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Christine Lagarde comincia a disegnare la Bce del dopo Draghi. Questa mattina, l’ormai ex numero uno del Fondo monetario internazionale ha tenuto la sua prima audizione dinnanzi all’Europarlamento, nel quale ha indicato i pilastri su cui poggerà la sua azione alla guida della Banca centrale europea. Non è facile d’altronde raccogliere l’eredità di Draghi (qui un recente approfondimento sul passaggio di consegne al vertice dell’Eurotower), l’uomo che negli anni più duri della crisi ha saputo fornire all’economia del Vecchio Continente stimoli che ne hanno permesso la sopravvivenza, dando all’Europa l’immagine di un Paese, l’Italia, capace di imporre ancora personalità di spessore e autorevolezza. Personalità di cui ora il nostro Paese dovrà fare a meno. In ogni caso, la dottrina Draghi sopravviverà a Draghi stesso. Lagarde da parte sua sa benissimo che prima o poi il bazooka (meglio conosciuto come Qe) dovrà tornare a sparare.

NEL SEGNO DI DRAGHI ANCHE SE…

Il dato certo è che il mandato della Lagarde, la cui nomina toglie all’Italia una pedina importante nello scacchiere europeo, lasciando però al contempo la possibilità a Draghi di andare a ricoprire caselle di primo piano nel mondo (ma l’ex governatore ha già rifiutato l’incarico al Fondo monetario), si apre nel segno della continuità con le politiche di Draghi. Lagarde, nominata a luglio dal consiglio europeo e in attesa della formalizzazione dell’incarico che arriverà ad ottobre, ha dato subito la cifra. “Sono d’accordo con il board della Bce: è giustificato proseguire una politica accomodante per lungo periodo per arrivare a un’inflazione sotto il 2% ma vicina al target”, ha detto nel suo intervento. La filosofia è quasi in tutto e per tutto quella di Draghi e cioè sì, rispettare il mandato della Bce (il controllo dell’inflazione) ma anche tenersi pronta a intervenire con strumenti ausiliari. “Se confermata come presidente rispetterò il mandato, ma usando l’agilità per adattarsi al mondo nel momento in cambia attorno a noi”, ha detto.

Nonostante la linea di Draghi, Lagarde ha auspicato di non dover ricorrere a scelte di politica monetaria estrema, come invece accaduto nel corso del mandato precedente. Ero presidente del Fondo monetario quando Draghi disse will do whatever it takes within our mandate, and I believe it will be enough. Spero di non dover mai dire una cosa simile perché significherebbe che gli altri policy maker non stanno facendo quello che dovrebbero”.

PRIMA I CITTADINI (POI I MERCATI)

La Bce che parlerà francese dopo anni a guida italiana, avrà comunque un che di nazional-popolare. Una Bce che nelle mire di Lagarde dovrà rivolgersi anzitutto ai cittadini e poi ai mercati finanziari. “Non voglio parlare agli operatori del mercato, già conoscono benissimo il nostro linguaggio, voglio che siano le persone della zona euro a capire le politiche della Bce, l’impatto, gli effetti negativi, le persone devono sapere cos’è la loro Banca centrale, che sta lavorando con il loro interesse al centro. Per questo una delle mie priorità sarà rafforzare il ponte con le persone”. Attenzione però alle possibili conseguenze negative delle politiche della Bce. “L’impatto delle misure non convenzionali, per continuare ad essere positivo, dovrà basarsi su analisi costi-benefici. Bisogna essere vigili”, ha detto Lagarde. “La Bce deve fare un inventario delle misure e riflettere se il quadro di politica monetaria è sufficientemente solido per far fronte alle nuove sfide”.

UN MONITO ALL’EUROPA

Non poteva mancare comunque un monito all’Europa, che è tornata a sfiorare l’idea di una recessione globale, rafforzata dalla guerra commerciale in atto tra Usa e Cina. “Le sfide che giustificano l’attuale politica della Bce non sono sparite, l’economia dell’Eurozona affronta rischi nel breve termine collegati a fattori esterni, e l’inflazione resta persistentemente sotto l’obiettivo. Sono convinta che ci servono sia regole di bilancio semplificate sia uno strumento di bilancio della zona euro come complemento. Le politiche di bilancio devono stabilizzare le nostre economie durante i rallentamenti ed evitare il troppo carico sulla politica monetaria”.

L’ENDORSEMENT A GUALTIERI MINISTRO

Lagarde ha poi dato il suo personale benestare alla possibile nomina di Roberto Gualtieri, eurodeputato dem, a ministro dell’Economia. “Sarebbe un bene per l’Italia e per l’Europa”, ha detto a chi gli chiedeva un commento.

Ecco la Bce targata Lagarde (che tifa Gualtieri). Nel segno di Super Mario

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