Skip to main content

Secondo l’ultimo rapporto sull’economia circolare in Italia, il nostro Paese conferma il suo primato per livelli di circolarità tra i 27 Stati membri dell’Ue, in particolare nel confronto con le altre principali economie europee (Germania, Francia e Spagna).

Una stima della Cassa Depositi e Prestiti ricorda come l’adozione di pratiche circolari abbia generato, nel 2024, un risparmio di 16 miliardi e mezzo di euro per le imprese manifatturiere. E la Commissione europea calcola in 45 miliardi di euro, per i 27 Paesi Ue, il risparmio annuo dei costi energetici adottando modelli di maggiore circolarità. Che significa, in buona sostanza, maggiore produttività dei materiali e dell’energia, aumento del riciclo e del riutilizzo, riduzione degli scarti e valorizzazione delle materie prime seconde per costruire un modello industriale sostenibile e autonomo.

E’ parte integrante di questo processo l’azione svolta in questi anni dai Consorzi Cobat, che ieri hanno presentato a Roma, in collaborazione con Globe Italia, il loro rapporto di sostenibilità. Si tratta delle filiere delle pile e degli accumulatori (Ripa), dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e degli pneumatici fuori uso (Tyre).

I numeri parlano di un sistema sempre in crescita: nel 2024 sono state raccolte ed avviate a trattamento oltre 154 mila tonnellate di prodotti giunti a fine vita, mentre i soci dei tre consorzi sono aumentati, negli ultimi tre anni, rispettivamente del 22, 21 e 33 per cento.

“Il nostro Bilancio di Sostenibilità – ha spiegato Michele Priori, direttore generale dei Consorzi Cobat – non è solo un esercizio di trasparenza, ma il punto di partenza di un percorso condiviso. È il segno di un sistema consortile che cresce, che affronta le sfide come stimolo al cambiamento e che guarda al futuro con l’ambizione di guidare la transizione verso un’economia circolare più giusta, innovativa e inclusiva. Ogni risultato raggiunto è il frutto di un impegno collettivo: dei nostri soci, delle istituzioni, dei partner e di tutte le persone che insieme a noi credono che la sostenibilità sia una responsabilità concreta e quotidiana”.

Vediamoli, allora, i numeri e i risultati raggiunti. Cobat Ripa ha raccolto oltre 88 mila 600 tonnellate di pile e accumulatori esausti, con una crescita del 35% rispetto al 2023. La raccolta ha riguardato, in particolare, 51 mila 380 tonnellate di batterie per veicoli e 33 mila tonnellate di batterie industriali, cui si aggiungono oltre 4 mila tonnellate di batterie portatili. Allo stesso tempo i soci del consorzio hanno immesso sul mercato circa 236 mila 850 tonnellate di pile e accumulatori, un dato leggermente inferiore rispetto al 2023, ma superiore al 2022.

Cobat Raee ha raccolto oltre 27 mila 500 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, a fronte di un aumento dell’immesso al consumo, passato da 149 mila 200 tonnellate nel 2022 a 196 mila tonnellate nel 2024. La raccolta di questi rifiuti da utenze domestiche è aumentata di oltre 2 mila 500 tonnellate rispetto al 2023, con i settori “freddo e clima” (R1) ed “elettronica di consumo” (R4) che l’hanno fatta da protagonisti con più di 7 mila tonnellate ciascuno. Cobat Tyre, infine, ha raccolto oltre 38 mila 300 tonnellate di pneumatici fuori uso, con un aumento del 19% rispetto al 2023.

Nel 2024 i soci del consorzio hanno immesso sul mercato poco più di 29 mila tonnellate di pneumatici. La Lombardia si conferma la regione con il maggior volume di raccolta, ma ottime performance arrivano anche dalle regioni del Centro (Lazio, Abruzzo e Molise).

“Tutto questo è la prova che i Consorzi Cobat sanno trasformare la responsabilità in opportunità, unendo imprese e istituzioni in un progetto comune di futuro circolare per il Paese – ha aggiunto Michele Zilla, presidente di Consorzi Cobat – Le nuove normative europee, l’evoluzione dei mercati, la necessità di rafforzare la tracciabilità e il recupero delle materie prime critiche sono solo alcuni dei fronti su cui siamo chiamati a misurarci. Il nostro obiettivo è guidare la transizione verso un modello sostenibile di sviluppo, mettendo al centro l’interesse collettivo e il futuro del Paese.”

La Strategia Nazionale per l’Economia Circolare mira a promuovere un modello di produzione e consumo sostenibile in Italia, riducendo gli scarti e massimizzando il recupero delle risorse.

Si basa su progettazioni di prodotti durevoli e riparabili, sull’approvvigionamento di materie prime seconde sostituendo le materie prime vergini e sulla collaborazione tra pubblica amministrazione, imprese e cittadini per una transizione ecologica, così come prevista dal Green Deal europeo e dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

“Il bilancio di sostenibilità è uno strumento importante, perché ci consente di delineare l’attività dei consorzi come strutture fondamentali per lo sviluppo delle filiere circolari, attraverso numeri e dati – ha detto Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – I sistemi consortili sono la prima forma di pertnership tra pubblico e privato nel settore dell’economia circolare, in cui crediamo molto e che abbiamo scelto di vigilare sempre più attentamente attraverso l’istituzione di un organismo di vigilanza e controllo per garantire un sistema sano e competitivo”.

Non solo gli obiettivi previsti dalla Strategia per garantire una transizione efficace verso l’economia circolare, ma anche Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che alla Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica” vede il Mase impegnato per “il raggiungimento di un nuovo e migliore equilibrio fra natura, sistemi alimentari, biodiversità e circolarità delle risorse”, in linea con il Piano d’azione per l’economia circolare dell’Unione europea.

