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Facebook annuncia una stretta sulle fake news in vista delle elezioni di midterm del 6 novembre. La mossa fa parte di un piano più ampio del colosso di Menlo Park – più volte sul banco degli imputati per l’utilizzo scorretto da parte di terzi della sua piattaforma – per contrastare disinformazione e interferenze ai danni degli elettori.

LE NUOVE MISURE

Tra le misure previste c’è l’introduzione di uno strumento che consentirà agli utenti di segnalare false informazioni su questioni elettorali. In particolare, i post che diffondono falsità e disinformazione sui sistemi di voto, su incidenti e code alle urne saranno penalizzati, ma non cancellati. Si tratta perlopiù di un intervento mirato, legato a informazioni specifiche e “bufale” usate per sostenere un candidato o denigrarne un altro, ma comunque – ha spiegato Facebook, contenuti condivisi da utenti reali. Inoltre, tra i progetti-pilota partiti in occasione di queste elezioni ci sono l’attivazione di una war room per monitorare i flussi sulla piattaforma in tempo reale e un programma aperto ai candidati e al loro staff che possono ricevere – su propria segnalazione – il supporto del social network per proteggere meglio le proprie pagine.

PROTEGGERE LE MIDTERM

Le nuove politiche, ha detto la compagnia guidata da Mark Zuckerberg, hanno lo scopo primario di impedire il ripetersi di quanto accaduto durante le elezioni del 2016, quando l’utilizzo del social a fini di propaganda fu massiccio (diversi gli strascichi, come il caso Cambridge Analytica). Lo sforzo di Menlo Park si è concretizzato anche attraverso la chiusura di diversi account e pagine, legati ad attività disinformative che si ritengono collegate a Paesi come la Russia, considerata da Washington – assieme alla Cina – l’attore più aggressivo nel cyber space.

LO SCENARIO

La nuova attenzione del colosso della Silicon Valley, rimarcano gli esperti, rappresenta senz’altro una buona notizia, nonché il segnale di un cambiamento – annunciato peraltro da Zuckerberg in audizione davanti al Congresso e al Parlamento Ue – che vede coinvolte anche le altre piattaforme social, più disponibili che in passato a collaborare per rendere i loro siti più sicuri e vivibili per gli utenti. I problemi nel controllo, però, restano. Dopo il già citato caso eclatante di Cambridge Analytica e la sua scia di critiche tanto oltreoceano quanto in Europa, Facebook aveva rivelato nelle scorse settimane una falla nella sicurezza che aveva riguardato diversi milioni di account e che potrebbe aver consentito a cyber criminali di prendere il controllo dei profili. Per tutte queste ragioni, la fiducia degli utenti nel colosso tech è stata più volte scalfita negli scorsi mesi. Ora si tenta di rimediare.

democrazia facebook

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