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R come Infinito di Sarah Pellizzari Rabolini ha il ritmo coinvolgente del battito del cuore.

Siete dei formatori per professione?

Magari non sarete anche voi degli insegnanti, come Silvia. Ma forse avrete educato i vostri figli o quelli degli altri. In ogni caso Silvia non vuole insegnare didatticamente. Una che apre con il primo capitolo “capitano, mio capitano” de L’attimo fuggente certo non vuole sembrare la maestrina attenta alle burocrazie e i metodi asettici della formazione e del rapporto studente-insegnante.

Sarah Pellizzari Rabolini
Sarah Pellizzari Rabolini

Silvia non vuole essere come gli altri, ma non le piace più essere giudicata troppo “originale” o fuori le righe. Silvia, alias Ginger, ama le cose pure e semplici. È fedele ai suoi sentimenti e prima ancora ai suoi principi. È testarda perché sa quello che vuole e ancor più perché ha difficoltà a gestire il suo passato. Non vive di nostalgie, ma reagire al sogno, e a tutto quello che le ha “rapito” ogni molecola del suo cervello di pari passo con ogni battito del suo cuore non è facile. Semplicemente Silvia non vuole rinunciare. Chiamatela coerenza, chiamatela nostalgia, sentimentalismo o cocciutaggine, ma chi di noi non ha insistito per una vita intera rincorrendo dietro ad una promessa non mantenuta?

Attendere, per avere il tempo non solo di metabolizzare ma di capire dove ci porta il nostro corpo, e la nostra mente. È questo che vuole fare. Om, e si concentra. E respira piano. Om.

Così Silvia intanto analizza e studia come instaurare un dialogo, o come migliorarlo, dai suoi studenti ai loro genitori, da sua madre e sua sorella così come con amici e colleghe.

Om. Silvia medita, e lo fa anche con tecniche respiratorie per gestire la sua impulsività. Silvia segue il ritmo del suo respiro e dei suoi battiti.

Silvia segue un ritmo nelle cose, negli impegni e nelle sue giornate. Tutto ha un ritmo, come il suo cuore, come i momenti di estrema allegria e quelli di una rabbia incontenibile.

Ritmo, ecco. Questo libro ha ritmo.

E non è poca cosa.

Ha il ritmo di un tamburo assordante quando senti la rabbia esploderle dentro. Ha il ritmo melodioso quando si concede il relax e l’allegria di un bicchiere e ricche chiacchiere (match imbattibile) con le amiche.

Ha il ritmo zigano quando si prende gioco di coloro che la corteggiano, così come ha il ritmo del violino più struggente quando piange (e rimpiange) l’amore perduto. Perduto si, nel vero senso letterale del termine. Colui che si è disperso nel nulla, svanito, lasciando tutto incompiuto.

Non c’è nulla che ci addolora di più di un gesto incompiuto e incompreso. Meglio subire l’affronto del rifiuto, la negazione della scelta, la richiesta o la conferma del diniego. Non si può vivere senza una spiegazione, non si vive bene nell’ignoranza dettata da un silenzio. Un assenza è un’assenza, e deve avere le sue ragioni. Solo così la si può accettare, anche se può far male.

Meglio soffrire per poi superare, e vivere con nuova linfa vitale.

Nel libro di Sarah Pellizzari Rabolini il ritmo è la colonna sonora di ogni film con il quale lei definisce ogni capitolo. Ogni film ha la sua storia e il suo eroe, il suo incipit, che dà forma al pensiero, alla visione di una realtà che va ben oltre quella cinematografica.

È bello ascoltarlo questo ritmo. È stato bello leggere R come Infinito.

Sarah Pellizzari Rabolini
La dedica sul libro di Sarah Pellizzari Rabolini che mi sono portata in vacanza e letto in pieno relax in riva al mare

R come Infinito

di Sarah Pellizzari Rabolini

Edizioni del Loggione

Questo libro si può acquistare direttamente sul sito dell’editore senza nessuna spesa di spedizione www.kebook.it

Inoltre i libri Edizioni del Loggione si trovano anche in formato eBook nei vari BookStore.

Il ritmo del libro di Sarah Pellizzari Rabolini

R come Infinito di Sarah Pellizzari Rabolini ha il ritmo coinvolgente del battito del cuore. Siete dei formatori per professione? Magari non sarete anche voi degli insegnanti, come Silvia. Ma forse avrete educato i vostri figli o quelli degli altri. In ogni caso Silvia non vuole insegnare didatticamente. Una che apre con il primo capitolo “capitano, mio capitano” de L’attimo fuggente certo…

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