Skip to main content

“Imparare dalla storia per costruire insieme un futuro più luminoso”. Un titolo altisonante e pregno di retorica (e non è certo difficile immaginare il perché) quello scelto dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping per l’articolo che ha pubblicato mercoledì 7 maggio sul quotidiano ufficiale del governo russo Rossiyskaya Gazeta. Una tempistica tutt’altro che causale, considerando che la pubblicazione dell’articolo è avvenuta a meno di quarantotto ore dal 9 maggio, giorno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della vittoria sovietica contro la Germania nella Seconda Guerra Mondiale (che nella memoria russa viene definita “Grande Guerra Patriottica”). Lo stesso Xi prenderà parte alle imponenti celebrazioni (incentrate attorno alla celeberrima parata).

Ma è anche l’anniversario, come ricorda Xi in apertura del suo articolo, della vittoria contro il Giappone (“La guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese”), che assieme alla Grande Guerra Patriottica il Presidente cinese colloca nella più ampia “Guerra mondiale anti-fascista”. Con un sapiente uso delle parole che non solo stringe l’occhio alla retorica di Mosca, ma che soprattutto sfrutta la storia per fornire una narrativa di solidarietà e di cameratismo tra il popolo cinese e quello russo. Nella prima parte del suo articolo, il Segretario del Partito Comunista Cinese dedica interi paragrafi ad apportare i più svariati esempi di collaborazione tra il popolo sovietico e quello cinese. Tanto nella Seconda guerra mondiale quanto nel mondo di oggi, dove i due Paesi combattono fianco a fianco contro il comune nemico occidentale.

Poco importa se questa vicinanza è solo contingenziale al momento storico in cui viviamo. Per Xi è importante stressare questo senso di alleanza tra i due Paesi, o almeno tra le due leadership. Soprattutto dopo che il “flirt” del Cremlino con la Casa Bianca portato avanti nelle ultime settimane, anche se de facto risoltosi in un nonnulla, ha evocato nella mente dei vari attori internazionali (non ultima, la leadership cinese) un possibile riavvicinamento a Washington, nemico giurato degli eredi del Celeste Impero.

Ma c’è un’altra ricorrenza, che Xi non manca certo di evidenziare: quest’anno cade anche l’ottantesimo anniversario della restituzione di Taiwan, prima territorio giapponese, alla Cina. Che è ancora l’ente politico legittimato a controllare l’isola, secondo una serie di documenti menzionati dallo stesso autore. Che torna a sfruttare la retorica storica per rimarcare uno die punti fermi della sua visione e del suo programma politico: “Indipendentemente dall’evoluzione della situazione sull’isola di Taiwan e dai problemi che le forze esterne possono creare, la tendenza storica verso la riunificazione definitiva e inevitabile della Cina è inarrestabile”. Per poi richiamare la “responsabilità” di Mosca a sostenere il suo “partner” nel suo sforzo di riappropriarsi del proprio territorio, ma anche nel promuovere una governance globale all’insegna “della giustizia, non dell’egemonia”. Con quest’ultimo termine, il riferimento agli Usa è tutt’altro che implicito.

“La Cina e la Russia sono entrambe grandi nazioni con splendide civiltà. I popoli cinese e russo sono entrambi grandi popoli definiti da eredità eroiche. Ottanta anni fa, i nostri popoli hanno vinto la guerra antifascista attraverso lotte eroiche. Oggi, otto decenni dopo, dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare con determinazione la nostra sovranità, la nostra sicurezza e i nostri interessi di sviluppo. Dovremmo essere custodi della memoria storica, partner nello sviluppo e nel ringiovanimento nazionale e campioni dell’equità e della giustizia globale, e lavorare insieme per forgiare un futuro più luminoso per l’umanità”, sono le parole scelte da Xi per chiudere il suo intervento. Che sia una dichiarazione programmatica o un wishful thinking, ce lo dirà solo il futuro.

