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Il Teatro Lirico di Cagliari è sempre una sorpresa: ha ben nove turni di abbonamento (rispetto ai sei turni) che caratterizzano il Teatro dell’Opera di Roma ed il Teatro alla Scala di Milano. E da tre anni ha anche un vasto programma di internazionalizzazione, coproduzioni con la San Francisco Opera, la New City Opera, una serie di teatri d’opera di università cinesi ed ora con il Brasile.

Gran parte della stagione ha titoli noti al pubblico italiano (Tosca, La cambiale di matrimonio, Il campanello, Don Giovanni, Attila, Macbeth, Hänsel und Gretel) ma venerdì 22 febbraio l’inaugurazione è la prima italiana di un’opera commissionata dal Teatro alla Scala a fine Ottocento ma mai rappresentata in Italia (anche se è stata per decenni di gran successo in Brasile): Lo Schiavo di Antônio Carlos Gomes, compositore brasiliano.

Dopo le inaugurazioni “respighiane” del 2016 e del 2017 e quella del 2018 con Turandot di Ferruccio Busoni, la Stagione 2019 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta del brasiliano (Campinas, 1836 – Belém, 1896) che viene eseguita per la prima volta in Italia: Lo schiavo, dramma lirico in quattro atti, su libretto di Alfredo d’Escragnolle, visconte di Taunay e Rodolfo Paravicini (che si occupa sia della traduzione in italiano che di alcune modifiche al testo), tratto da un racconto dello stesso di Tauney. L’opera viene rappresentata, per la prima volta, il 27 settembre 1889 al Theatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro e il compositore la dedica alla figlia e reggente dell’imperatore, principessa Isabella, che nel 1888, con la celebre “Lei Aurea”, abolisce la schiavitù in Brasile. L’intreccio, infatti, è incentrato proprio sul tema della schiavitù e della sua abolizione, anche se, al suo arrivo in Italia, il testo originale dell’opera subisce importanti modifiche, dettate soprattutto dalle convenzioni del melodramma (datazione, etnia e ceto sociale dei protagonisti).

Lo schiavo viene rappresentata in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro São Pedro di San Paolo e con il Festival Amazonas de Opera di Manaus (Brasile), e gode dell’importante patrocinio culturale dell’Ambasciata del Brasile in Italia. La regia è firmata dal milanese Davide Garattini Raimondi che ha già lavorato per il Teatro Lirico di Cagliari in occasione delle recite de L’ape musicale di Da Ponte nell’estate 2017 (decentramento in Sardegna) e nell’autunno 2018 (trasferta a New York), mentre le scene sono di Tiziano Santi, i costumi di Domenico Franchi, le luci di Alessandro Verazzi e la coreografia di Luigia Frattaroli.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari sono guidati da un grande nome: John Neschling, direttore brasiliano (Rio de Janeiro, 1947), ma di origine austriaca (è pronipote di Arnold Schoenberg), al suo debutto a Cagliari; è noto in tutto il panorama nazionale ed internazionale grazie ad un impeccabile e prestigioso curriculum. Il maestro del coro è Donato Sivo.

Di prim’ordine anche il cast che prevede: Svetla Vassileva (22-24-27-1-3)/Diana Rosa Càrdenas (23-26-28-2) (Ilàra); Elisa Balbo (22-24-27-1-3)/Francesca Tassinari (23-26-28-2) (La contessa di Boissy); Massimiliano Pisapia (22-24-27-1-3)/Lorenzo Decaro (23-26-28-2) (Américo); Rodolfo Giugliani (22-24-27-1-3)/Andrea Borghini (23-26-28-2) (Iberè); Daniele Terenzi (22-24-27-1-3)/Gianni Giuga (23-26-28-2) (Gianfèra); Dongho Kim (22-24-27-1-3)/Shi Zong (23-26-28-2) (Il conte Rodrigo/Goitacà); Marco Puggioni (Guarûco); Michelangelo Romero (Tapacoà); Francesco Musinu (Tupinambà/Lion).

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Un'opera brasiliana apre la stagione del Teatro Lirico di Cagliari

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