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Donald Trump, atteso a Londra, potrebbe dire senza mezzi termini di voler limitare la condivisione di intelligence tra i due Paesi – entrambi membri della coalizione di nazioni anglofone Five Eyes – se dovesse concretizzarsi un via libera britannico a Huawei per il 5G. Funzionari britannici e americani – riporta il Financial Times – hanno rivelato che il presidente americano si starebbe preparando a sollevare la questione – già affrontata dal numero uno della diplomazia Usa, Mike Pompeo – dopo che i ripetuti avvertimenti dell’amministrazione non sembrerebbero essere stati sufficienti a convincere il governo alleato.

I PROVVEDIMENTI DI TRUMP

Per affrontare la sfida con il colosso cinese, l’amministrazione Trump sta prendendo provvedimenti sia interni, impedendo che le apparecchiature Huawei siano utilizzate per il 5G nazionale, sia esterni, attraverso una campagna di sensibilizzazione condotta nei confronti di propri partner. Secondo Washington, la nuova rete potrebbe essere utilizzata da Pechino per fini di spionaggio attraverso la complicità dei suoi player, costretti a collaborare dalla legge domestica sull’intelligence.

AZIENDE BRITANNICHE E HUAWEI

Vodafone e Ee (parte di Btp Group), due fra i maggiori operatori telefonici del Regno Unito, hanno di recente annunciato la sospensione dei piani per la messa in vendita nel Regno Unito dei nuovi modelli di smartphone prodotti dal colosso cinese. E anche Arm, produttore di chip con base a Cambridge, avrebbe detto ai suoi dipendenti di tagliare “tutti i contratti attivi, i diritti e gli impegni pendenti” con Huawei. L’azienda di Shenzen non è stata con le mani in mano, anzi ha siglato nuovi contratti, come quello per la costruzione del nuovo impianto di produzione di chip a Sawston, proprio vicino alla sede di Arm Holdings. Ma nessuna rassicurazione è giunta invece dal governo sul 5G, piuttosto qualche segnale ambiguo (come la volontà di operare differenze tra parti core e non, una distinzione che Washington non ritiene adeguata per assicurare la sicurezza delle nuove reti), che ha dato anche problemi interni all’esecutivo, con la defenestrazione dell’oggi ex ministro della Difesa Williamson.

CHE COSA ACCADRÀ

Per questo Trump potrebbe riferire il messaggio – ritenuto indispensabile ai fini del mantenimento delle strettissime relazioni tra le agenzie di Intelligence dei due Paesi – non solo in privato, ma anche in pubblico. Robert Strayer, alto funzionario del dipartimento di Stato americano, ha rimarcato in tempi non sospetti proprio l’impossibilità per Washington di condividere informazioni sensibili su reti ritenute non protette.

L’ULTIMATUM

La Casa Bianca sembrerebbe dunque decisa a lanciare un ultimatum al Regno Unito sul caso Huawei. Non è chiaro, tuttavia, che cosa accadrà, anche perché Londra non è sembrata retrocedere neanche dopo che Washington aveva condiviso con l’alleato un report della Cia secondo il quale Huawei sarebbe stata finanziata dall’Intelligence cinese. Secondo il segretario di Stato Mike Pompeo, la Cina sarebbe determinata, anche attraverso Huawei, a spaccare le storiche alleanze occidentali. Il braccio di ferro prosegue.

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