Pechino e Mosca fianco a fianco, oggi come ottant'anni fa. L'articolo di Xi pubblicato in Russia

Con un sapiente uso della memoria storica, Xi Jinping rinsalda il legame con la Russia in chiave anti-occidentale e riafferma il principio della “riunificazione inevitabile” con Taiwan. Un messaggio rivolto tanto agli alleati quanto ai rivali

Merz e Meloni, un nuovo asse industriale per l’Europa? Parla Buck (AHK Italien)

Secondo Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio italo-germanica, Berlino e Roma dovranno superare ansie nazionali per costruire un partenariato paritario e sostenibile, in grado di rispondere alle sfide globali e di dare nuovo slancio alla competitività europea

Geely getta la spugna e saluta Wall Street

Geely, una delle principali case automobilistiche cinesi, ha deciso di prendere il largo. Come? Lanciando una offerta pubblica per delistare da Wall Street i titoli del marchio di auto elettriche Zeekr

Premierato, giustizia e nucleare. Meloni rilancia le riforme strategiche del governo

In occasione del question time la presidente del Consiglio indica la rotta che sta seguendo il governo su una serie di tematiche, non solo interne, come i migranti, il gnl americano, la crisi a Gaza e le riforme

Strasburgo accelera sui Fondi di coesione per la Difesa. Nones analizza cosa cambia

Il Parlamento europeo ha approvato una modifica urgente alla regolamentazione del Fondo di coesione, aprendo la strada al suo utilizzo anche per il rafforzamento delle capacità di difesa. Michele Nones, vice presidente dello Iai, analizza il significato politico del voto, il suo impatto sulle iniziative europee come ReArm e Safe, e le implicazioni per l’Italia

L’attacco dell’India in Pakistan segna un cambio strategico. Jacob spiega perché

L’Operazione Sindoor segna una svolta nella dottrina militare indiana: in risposta a un grave attentato terroristico, l’India ha colpito direttamente campi jihadisti in Pakistan, superando la tradizionale soglia di contenimento. Secondo Happymon Jacob (Csdr), questo rappresenta un cambio strutturale: Nuova Delhi ora considera ogni attacco terroristico come atto di guerra convenzionale. La mossa chiude la stagione del dialogo con Islamabad e inaugura una strategia di deterrenza attiva, con implicazioni regionali e globali

Pil, ma non solo. Tutti i giochi di prestigio di Mosca sui conti

Un report del Carnegie inchioda Mosca: dal Pil alle emissioni, il Cremlino racconta al mondo la sua verità. Un trucchetto, però, che non può reggere a lungo. Anzi

La guerra come spartiacque per l'Europa di ieri (e la pace di domani). L'intervento di Metsola

Di Roberta Metsola

Il discorso della presidente del Parlamento europeo in occasione della Commemorazione dell’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa: “Questo Parlamento sarà sempre al fianco di coloro che cercano la pace, contro coloro che la distruggono. Per la libertà e contro la tirannia. Il compito che ci attende oggi è lo stesso di allora. Onorare la memoria. Proteggere la democrazia. Preservare la pace. Una pace giusta, reale e duratura”

Spese militari, l’Italia raggiungerà il 2% entro il 2025. Meloni spiega come

Il governo conferma l’impegno a raggiungere l’obiettivo del 2% del Pil in spese per la difesa entro il 2025, così come previsto dagli accordi Nato. Il riconteggio delle spese per la Difesa dovrebbe infatti permettere all’Italia di rispettare l’impegno atlantico, ma dall’opposizione si sollevano dubbi su come questo intervento contribuirà, nei fatti, a potenziare le Forze armate

La Cina vuole diventare autosufficiente nell'alluminio. E forse ha trovato un modo

Un impianto nello Shanxi sarà il primo a utilizzare una tecnologia francese rivoluzionaria per raffinare bauxite di bassa qualità, abbondante in Cina ma finora inutilizzabile. Il progetto promette di rendere Pechino più indipendente e capace di sostenere i propri ambiziosi piani industriali e militari

×

Iscriviti alla newsletter