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Da che cosa si misura una democrazia? La domanda non è peregrina né superata. In un momento nel quale, in tutto il mondo, si discute di nuovi modi di dare forza alla sovranità popolare, l’incontro previsto oggi in Commissioni riunite Affari esteri e Difesa della Camera con una delegazione del Comitato per la difesa e la sicurezza del Consiglio della Federazione Russa potrebbe essere l’occasione giusta per esprimerne il valore.
Il tema non è, naturalmente, legare (o peggio confondere) il caso Savoini e l’audio del suo incontro a Mosca con la presenza della delegazione di un Paese come la Russia.

Piuttosto, l’incontro rappresenta il momento ideale nel quale il Parlamento può, in piena trasparenza e senza strumentalizzazioni di sorta, esercitare le sue prerogative più importanti che rendono tale uno Stato come il nostro.
Può farlo, innanzitutto, ponendo alcune domande importanti agli esponenti della Federazione; quesiti che riguardano non solo il nostro Paese, ma l’Europa e l’Occidente.

Ad esempio chiedendo conto dell’invasione da parte di Mosca della Crimea, un territorio che ad oggi nessuna nazione democratica riconosce come russo. Approfondendo la questione dei disordini nel Donbass ucraino, dove una guerra alimentata da ribelli filorussi ha portato alle porte del Vecchio continente un conflitto che potrebbe essere alleviato dal rispetto da parte della Federazione russa degli accordi di Minsk. O, sottolineando, la forte carenza di libertà civili e politiche che ancora esiste in Russia, un argomento che potrebbe dunque essere legato, in questo contesto, a un confronto sereno su come funzioni il rapporto del loro principale partito – Russia Unita del presidente Vladimir Putin – con la Lega di Matteo Salvini.

In ogni caso sarebbe doveroso che questo dialogo, nel Parlamento, avvenga in forma pubblica e non “secretata” come ieri è avvenuto al Senato per un incontro analogo. È, come detto, principalmente una questione che attiene ai normali processi di una sana democrazia.
E il presidente dalla Camera Roberto Fico, che ha finora sempre dimostrato una sensibilità particolare su temi come la trasparenza e la partecipazione popolare, sarebbe la persona giusta per fare in modo che tutto ciò possa trovare sin da oggi piena applicazione a beneficio di tutti.

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