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Paolo Gentiloni lo ha detto proprio questa mattina. L’Ilva va salvata, la Regione Puglia deve ritirare il ricorso contro il decreto che allunga i tempi del risanamento. Pena, una crisi profonda non solo di un territorio, ma forse anche di una nazione. Da industriale del Sud, Ivan Lo Bello (nella foto), presidente di Unioncamere e per sei anni al timone della Confindustria siciliana, non può non essere d’accordo.

Lo Bello, è d’accordo con Gentiloni sull’Ilva?

Certo, sono d’accordo con lui. L’Ilva è un asset fondamentale per il Sud e per il Paese. Lo abbiamo detto anche ad Emiliano.

Che i forni Ilva non deve spegnersi?

Esatto. E’ un valore troppo importante per l’economia. E poi pensiamo che la nuova proprietà (Arcelor Mittal, ndr) abbia investito parecchio e anche questo è un dato di cui tenere conto.

E a chi paventa rischi ambientali, cosa risponde?

Che, certo, deve esserci un progetto ambientale serio, credibile. Ma l’Ilva non può e non deve fermarsi. D’altronde ci sono in ballo centinaia di imprese minori, fornitrici dell’Ilva, che le camere di commercio rappresentano.

E il Tap, deve andare avanti anche lui?

Anche il Tap non deve bloccarsi, ci mancherebbe. Vede, in passato ci sono state tante cose che al Sud non hanno funzionato. Ma oggi ci sono delle opportunità, come queste, da sfruttare…

Le piace Calenda?

Calenda come ministro sta facendo un ottimo lavoro sull’Ilva, spero proprio che vada avanti per la sua strada.

Mi parli di Gentiloni…

Mi piace molto anche lui. E’ serio, competente, parla poco e fa molto. E’ un personaggio interessante…

Che cosa chiederete al nuovo governo?

Di cambiare il sistema camerale…

Renzi l’ha riformato, tagliando le camere…

Sì, ma quella riforma deve essere completata e migliorata.

 

Ilva e Tap troppo importanti per l'Italia. Parola del presidente di Unioncamere

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