Come ha ricordato Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di Missione per il Pnrr del Ministero dell’Ambiente – “Nell’ambito del Piano stiamo finanziando più di mille progetti per un totale di due miliardi e mezzo di euro e più di duecento progetti cosiddetti “Faro”, relativi a innovazioni tecnologiche a vantaggio dell’economia circolare. Questi progetti e la collaborazione con i sistemi consortili ci permettono di confrontarci a testa alta con la Commissione europea per i risultati raggiunti in questi anni”.

“La Strategia nazionale dell’economia circolare, primissima riforma del Pnrr – ha concluso Penna – raggiunta in termini di milestone e tra le prime ad aver dato risultati, vede nella tracciabilità un elemento chiave e la capacità di costruire il futuro”.

Economia circolare, ecco i bilanci di sostenibilità dei consorzi Cobat

Il nostro Paese si conferma tra le prime posizioni per quanto riguarda i livelli di circolarità tra i 27 Stati membri dell’Ue. Parte integrante di questo sviluppo sono i consorzi Cobat che hanno presentato, ieri a Roma, in collaborazione con Globe Italia, il loro rapporto sulla sostenibilità. Si tratta delle filiere di pile e degli accumulatori, dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e degli pneumatici fuori uso. Hanno unito imprese e istituzioni in un progetto per il futuro circolare del Paese

Gli Usa puntano (anche) sull’Alaska per rompere il dominio cinese sulle terre rare

La Casa Bianca è pronta a entrare in una lunga serie di progetti per l’estrazione dei minerali critici, anche mediante ingresso nel capitale. E così lo sganciamento dalle forniture cinesi è sempre più vicino

I tre fattori che possono far avvitare la situazione francese. L'analisi di Ferretti

L’attuale situazione economica francese non è perfettamente stabile. Ci sono tre fattori in grado di rendere aggressiva questa crisi: il primo è collegato al fatto che il debito francese è detenuto per il 53% da investitori esteri meno “pazienti” degli investitori interni; il secondo è che i movimenti di piazza francesi sono molto aggressivi e rendono limitato il confronto politico e, il terzo, è inerente al fenomeno dei social, in grado di aumentare esponenzialmente la velocità di propagazione delle crisi. Due soggetti sono fondamentali per limitare la tensione sui mercati: la Bce e il sistema bancario

Difesa Ue, il Consiglio apre ai fondi comuni

Il Consiglio Ue ha dato il via libera al nuovo pacchetto per incentivare gli investimenti legati alla difesa, aprendo i principali programmi comunitari a progetti militari e dual use. Una mossa che segna l’ingresso della difesa nel bilancio europeo e prepara il terreno per la strategia ReArm Europe e il piano Readiness 2030, con l’obiettivo di costruire una vera base industriale comune e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione

In Burkina Faso arrestati otto membri di una Ong per spionaggio. Fra loro tre europei

La giunta militare del Burkina Faso ha arrestato otto membri dell’Ong internazionale Inso, fra cui tre cittadini europei, accusandoli di spionaggio

Se i conti sono in salute ci guadagnano tutti. Giorgetti spiega perché

La tenuta e il consolidamento del deficit è la pietra angolare di un’economia che può generare crescita e l’unico modo per permettere all’Italia di esprimere il suo potenziale, onorando gli impegni internazionali. Ecco perché oggi avere i conti a posto è una questione anche di sicurezza nazionale. Cosa ha detto il ministro dell’Economia all’assemblea di Assonime

Tajani e Wang Yi presiedono il Comitato intergovernativo a Villa Madama. Il dialogo Italia-Cina

Wang Yi è a Roma. La quarta tappa europea dell’anno per il capo della diplomazia del Partito comunista cinese, e ministro degli Esteri. Obiettivo: continuare il dialogo con gli europei, convincendoli che il disaccoppiamento totale non è nel reciproco interesse, mentre Italia e Ue lavorano per il de-risking – seguendo una traiettoria di consapevolezza che accomuna la linea transatlantica con l’amministrazione Trump

Pechino usa lo spionaggio per semiconduttori e IA. Ecco come

Lo scontro globale sui semiconduttori si gioca tra cyber attacchi, fughe di tecnologia industriale e leggi emergenziali di sicurezza economica. Al centro la Cina, determinata a ridurre la propria dipendenza da fornitori stranieri e a costruire un’autonomia strategica nel settore più sensibile della competizione tecnologica

Autarchia? Vi spiego il senso della scelta italiana sui blindati

Di Pietro Serino

Definita da alcuni come una scelta isolazionista, la decisione italiana sui nuovi carri armati è invece il risultato di anni di esclusione dai progetti franco-tedeschi. Dopo ripetuti rifiuti, Roma ha stretto un’alleanza con Rheinmetall per sviluppare insieme a Leonardo mezzi d’avanguardia. Una partnership che unisce competenze complementari, rafforza l’industria nazionale e colloca l’Italia tra i protagonisti della difesa europea. L’analisi del generale Pietro Serino

Papa Leone a Beirut per rifare del Libano un messaggio. La riflessione di Cristiano

Giovanni Paolo II, durante una memorabile funzione religiosa celebrata a Piazza dei Martiri, definì il Libano “un messaggio”. Papa Leone nel suo primo viaggio visiterà Beirut, – piegata da una devastante crisi economica, dalla fuga di tanti e sotto la milizia di Hezbollah – città che potrà riconoscere in questa scelta un segnale di incoraggiamento, una potente iniezione di ottimismo e di speranza

×

Iscriviti alla newsletter