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Un gioco di sponde, che in tempi di guerra e shock mondiali, può fare la differenza. Vale un po’ per tutte le materie prime, specialmente quelle critiche. Non c’è solo da assicurarsi gli approvvigionamenti, spezzando il monopolio cinese. Bisogna allargare lo spettro e lasciarsi più porte aperte possibili, soprattutto per un’Europa ancora troppo fragile dinnanzi a Cina e Stati Uniti. Ed è proprio in questa ottica che si può inquadrare l’ultimo tassello della diplomazia commerciale europea.

Australia e Unione europea entrano in una nuova fase di rapporti, dopo che Ursula von der Leyen, che si è recata a Canberra per siglare nuove intese strategiche. In particolare un accordo di libero scambio e uno di collaborazione per la difesa, che aprono “una nuova era di partenariato economico e di sicurezza”, in un mondo diventato “brutale, duro e spietato”, segnato dalla guerra in Ucraina, dal nuovo conflitto in Medio Oriente e da crescenti shock energetici e geopolitici. Il risultato più importante, frutto di quasi otto anni di negoziati, è l’intesa con la quale eliminare la maggior parte dei dazi doganali che le due parti si erano imposte reciprocamente e consentire all’Ue un maggiore accesso alle forniture di minerali critici provenienti dall’Australia.

Intervenendo davanti al Parlamento australiano, la presidente della Commissione europea ha definito la visita non simbolica ma legata a un cambiamento profondo dell’Europa. “Quello che firmiamo oggi libererà una nuova era di partenariato economico e di sicurezza: l’Europa è cambiata. E non siamo soltanto aperti agli affari, siamo qui per avviare una nuova epoca nella nostra relazione, radicata nello spirito dell’amicizia”. Nel merito dell’accordo, l’Ue si appresta, quindi, ad eliminare circa il 98% dei dazi sulle esportazioni di merci australiane, tra cui vino, latticini, grano, orzo e prodotti ittici. In cambio, da parte sua, l’Australia cancellerà oltre il 99% delle tariffe sulle merci provenienti dall’Ue in particolare gli stessi latticini, autoveicoli e chimica.

”Stiamo inviando”, ha detto von der Leyen, “un segnale forte al resto del mondo: l’amicizia e la cooperazione sono ciò che conta di più nei momenti di turbolenza. Ue e Australia saranno anche geograficamente distanti, ma non potremmo essere più vicini in termini di visione del mondo. Con queste nuove e dinamiche partnership in materia di sicurezza e difesa, nonché di commercio, ci stiamo avvicinando ancora di più”. Nel 2023 i negoziati, avviati nel 2018, si erano bloccati a causa di alcuni disaccordi: Canberra chiedeva quote maggiori per le esportazioni di agnello e manzo verso l’Europa, mentre l’Ue premeva per un migliore accesso ai minerali critici australiani e tariffe più basse. Entrambe le parti hanno poi intensificato i colloqui in seguito all’aumento delle tariffe statunitensi sotto l’amministrazione Trump.

Oggi l’Europa importa principalmente prodotti minerali e vegetali dall’Australia, mentre esporta macchinari ed elettrodomestici, attrezzature per il trasporto e prodotti chimici verso il paese dell’Asia-Pacifico. Quasi tutte le esportazioni australiane di beni manifatturieri e risorse minerarie verso l’Unione europea non saranno da ora in poi soggette ad alcun dazio all’importazione. Il blocco europeo si appresta inoltre a garantire l’approvvigionamento di alcune materie prime critiche dall’Australia, come alluminio, litio e manganese, elementi vitali per la sicurezza economica complessiva dell’Ue.

Non è finita. L’altro versante dell’accordo si chiama Difesa. Bruxelles e Camberra hanno infatti adottato il partenariato per la sicurezza e la Difesa. Tra i punti ì figurano il rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza marittima, la sicurezza informatica, il contrasto alle minacce ibride e alla manipolazione e interferenza di informazioni straniere, riflettendo la natura in evoluzione delle sfide di sicurezza contemporanee e il rafforzamento della cooperazione nella gestione delle crisi e nelle missioni e operazioni della politica di sicurezza e difesa comune, comprese esercitazioni, formazione e istruzione. Tutto sullo sfondo di negoziati formali per l’avvio dell’associazione dell’Australia a Horizon Europe, il più grande programma di finanziamento al mondo per la ricerca e l’innovazione.

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