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Il Wall Street Journal ha una storia a cavallo tra il gossip, lo spionaggio e la geopolitica, che riguarda Jared Kushner, marito della figlia prediletta del presidente Donald Trump (Ivanka, i due sono lo spearhead del gruppo globalist all’interno del potere trumpiano), e Wendi Deng, ex moglie di Rupert Murdoch, editore del WSJ. In questi giorni, dopo “l’allineamento di pianeti” tra Trump e Murdoch (l’espressione è rubata a Mattia Ferraresi del Foglio), il giornale di Wall Street è ancora più da seguire, e non solo per le accuratissime analisi finanziarie, ma perché dà (e ha) ottime dritte e vision sulla presidenza.

La storia, dunque. Alcune fonti hanno raccontato ai due giornalisti che firmano il pezzo che all’inizio del 2017 i funzionari del controspionaggio americano (l’agenzia che di solito si occupa della faccenda è l’Fbi) hanno avvertito Kushner che la Deng, potente imprenditrice di se stessa e non solo ex moglie-di, avrebbe potuto usare la sua amicizia personale col genero-in-chief e con sua moglie per spingere gli interessi del governo cinese negli Stati Uniti.

Ora, è noto che la Cina abbia in questo periodo un’attività di spionaggio piuttosto spinta – la chiamano “a mosaico” e passa dai micro-dati raccolti dagli spioni che rubano informazioni via LinkedIn, per esempio, ad attività più classiche, per costruire tassello per tassello un quadro più ampio. Però, pensare che sia la ex moglie di Murdoch la Mata Hari di Pechino fa la storia quantomeno sorprendente. Ma il WSJ, che è il più importante quotidiano economico del mondo, non avrebbe mai pubblicato un pezzo senza adeguate verifiche e incroci.

E dunque, i funzionari che hanno parlato anonimamente dicono che c’è proprio una vicenda specifica: la costruzione di un “giardino cinese” da 100 milioni di dollari al centro di Washington DC. L’opera, sponsorizzata da Pechino e approvata dal National Arboretum, è prevista in uno degli appezzamenti di terra che si trovano più alti in quota nella capitale, a poche miglia da Capitol Hill e dalla Casa Bianca, e prevede una torre di diversi piani dalla quale, secondo l’intelligence, i cinesi avrebbero potuto spiare – con radar e sensori vari – quello che succede nel cuore pulsante della democrazia americana. Affascinante.

Secondo quanto raccontato dai funzionari, non c’erano accuse specifiche nell’avvertimento fornito a Kushner: semplicemente rientrava in un’attività informativa per prepararlo al ruolo di governo. Kushner era un novellino, fa parte del mondo imprenditoriale (la principale attività è nel settore immobiliare, come il suocero), è considerato un rampollo in gamba di una famiglia ben piazzata, ma non ha mai avuto esperienze in amministrazioni. Per questo – e probabilmente sulla scorta di informazioni già in possesso dell’Fbi riguardo alle attività sostenute durante la campagna elettorale finite poi nel pentolone del Russiagate – l’agenzia ha pensato di metterlo in guardia sull’immensità di rischi che circondano i top funzionari dell’amministrazione americana. Rischi che possono arrivare anche da un’amica personale come l’ex signora Murdoch (che, sposata nel 1999 e divorziata dal 2013, ancora usa il cognome come lasciapassare nelle presentazioni), che con Ivanka ha un rapporto davvero personale, da anni, come si vede dai ricorrenti abbracci nelle foto dei rispettivi account sui social network.

Tutti negano per il momento, un articolo “pieno di speculazioni infondate” ha replicato la signora Deng-Murdoch scrive il WSJ, che ricorda anche quanto sia comunque “comune” ricevere questo genere di briefing. Ancora di più in un momento in cui le attività di spionaggio dei governi stranieri si stanno facendo sempre più spinte e le stanze del potere alla Casa Bianca sono occupate da molte persone inesperte – specifica del giornale: Ivanka, che a marzo avrebbe preso un ruolo ufficiale come consigliere al fianco del padre presidente, non era presente al briefing di intelligence con Kushner.

Tentativi cinesi di avvicinare personalità americane per portare avanti i propri interessi comunque non sono nuovi, che sia o meno Deng il proxy. Un esempio: lo scorso anno il magnate dei casinò di Las Vegas e top leader dei Repubblicani, Steve Wynn, con diversi casinò anche a Macao (dove niente si muove se Pechino non dà l’autorizzazione), presentò all’amministrazione una lettera in cui raccomandava di ascoltare la richiesta di estradizione del governo cinese per un cittadino che aveva chiesto asilo politico negli Stati Uniti – e che a Pechino sarebbe finito in carcere come traditore.

Anche per ragioni di interesse – alcune aziende di Ivanka lavorano in Cina –, la coppia Ivanka-Jared (gli Ivankners, come su queste colonne sono stati spesso definiti, semplificazione su come il loro operato sia all’unisono, ndr) è spesso stata considerata un punto d’aggancio tra Washington e Pechino; punti di contatto mentre negli uffici del trumpismo più spinto si studia la guerra commerciale alla Cina. Ivanka ha partecipato alla festa del Capodanno lunare che s’è tenuta lo scorso anno all’ambasciata cinese a Washington, e il video di sua figlia che canta in mandarino è diventato virale in Cina, ricorda il WSJ. Kushner ha avuto un ruolo di facilitatore negli incontri ufficiali tra Trump e il suo omologo Xi Jinping, sia a Mar-a-Lago sia a Pechino – dove pare che, al St. Regis, si sia anche visto con Deng durante la visita ufficiale americana. Tecnicamente è certo che per una spia siano due degli elementi del cerchio più intimo del potere trumpiano da avvicinare.

 

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