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È già pronto sulla rampa di lancio il vettore russo Soyuz che sabato porterà l’astronauta Luca Parmitano per la seconda volta a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss). Il rollout al cosmodromo di Baikonur, nel bel mezzo della steppa kazaka, è avvenuto questa mattina, sotto un cielo sgombro da nuvole e un sole particolarmente intenso.

LA BASE

La partenza è fissata alle 21:28 locali, quando in Italia saranno le 18:28, con l’obiettivo di attraccare sulla stazione circa sei ore dopo. Si partirà dalla base di lancio più antica del mondo, collocata nella parte sud occidentale del Kazakistan, ma gestita dalla Russia almeno fino al 2050 secondo gli accordi attuali. Lì, Parmitano è arrivato da alcune settimane, per gli ultimi dettagli sulla missione e per il consueto isolamento prima della partenza, indispensabile per evitare virus e batteri che potrebbero complicare il lavoro sulla stazione. C’è stata anche la tradizionale benedizione del pope, una delle liturgie che contraddistinguono le partenze da Baikonur.

IL VIAGGIO

Una volta superata l’atmosfera, la navicella Soyuz MS-13 compirà quattro orbite prima di agganciarsi al modulo russo Zvezda dell’avamposto extra-atmosferico. A quel punto, bisognerà aspettare un altro paio di ore prima dell’apertura delle porte di collegamento. Sulla Soyuz, insieme ad AstroLuca, ci saranno l’astronauta della Nasa Drew Morgan e il cosmonauta di Roscosmos e comandante Alexander Skvortsov, che conta all’attivo già due viaggi spaziali (per Morgan sarà invece il debutto).

L’EQUIPAGGIO

Sulla Iss, il trio sarà accolto dai membri della prima fase della Expedition 60, partiti lo scorso 14 marzo. Sono gli astronautica Nasa Nick Hague e Christina Koch (unica donna), e il russo Alexy Ochivin. Con il nuovo arrivo sarà ristabilito al completo l’equipaggio della Stazione. Il suo comando spetta proprio al russo Ochivin a mantenere il comando della stazione, ruolo che passerà poi a Parmitano nella seconda parte della sua missione, facendo di lui il primo italiano a comandare la Iss.

LA MISSIONE

Non è il primo primato per AstroLuca. Nel 2013, durante la missione “Volare” dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), fu il primo italiano a compiere una missione extra-veicolare al di fuori della “rassicuranti” mura della Iss. Ora è la volta di “Beyond”, missione con il cappello dell’Agenzia spaziale europea (Esa), anch’essa di lunga durata, destinata a concludersi il prossimo 6 febbraio, non prima di aver eseguito oltre 200 esperimenti, sei dei quali proposti dall’Asi. Con questa missione, salirà a dodici il numero dei voli che hanno avuto a bordo i sette astronauti italiani che fino ad oggi sono stati lanciati nello spazio, a partire dal debutto con Franco Malerba nel 1992 (che a Formiche.net ha raccontato cosa si prova prima del lancio).

GLI AUGURI

“Gli astronauti sono tra gli ambasciatori del protagonismo italiano internazionale in un settore alla frontiera della conoscenza, della scienza e dalla forte valenza economica”, ha spiegato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Giorgio Saccoccia. “Guardando oltre, come suggerisce il nome della missione di Parmitano, facciamo a lui i nostri auguri per l’avvio della missione dell’Esa Beyond anche come momento per ricordare che si stanno muovendo prossimi passi che porteranno a nuove e imminenti missioni verso la Luna”. Gli Stati Uniti hanno già lanciato il programma Artemis, con l’obiettivo di tornarci entro il 2024. Il nostro Paese, è ormai chiaro, vuole essere a bordo.

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