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Dopo un lungo ritardo dovuto alle difficoltà nei test, l’Esercito degli Stati Uniti prevede di fornire un sistema d’arma ipersonico a lungo raggio alla prima unità entro la fine dell’anno fiscale 2025, secondo quanto dichiarato a Defense News da funzionario del Pentagono. Una data che, comunque, rimane ben lontana dall’obiettivo iniziale dell’Esercito, che era quello di fornire i primi esemplari operativi alle unità prescelte (la 1st Multi-Domain Task Force, il 5th Battalion, il 3rd Field Artillery Regiment e la 17th Field Artillery Brigade) entro l’autunno del 2023. Tuttavia, il processo ha subito continui ritardi a causa di test abortiti nello stesso anno della deadline, non dovuti a problemi con il missile stesso quanto alle difficoltà legate all’attivazione del sistema di lancio.

La necessità di testare l’arma in condizioni reali era considerata essenziale per garantirne la sicurezza, l’efficacia e l’affidabilità prima del dispiegamento, come dichiarato dall’allora responsabile degli approvvigionamenti dell’Esercito Doug Bush. Un passo avanti cruciale è stato compiuto nel maggio 2024, quando l’Esercito ha condotto con successo un test di volo completo del suo missile ipersonico presso il Pacific Missile Range Facility nelle Hawaii. Questo successo ha avvicinato l’obiettivo del primo dispiegamento operativo. Successivamente, nel dicembre 2024, l’Esercito e la Marina hanno completato con successo un ulteriore test del Common Hypersonic Glide Body ( Chgb, il sistema ipersonico sviluppato congiuntamente dalle due branche delle forze armate Usa) presso la Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. Questo test ha confermato ulteriormente l’affidabilità del programma.

“Questo test si basa su numerosi voli di prova in cui il Common Hypersonic Glide Body ha raggiunto velocità ipersoniche a distanze target e dimostra che siamo pronti a mettere questa capacità nelle mani dei nostri soldati”, aveva dichiarato in un comunicato l’ex segretario dell’Esercito Christine Wormuth.

Nelle fasi successive i due programmi hanno preso strade separate. L’Esercito ha denominato la sua versione “Long-Range Hypersonic Weapon” (Lrhw), che verrà lanciata da piattaforme mobili terrestri. La Marina, invece, utilizzerà la versione “Conventional Prompt Strike” (Cps) per il lancio da navi.

Nonostante il ritardo di quasi due anni rispetto ai piani iniziali, i funzionari dell’Esercito sottolineano che lo sviluppo di missili avanzati richiede in genere circa un decennio. Il programma Lrhw ha poco più di cinque anni di vita, rimanendo quindi entro tempistiche relativamente rapide per un’arma di questa complessità.

In vista dell’arrivo dei primi esemplari di missili ipersonici, l’esercito aveva completato la consegna delle infrastrutture necessarie alla Multi-Domain Task Force presso la Joint Base Lewis-McChord, nello Stato di Washington, già alla fine dell’anno fiscale 2021. Da allora, l’unità ha continuato l’addestramento sui sistemi di supporto all’arma ipersonica, in attesa della consegna delle munizioni vere e proprie.

 

 

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