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Non si ferma la scia di sangue in Libia. Almeno tre civili sono rimasti uccisi oggi durane un raid aereo che ha colpito la capitale libica Tripoli. Lo ha riferito il portavoce delle forze fedeli al governo di accordo nazionale libico (Gna), Mustafa al Mujahiem. “Diversi attacchi aerei hanno preso di mira posizioni nell’area di al Swani (25 chilometri a sud di Tripoli), uccidendo tre civili che si trovavano in un veicolo diretto verso al Krimiya (20 chilometri a sud di Tripoli)”, ha dichiarato il portavoce in una nota, precisando che una delle incursioni aeree ha colpito un’abitazione civile. A condurre i raid l’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), comandato dal generale Khalifa Haftar.

BOMBE SULL’AEROPORTO

La stessa mano criminale ha colpito (ancora) l’unico aeroporto funzionante nella capitale libica, quello di Mitiga, con un razzo lanciato mentre due voli civili stavano atterrando. A riferirlo sono state le stesse autorità aeroportuali. “I voli sono sospesi fino a nuovo avviso a causa del lancio di un razzo”, ha affermato l’aeroporto di Mitiga sulla sua pagina Facebook. Dopo una pausa di diverse ore i voli sono ripresi verso mezzogiorno, le autorità aeroportuali hanno annunciato in un post successivo. Le autorità hanno affermato che un razzo ha colpito proprio mentre stavano atterrando due voli: un volo Buraq Air da Istanbul e un volo Libyan Airlines in arrivo da Medina, in Arabia Saudita, che trasportava oltre 200 passeggeri, compresi i pellegrini di ritorno dalla Mecca. Situata ad est di Tripoli, Mitiga è un’ex base aerea militare utilizzata dal traffico civile da quando l’aeroporto internazionale di Tripoli ha subito gravi danni durante i combattimenti nel 2014. Mitiga è stata precedentemente presa di mira nei combattimenti delle forze fedeli all’uomo forte della Libia orientale Khalifa Haftar contro il governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dalle Nazioni Unite con base a Tripoli e guidato da Sarraj.

TRAGICO BILANCIO

Lo scorso 4 aprile le forze dell’Lna hanno lanciato un’offensiva per conquistare la capitale libica Tripoli sede del Governo di accordo nazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite. Attualmente, dopo oltre quattro mesi di scontri, la situazione e’ in pieno stallo. Secondo un recente rapporto pubblicato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), i combattimenti alla periferia di Tripoli hanno causato 1.093 morti e 5.772 feriti, mentre gli sfollati sarebbero almeno 120.000. Sono numeri che non hanno bisogno di alcun commento ma che meriterebbero la mobilitazione delle coscienze di tutti quanti hanno cuore le sorti della Libia ed i valori dello stato di diritto (internazionale) e della libertà.

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