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Era nell’aria da tempo, ma ora l’esecutivo gialloverde sembra essere pronto a rinnovare, almeno in parte, le vice direzioni delle agenzie di intelligence esterna ed interna, Aise ed Aisi.

I PIANI DEL GOVERNO

Nelle scorse settimane le riflessioni su un avvicendamento alla guida dei servizi segreti si erano spinte fino a un punto piuttosto avanzato, che – secondo le indiscrezioni del quotidiano La Repubblica – avrebbe previsto un potenziale cambio in blocco di tutti i vicedirettori in carica.
Una decisione protesa ad un rinnovamento quindi assai ampio orientato alla volontà di completare il riassetto del Comparto dopo le nomine dei vertici: il generale Vecchione al Dis ed il generale Carta all’Aise. Un ricambio fisiologico secondo alcune interpretazioni; una sorta di epurazione politica secondo le interpretazioni dell’opposizione.

LE POLEMICHE E IL RUOLO DEL COPASIR

La sola ipotesi, così come maliziosamente fatta filtrare ai quotidiani, ha dato vita a numerose polemiche sollevate proprio dall’opposizione, la quale ha fortemente criticato quello che riterrebbe essere un inedito “spoil system” applicato alla sicurezza nazionale (una valutazione sulla quale, tuttavia, gli esperti non concordano). Critiche che hanno spinto anche il comitato parlamentare di vigilanza sull’intelligence, il Copasir, e il suo presidente Lorenzo Guerini, a chiedere all’esecutivo maggiore cautela su un passaggio legittimo nella forma, ma delicatissimo nella sostanza.
L’appello, se effettivamente c’è stato, sarebbe stato ascoltato e fatto proprio dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha conservato le deleghe sull’intelligence e che le esercita con estrema attenzione.

LE NUOVE NOMINE

Dopo diverse fumate nere, proprio oggi a margine del Consiglio dei ministri dovrebbe svolgersi una riunione del Cisr, che secondo fonti a conoscenza del dossier potrebbe quindi procedere alla scelta di chi occuperà il posto di vicedirettore dell’Aise (una casella vacante dopo la nomina di Luciano Carta al vertice dell’agenzia) e alla sostituzione di Vincenzo Delle Femmine, vicedirettore dell’Aisi in pensione da giugno.
Nel primo caso la scelta sarebbe ricaduta su un interno (ufficiale della Guardia di Finanza). Nel secondo, invece, si sarebbe puntato su un generale di Corpo d’armata proveniente dall’Arma dei Carabinieri. Quanto al resto della squadra di vertice, sarà il premier nelle prossime settimane a trovare una quadra fra le istanze di stabilità e quelle del cambiamento.

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