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L’UNICA DONNA SULLA LISTA NERA

Sono ore molto intense per Mariela Magallanes. Martedì, il Tribunale Supremo di Giustizia ha annunciato con una nota la decisione di revocare l’immunità parlamentare a sette deputati. Nella lista c’era il suo nome. O quasi… Nella sentenza c’è scritto “Marianela” e non “Mariela”, ma anche il nome di un deputato inesistente, Adrián Delgado Velázquez, che poi è stato tolto. L’accusa è di tradimento alla patria, cospirazione, istigazione all’insurrezione, ribellione civile, incitazione a delinquere, usurpazione delle funzioni e istigazione pubblica alla disobbedienza delle leggi e all’odio.

Per evitare l’arresto, come invece è accaduto al deputato Edgar Zambrano oggi all’alba – è stato portato via con una gru da funzionari del Servizio bolivariano di intelligenza nazionale agli ordini di Nicolás Maduro -, Magallanes si è recata nella residenza dell’ambasciatore italiano a Caracas, Silvio Mignano. La scelta è motivata perché è sposata con un italiano ed è in corso la procedura per il riconoscimento della sua cittadinanza.

Tra arresti, intimidazioni e negoziati, sono ore molto delicate, non solo per la situazione generale del Paese. La condizione di Magallanes è sicuramente oggetto di dibattito all’interno della coalizione di governo in Italia che non ha ancora preso una posizione netta nei confronti del governo ad interim di Juan Guaidó. Anche se ieri c’è stata la presa di posizione del ministro Moavero che ieri ha condannato la revoca dell’immunità a sette parlamentari tra cui – appunto – Magallanes. Che ringrazia la posizione assunta dal ministro. “Ringrazio lui e la Farnesina per quel che stanno facendo per me e la mia famiglia”.

RIFAREI TUTTO, HO PAURA DI ESSERE CONDANNATA A VIVERE IN POVERTA’

La deputata spiega in esclusiva a Formiche.net cosa sta accadendo. “Ora sono più tranquilla – quasi si scusa – e posso parlare. È un momento molto delicato ma sono sicura che siamo nella fase finale. Molto presto potremmo essere liberi per riunificare e sollevare il Paese, che è completamente distrutto”.

Magallanes conferma che si trova ancora nella residenza dell’ambasciatore italiano a Caracas in qualità di “protezione” e dice di non avere paura per quanto possa succederle: “Ho paura sì ma di continuare a vivere in dittatura, di non essere libera. Ho paura di restare in carcere, essere condannata a vivere in povertà e avere fame. È questa paura, che abbiamo tutti i venezuelani, che ci spinge a mobilitarci, è il nostro motore”.

È noto il suo impegno politico e comunitario all’interno del partito di opposizione La Causa R ed è per questo che è l’unica donna nell’ultima “lista nera” decisa dal regime. Ma Magallanes non si pente di nulla e dice, convinta, che rifarebbe tutto.

Nonostante la sentenza del Tribunale Supremo di Giustizia, che è illegittimo, io resto una deputata e per questo ho ancora l’immunità che mi è stata data dal popolo venezuelanp nelle elezioni del 6 dicembre del 2015, per questo sono ancora qui – ricorda Magallanes nella conversazione telefonica -. Questo potere non può togliercelo un regime illegale […] Abbiamo il sostegno del popolo, che conferma ogni volta in piazza che segue la nostra causa”.

PUO’ SUCCEDERE QUALSIASI COSA

La parlamentare ricorda che la detenzione di Edgar Zambrano non è una novità: “È la seconda volta che il primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale è arrestato dal regime. È successo anche con Freddy Guevara che da circa due anni è rifugiato nell’ambasciata del Cile in Venezuela. I deputati Juan Requesens e Gilber Caro sono sequestrati e torturati. Ma la nostra è una lotta per la libertà e la democrazia, e questo non è un delitto”.

Su quali sono i prossimi passi che farà l’opposizione, Magallanes sottolinea che l’unica guida è di Juan Guaidó, “non solo presidente dell’Assemblea Nazionale ma presidente ad interim, per quanto detta la Costituzione venezuelana. L’agenda è chiara ed inizia con la fine dell’usurpazione” di Maduro.

Interpellata sulla possibilità che anche Guaidó sia arrestato dalle forze di Maduro, la deputata avverte che “tutto è possibile in questo momento in Venezuela. Qualsiasi cosa può succedere, per questo gli occhi del mondo devono restare attenti su di noi […] La comunità internazionale è stata di grande appoggio. Solo che c’è ancora chi dubita di quanto stiamo vivendo, c’è ancora chi crede che si tratti di una questione ideologica. C’è ancora chi pensa che il 30 aprile c’è stato un colpo di Stato e invece no, 30 milioni di venezuelani non possono sbagliarsi. Basta guardare cosa sta succedendo nel Paese, come si sta provando a smantellare l’unico organo democratico”. Per Magallanes il regime di Maduro sta facendo di tutto per essere cacciato con l’uso della forza.

Sono l’unica donna nella lista del Tsj. Questo attacco contro di me è una violazione dei diritti della donna – denuncia – è un attacco contro tutte le donne venezuelane che lottano per il futuro dei loro figli. Figli che sono caduti anche questa volta in piazza nella lotta contro la dittatura. La nostra battaglia è per i figli che non nascono perché muoiono prima nel ventre della mamma per mancanza di medicine; è per i figli che sono dovuti partire; per i figli che soffrono di denutrizione, che muoiono letteralmente di fame, che non vivono in libertà e non conoscono un’altra realtà che questa”.

Ai venezuelani migrati in Italia Magallanes chiede di non arrendersi: “Non bisogna declinare né sentirsi delusi. Presto arriverà la fine e ci riunificheremo per lavorare insieme in un Venezuela liber.

Grazie Moavero, vi racconto la dittatura di Maduro. Magallanes, la deputata rifugiata in Ambasciata italiana

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