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Sarà l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone il nuovo capo di Stato maggiore della Marina. L’avvicendamento con l’ammiraglio Valter Girardelli avverrà in appena due giorni, visto che la nomina da parte del Consiglio dei ministri è arrivata sul filo di lana, con il mandato in scadenza, senza possibilità di proroga o rinnovo, venerdì prossimo, 21 giugno. Vista l’urgenza, gli inviti per la cerimonia a palazzo Marina erano già partiti martedì, senza però indicare il nome del successore. Sulla tabella di marcia di Cavo Dragone il compito di guidare la Marina nella rinnovata centralità del Mediterraneo, nel contrasto a minacce in rapida evoluzione e nel processo di modernizzazione e rinnovamento della flotta.

CHI È L’AMMIRAGLIO CAVO DRAGONE

Classe 1957, piemontese, pilota e paracadutista, l’ammiraglio Cavo Dragone è dal 2016 a capo del Comando operativo di vertice interforze (Coi), lo strumento attraverso cui il capo di Stato maggiore della Difesa è esercita la funzione di comandante operativo delle Forze armate. L’ammiraglio di squadra vanta non a caso un profilo altamente operativo, che lo ha visto comandare le Forze aeree della Marina e poi il Raggruppamento subacquei e incursori. L’incarico di vertice al Coi è stato poi preceduto da due anni alla guida Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali (Cofs) e dal comando triennale dell’Accademia navale. Nei primi anni 2000 è stato inoltre per un biennio al comando della portaerei Garibaldi.

IL VALORE DELLA SCELTA

La scorsa settimana, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta aveva negato scontri all’interno del governo sulla nomina, anche se da più parti erano arrivate indiscrezioni sulle distanze tra le due forze di maggioranza, con una rosa di almeno quattro nomi. Che ci siano più proposte è comunque normale in un processo che, prima dell’approdo al Consiglio dei ministri, prevede una consultazione informale tra i diversi ministeri, fino alla proposta finale della titolare di palazzo Baracchini. Tra l’altro, la scelta in questione aveva acquisito un valore particolarmente significativo anche in virtù della legge non scritta della rotazione tra le Forze armate per il ruolo di capo di Stato maggiore della Difesa.

VERSO IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

Il nuovo capo della Marina era infatti da considerare il papabile sostituto, tra un paio d’anni, del generale dell’Aeronautica Enzo Vecciarelli, attuale numero uno delle Forze armate, a meno di un diverso avviso da parte di chi siederà allora a palazzo Baracchini. Tale tradizione fu recentemente interrotta dall’ex ministro Roberta Pinotti, quando preferì Claudio Graziano, capo dell’Esercito, all’allora numero uno dell’Aeronautica Pasquale Preziosa. In ogni caso, quando Vecciarelli lascerà l’incarico, a ottobre del 2021, Cavo Dragone avrà superato i 63 anni previsti per la cessazione del servizio permanente effettivo, condizione determinante per poter accedere all’incarico di capo di Stato maggiore della Difesa. Ciò non toglie che la rotazione possa verificarsi, dato che non è necessario essere alla guida di una Forza armata per arrivare a via Venti Settembre.

LE SFIDE

Molteplici sfide attendono comunque il triennio di Marina militare targata Giuseppe Cavo Dragone. Un utile punto è emerso nel corso dei festeggiamenti per la 101esima giornata della Forza armata. “Il mare – ha spiegato il capo dello Stato Sergio Mattarella – rappresenta sempre più una dimensione strategica e, per il nostro Paese in particolare, posto al centro del Mediterraneo, una risorsa imprescindibile. La garanzia della libera navigazione e del libero commercio è un carattere essenziale del mantenimento di una condizione di pace e cooperazione internazionale”. Il ruolo della Marina è dunque essenziale, ha fatto eco il ministro Trenta: “Viviamo un presente incerto; le minacce e le instabilità sono in allarmante aumento nel Mediterraneo e in tutti i mari del pianeta”. Da qui, la convinzione della necessità di “uno strumento militare persistente, in grado di estendere nel tempo e nello spazio gli effetti delle sue capacità”.

LA SPINTA ALLA MODERNIZZAZIONE…

Al tema delle minacce si lega quello infatti della modernizzazione dello strumento militare. Su questo dal presidente Mattarella è arrivato un messaggio secco al governo, quando ha sottolineato “la consapevolezza dell’esigenza che la Marina, come le altre Forze armate, ha bisogno di continuo sostegno per l’aggiornamento, l’ammodernamento, per avere mezzi adeguati”. Linea ribadita dalla titolare del dicastero Difesa: “Oggi è il tempo del fare, del costruire, del rinnovare – ha detto il ministro Trenta – e la Marina è avviata con convinzione sulla strada della costante modernizzazione, affinché le sue capacità operative possano continuare a fare la differenza in uno spettro di ambiti diversi”.

..E LE NAVI DEL PROGRAMMA NAVALE

Per questo, sotto la guida di Cavo Dragone, la Marina militare riceverà alcune nuove unità previste dal programma deciso dal governo e dal Parlamento e avviato nel maggio 2015, la cosiddetta Legge Navale. Tra queste, ci sarà il Pattugliatore polivalente d’altura (Ppa) “Paolo Thaon Di Revel”, recentemente varato nello stabilimento Fincantieri di Muggiano, in provincia di La Spezia. Primo di sette unità, sarà consegnato nel 2021 e avrà la capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare, alle operazioni di Protezione civile, nonché, nella sua versione più equipaggiata, da nave combattente di prima linea. Un anno più tardi dovrebbe arrivare Nave Trieste, la futura ammiraglia della Marina, anch’essa varata di recente, a Castellammare di Stabia. Unità anfibia multifunzione e multiruolo, sarà in grado di portare elicotteri e i nuovissimi F-35B che verranno consegnati alla Forza armata.

Giuseppe Cavo Dragone è il nuovo capo di Stato maggiore della Marina. La tabella di marcia

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