn), la composizione del Colisé, comitato di raccordo fra i vari ministeri e il Consiglio nazionale della Difesa. Funzioni incisive, ma, probabilmente, non più sufficienti per far fronte alle nuove sfide internazionali del settore.

LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

Si basa su queste riflessioni la decisione del ministero di Rue de Bercy di dotare il Sisse di un “Commissario per il Digitale” (in inglese si definirebbe un Chief Digital Officer) e di poteri più penetranti in materia di sicurezza economica. A questo obiettivo è votata la nuova missione dell’organo: quella di “anticipare la rilevazione di allarmi per gli interessi economici della nazione” attraverso l’uso dei Big Data e dell’Intelligenza artificiale. Il Sisse analizzerà una “massiccia quantità di dati” sulle aziende straniere intente ad acquistare, in parte o per intero, le start-up francesi. Con un occhio a Pechino, ma non solo.

Lezioni francesi di intelligence economica. Così Parigi si rafforza

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