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Non sentivo proprio il bisogno che Tito Boeri tentasse di fare un’altra lezione al Paese.
Sì, quel Boeri che è stato buttato a capo dell’Inps da Matteo Renzi, su consiglio, raccontarono le cronache, di Carlo De Benedetti.
Sì, quel Boeri che non separa nettamente, nel bilancio Inps, la spesa previdenziale (in pareggio) da quella assistenziale, in clamoroso “rosso”.
Quel Boeri che non chiede al governo, con chiarezza e durezza, il saldo della spesa assistenziale generata dal governo stesso (90 miliardi di credito, secondo alcuni) ma racconta che, oggi, l’Inps non sarebbe più “l’Istituto nazionale della previdenza sociale” ma sarebbe diventato “l’Istituto nazionale della politica sociale”.

Capite? I soldi che gli italiani hanno pagato per decenni per le loro pensioni sono (per Boeri) da mettere in un angolo buio, perché non dovranno servire per le doverose pensioni contributive (previdenza) ma saranno usati prevalentemente per “scopi sociali”.
Questa è la sintesi del discorso di ieri del presidente bocconiano dell’Inps, che poi ha anche aggiunto: “Abbiamo bisogno degli immigrati, perché saranno loro (ed i loro figli) che assicureranno il bilancio dell’Inps in pareggio fino al 2050”.

Capite? Secondo Boeri,
a) i conti della Fornero erano sbagliati (ma che ne è della gobba previdenziale in calo dopo il 2020)?;
b) solo i contributi degli immigrati porteranno in pareggio i bilanci Inps.
Io, che non sono bocconiano, dico: la frase di Boeri avrebbe un senso se tutti costoro lavorassero, lavorassero “in chiaro” e versassero contributi per 40 anni lavorativi.
Ma dove sono gli spazi lavorativi, dati i numeri della disoccupazione forniti dall’Inps solo pochi giorni fa.

E, se non c’è lavoro per gli italiani, come può essercene per gli Immigrati regolari? Regolari, diciamo e non gli irregolari senza arte né parte. Quelli sfaccendati o sottopagati, in nero.

Boeri finge di dimenticarsi che i pensionati Inps danno allo Stato, senza possibilità di evadere, circa 43 miliardi di tasse oltre “ai contributi involontari ma obbligatori” loro strappati dallo Stato e dall’Inps come contributo di solidarietà e come mancata rivalutazione delle pensioni.

Infine, Boeri, che dire del mancato rinnovo dei contratti pubblici dal 2009 e, quindi, del mancato introito di maggiori contributi pensionistici da lavoro dipendente?
Quandoque dormitat Boerus!

Stefano Biasioli
Presidente provinciale FEDERSPeV Vicenza
Past President CONFEDIR

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