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Nuove promesse, nuove speranze? La Corea del Nord si è resa disponibile a percorrere la strada per la denuclearizzazione. Durante il vertice con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il leader nordcoreano Kim Jong-un avrebbe accettato lo smantellamento permanente della base missilistica di Dongchang-ri sulla costa occidentale. Il tutto in presenza di osservatori internazionali. In conferenza stampa, Jae-in ha confermato l’impegno dei due presidenti per “ripristinare la vita normale” nella Penisola, collegando le ferrovie, consentendo la riunione delle famiglie separate dalla guerra e cooperando nel settore della sanità.

Le due Coree hanno così accettato di “rimuovere tutti i pericoli che possono portare alla guerra”, secondo le dichiarazioni del presidente sudcoreano. “La denuclearizzazione totale – ha aggiunto – non arriverà in un futuro troppo distante”. Il complesso di Yongbyon è l’unico reattore a disposizione della Corea del Nord per l’arricchimento di plutonio.

Questo è il terzo vertice tra Seul e Pyongyang e sarebbe, secondo le parole di Moon, “l’inizio di un’era senza guerra”. Da quanto si legge sull’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, l’accordo militare tra i due è previsto dalla Dichiarazione di Panmunjom, firmata dai leader il 27 aprile scorso. Anche in quell’occasione le due Coree si erano impegnate a lavorare alla cessazione di tutti gli atti ostili per scongiurare il rischio di una guerra”. Questa volta però ci sono le tappe logistiche concrete per avviare il processo di denuclearizzazione.

Dall’altra parte, Kim Jong-un ha dichiarato che “se le due Coree continueranno a comunicare con i paesi circostanti, sforzandosi al contempo di conseguire la stabilità regionale e la co-prosperità pacifica, sono convinto che otterremo risultati importanti”. Kim ha promesso di visitare Seul nel prossimo futuro, un viaggio che secondo i media di Seul potrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Quella sarebbe la prima visita di un leader del Nord nella capitale del Sud da quando la penisola fu divisa nel 1945. Tuttavia, c’è una condizione che potrebbe mettere a rischio il processo di distensione e denuclearizzazione: la reciprocità degli Stati Uniti in gesti di distensione con la Corea del Nord. Pyongyang ha chiesto la fine delle sanzioni imposte da Washington e la firma di un trattato di comune accordo. Gli Usa sostengono che la Corea del Nord deve ancora compiere passi più significativi nel processo di denuclearizzazioni perché le promesse di buona volontà non bastano. La cancellazione di test nucleari e l’eliminazione del centro di prove nucleare a Punggye-ri sarebbero un buon inizio. L’accesso degli ispettori internazionali era uno degli aspetti richiesti dagli Stati Uniti. L’altro era l’elenco completo delle installazioni e i materiali nucleari in possesso dei nordcoreani. Lista che (ancora) non è stata presentata.

Comunque, Trump è entusiasta del risultato del vertice. In un tweet, il presidente degli Stati Uniti ha scritto che è “davvero entusiasmante che Corea del Nord e Corea del Sud abbiano firmato un accordo che porterà alla denuclearizzazione della Penisola e che insieme si candideranno per ospitare le olimpiadi del 2032”. Ha ricordato che la chiusura dei siti nucleari e il via libera a ispezioni a tali siti sono condizionate a negoziati conclusivi.

Inoltre, il capo di Stato americano e il leader nordcoreano starebbero valutando di anticipare il loro secondo incontro. “Le due Coree e gli Usa puntano al mese di ottobre, prima delle elezioni di medio termine”, sostiene il quotidiano Nikkei, che cita fonti diplomatiche sudcoreane.

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