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Un satellite tutto made in Italy dedicato all’educazione, la prospettiva di cooperare sulla futura stazione spaziale cinese e un doppio accordo da 250 milioni con la Corea del Sud, senza dimenticare l’ultimo lancio dell’anno di Ariane 5. Sono le novità degli ultimi giorni dallo Spazio italiano, un comparto d’eccellenza che pone il Paese tra le potenze globali del settore. Protagonisti, rispettivamente, l’azienda Sitael del gruppo Angel di Vito Pertosa, l’Agenzia spaziale italiana (Asi), la joint venture franco-italiana Thales Alenia Space e Avio, la società di Colleferro guidata da Giulio Ranzo.

IL SATELLITE DI SITAEL

Da un paio di giorni, è in orbita lo European Student Earth Orbiter (Eseo) dell’Agenzia spaziale europea (Esa), un satellite “educativo” pensato per permettere agli studenti di dieci università del Vecchio continente di sperimentare progettazione, sviluppo, lancio e gestione di un vero e proprio progetto spaziale. Prime contractor è Sitael, l’azienda leader del segmento dei mini satelliti, guidata dall’ad Nicola Zaccheo e parte del gruppo pugliese Angel, facente capo a Vito Pertosa. La società italiana ha realizzato la piattaforma e coordinato i diversi team degli atenei coinvolti. Partito a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, dalla base californiana di Vandenberg, il progetto è importante per Sitael anche perché permetterà di validare in orbita la piattaforma S-50, la più piccola del proprio portafoglio prodotti (50 Kg compreso il payload).

A BORDO DELLA STAZIONE CINESE

Intanto, l’Italia si prepara per salire a bordo della futura stazione spaziale cinese, punta di lancia dello sviluppo ambizioso che Pechino sta progettando oltre l’atmosfera. Il tema della collaborazione è stato già al centro della prima riunione, a settembre, del Comitato interministeriale riunito a palazzo Chigi sotto la presidenza del sottosegretario Giancarlo Giorgetti, l’organo che rappresenta la grande novità introdotta con la recente legge di riforma della governance spaziale. Il nostro Paese si presenta alla Cina come partner potenzialmente importante, grazie soprattutto all’esperienza acquisita nella Stazione spaziale internazionale (Iss), la cui cupola, solo per fare un esempio, è stata fabbricata nella Penisola. Le prospettive di cooperazione sono state ribadite ieri dal commissario dell’Asi Piero Benvenuti e dall’astronauta Samantha Cristoforetti, intervenuti alla Settimana Italia-Cina dell’Innovazione, inaugurata ieri a Milano.

LE PAROLE DI BENVENUTI E ASTROSAMANTHA

“Abbiamo già una collaborazione sui satelliti per il monitoraggio dei terremoti e dei loro effetti sull’alta ionosfera; ora speriamo di collaborare in maniera più intensa alla loro nuova stazione spaziale, che ci potrebbe offrire importanti opportunità di volo per i nostri astronauti, ma anche di sviluppo di esperimenti e tecnologie innovative”, ha spiegato Benevenuti, che ha preso in mano l’Asi da poche settimane dopo la revoca a Roberto Battiston. È d’accordo Samantha Cristoforetti: “I cinesi stanno lavorando molto speditamente per iniziare a costruire la loro stazione spaziale in orbita bassa a partire dal 2020, in modo completarla nella sua configurazione iniziale entro il 2022”. Proprio per questo, ha aggiunto, “da parte delle agenzie spaziali europea e italiana c’è forte interesse a collaborare, sia a livello scientifico che industriale”. AstroSamantha, che ha sperimentato personalmente la cooperazione con i cinesi, non nasconde che le “piacerebbe molto avere una possibilità per gli astronauti europei di andare sulla loro stazione spaziale”.

THALES ALENIA SPACE IN COREA DEL SUD

Ma dalla Cina alla Corea del Sud il passo è breve. Anche Seul conserva difatti ambizioni spaziali di tutto rispetto, tra cui lo sviluppo di un’industria di settore all’avanguardia. Non a caso, oggi è arrivato l’annuncio dei due contratti siglati da Thales Alenia Space (al 33% di Leonardo) con altrettanti big del Paese asiatico: Korea Aerospace Industries (meglio conosciuta come Kai) e Hanwha Systems Corporation (Hsc). Le intese (che per l’azienda valgono 250 milioni di euro) riguardano lo sviluppo congiunto di una costellazione di quattro satelliti radar ad alta risoluzione di Osservazione della Terra, con funzioni di sorveglianza, controllo e intelligence. Il contratto, ha spiegato Donato Amoroso, senior vice president Osservazione, esplorazione e navigazione della joint venture europea, “è un’opportunità di cooperazione cruciale e strategica tra Italia e Corea”. Esso, ha aggiunto, “conferma la nuova tendenza globale nel business spaziale, nonché la strategia di trasformazione verso la new space che Thales Alenia Space sta già implementando con lo scopo ultimo di divenire il maggior produttore di piccole costellazioni satellitari caratterizzate da tempi di rivisita ridotti”.

L’ULTIMO LANCIO DI ARIANE 5

Infine, parla italiano anche l’ultima missione del lanciatore europeo Ariane 5. Partito dalla base di Kourou, in Guyana francese, il vettore ha correttamente posto in orbita geostazionaria il satellite indiano GSAT-11 per telecomunicazioni, e il sudcoreano GEO-Kompsat-24 destinato a comporre una piccola costellazione per le previsioni meteorologiche. Al loro viaggio oltre l’atmosfera ha contribuito anche l’Italia. I motori a produzione solida e la turbopompa ad ossigeno liquido Vulcain di Ariane 5 sono infatti costruiti da Avio, l’azienda di Colleferro guidata da Giulio Ranzo che realizza il più piccolo Vega, gioiello made in Italy detentore del record di tredici successi consecutivi. La società, nel frattempo, è già a lavoro sulla futura famiglia di vettori europei: Vega C e Ariane 6.

Thales Alenia Space, Sitael, Asi e Avio. Le novità dello Spazio italiano

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