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A cinquant’anni dallo storico allunaggio, un astronauta italiano assumerà il comando della Stazione spaziale internazionale (Iss). Si tratta di Luca Parmitano, in partenza per la sua seconda missione di lunga durata nello spazio nel giorno del 50esimo anniversario del primo sbarco sulla Luna con la missione Apollo 11. Nel corso della seconda parte della Expedition 60/61, della durata di sei mesi, “AstroLuca” sarà infatti il primo italiano (e il terzo europeo) ad assumere il comando dell’avamposto spaziale.

A bordo della capsula Soyuz MS-13, che partirà dal Kazakhstan e raggiungerà in sei ore la Iss, ci saranno anche Andrew Morgan della Nasa e il comandante Alexander Skvortsov di Roscosmos. “È un ruolo importante: il comandante deve sapere assegnare all’equipaggio i ruoli più adatti per ottimizzare l’andamento della missione; mi inorgoglisce”, ha detto Parmitano. “Non tanto per me, quanto perché si tratta di un altro risultato per l’Italia e per l’Europa in ambito spaziale”. Beyond in particolare, è la dodicesima missione che coinvolge uno o più astronauti italiani, e la decima sulla Iss. Si tratta di una missione gestita attraverso l’Esa, mentre alcuni dei voli precedenti, che hanno visto coinvolti astronauti italiani (Luca Parmitano del 2013, Paolo Nespoli del 2007 e 2017, Samantha Cristoforetti del 2014 e Roberto Vittori del 2011) erano missioni guidate da Asi sulla base del memorandum firmato con la Nasa nel 1997.

In base a quell’accordo, in cambio della fornitura di tre moduli Mplm (uno dei quali, il Pmm è diventato nel 2001 modulo permanente della Iss), l’Agenzia spaziale italiana ha diritto a voli supplementari di astronauti italiani per missioni di lunga durata, ogni cinque anni, e allo sfruttamento delle risorse di bordo della Nasa (lo 0,85% delle risorse Iss Nasa, che corrisponde allo 0,6% delle risorse complessive di stazione), vale a dire la possibilità di effettuare esperimenti. Queste risorse sono distribuite percentualmente tra i partner internazionali secondo il loro contributo economico al programma. Lo 0,6% delle risorse è quindi destinato ad Asi che ha la possibilità di utilizzare poco più di “1 giorno astronauta all’anno. Dall’inizio del programma fino alla missione Vita di Paolo Nespoli del 2017, l’Asi ha condotto 67 esperimenti.

La maggior parte di questi sono esperimenti di biologia/biotecnologia (40) e di fisiologia umana (dodici), a cui si aggiungono quelli di sviluppo tecnologico (undici), phisical science (due) ed educational (due). Per la missione Beyond, Asi ha sviluppato sei nuovi esperimenti: Nutriss, Acoustic diagnostics, Amyloid aggregation, Lidal, Xenogriss e Mini-Euso. Gli esperimenti riguarderanno diversi settori della ricerca. Due saranno condotti nell’ambito della fisiologia umana (Acoustic diagnostics e Nutriss), su risorse Iss-Esa, nell’ambito del cooperation agreement Asi-Esa. Un esperimento riguarda la biochimica (Amyloid aggregation), anche questo nell’ambito del cooperation agreement Asi-Esa. Un altro si occuperà di dimostrazione tecnologica (Lidal), in quota risorse Asi sulla base del MoU Asi-Nasa. Poi, ci sarà un esperimento di osservazione della terra (Mini-Euso), nell’ambito dell’accordo Asi-Roscosmos e, infine, un esperimento educativo-biologico (Xenogriss), in quota risorse Asi ex Asi-Nasa MoU.

Per le attività di sviluppo e integrazione, logistica di trasporto e per le operazioni degli esperimenti sviluppati con Esa e Nasa, l’agenzia italiana si avvale di Utiss: un contratto di servizi industriali di supporto. Avviato nel maggio 2018 e di durata di 39 mesi, vede protagonista un team composto da Argotec (la mandataria delle attività) e Telespazio, per fornire all’Asi il supporto ingegneristico e logistico per la realizzazione e le operazioni in orbita degli esperimenti presenti nei piani di utilizzo della Iss. Nello specifico, le attività del progetto contribuiscono alla gestione delle risorse italiane sulla stazione, essendo l’interfaccia tra i principal investigator e gli sviluppatori degli esperimenti. Compito del team Argotec-Telespazio è di coordinare le attività di sviluppo, integrazione con il lanciatore e gli strumenti a bordo della stazione, certificazione e qualifica, sovraintendendo al processo di safety. Gli esperimenti italiani selezionati dall’Asi vengono seguiti dall’approvazione del bando sino al rientro a terra e la riconsegna ai gruppi di ricerca. Al termine di ogni missione, inoltre, il team di Utiss gestisce il piano di divulgazione dei risultati scientifici e tecnologici, promuovendo queste attività di ricerca, e raccogliendo tutto il materiale in un database a servizio dell’agenzia.

Mini-Euso, viceversa, sarà installato sul segmento russo della Iss e, come tale, sarà sottoposto a un diverso processo di integrazione a bordo. Il necessario supporto industriale alla fase di integrazione e alle operazioni a bordo sarà fornito da Kayser Italia, parte del team industriale del progetto, nell’ambito del contratto per lo sviluppo del payload. Luca Parmitano, che durante i suoi cinque mesi a bordo effettuerà decine di esperimenti, installerà, nel modulo Columbus, Rubi (Reference multiscale boiling investigation) che studierà i fenomeni di transizione di fase e il trasferimento di calore durante l’evaporazione dei fluidi su scala microscopica e macroscopica. Le telecamere di Rubi sono in grado di creare una rappresentazione tridimensionale della forma delle bolle e di analizzare la distribuzione termica sul riscaldatore, consentendo agli scienziati di determinare con precisione le condizioni di evaporazione e le densità del flusso di calore.

Tutti gli esperimenti di Luca Parmitano in orbita

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