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È finita la luna di miele fra Torino e Chiara Appendino? La grillina, da pochi mesi nominata da un’indagine del Sole 24 Ore “sindaco più amato d’Italia”, si ritrova oggi accerchiata dagli oppositori. E non per modo di dire. La novità è che non sono più soltanto i politici di opposizione a contestarla: anche i sindacati hanno rotto gli indugi, organizzando una protesta, andata in scena lunedì 3 aprile in piazza Palazzo di Città, sotto i balconi del municipio e poi proclamando uno sciopero degli straordinari dei dipendenti comunali.

SINDACATI IN PIAZZA CONTRO LA SINDACA

È stata la prima manifestazione organizzata espressamente contro la Appendino dal giorno della sua elezione. A scendere in piazza Cgil Cisl e Uil. Con loro, qualche centinaio di persone (500 per gli organizzatori), che si sono radunati per protestare contro il bilancio appena approvato dalla giunta pentastellata. Sotto accusa finiscono i “tagli lineari” previsti su vari capitoli di spesa.

Fra i manifestanti spiccavano i dipendenti della cooperativa che gestisce i musei civici, che temono di perdere il lavoro. Alla scadenza dell’appalto, a giugno, l’amministrazione sembra intenzionata a non promuovere un bando unico per la gestione museale, ma ad attivare singole convenzioni fra il Comune e i vari musei, con i conseguenti rischi di licenziamenti.

Critici anche i dipendenti comunali, dopo i tagli alla previdenza dei vigili e la sforbiciata al Cral (cioè le colonie estive dei figli del personale). “Questo bilancio penalizza le fasce deboli e le famiglie in difficoltà – commenta Enrica Vialfrè, segretaria Cgil Torino – Prevede 5 milioni in meno in agevolazioni sulla Tari, che ricadranno su 50mila famiglie, tagli alle partecipate, a turismo e cultura, con immediate ricadute sull’occupazione. Questa si era presentata come una giunta attenta alla partecipazione e al coinvolgimento di cittadini e parti sociali, ma ciò non c’è stato, anzi ci è sempre stato negato il confronto”.

IL PD ATTACCA: “M5S INCAPACI DI GOVERNARE”

In piazza c’erano anche diversi esponenti del Pd, dalla deputata Paola Bragantini al consigliere comunale Stefano Lo Russo. “Assistiamo all’inefficienza della giunta e vediamo una modalità di relazione con la città che fa emergere l’incapacità del M5S di governare Torino – attacca Lo Russo – Una vera mazzata è in arrivo con il bilancio di previsione. Una mazzata che colpisce gli ultimi, rincara le aliquote e taglia servizi importanti con cinismo e disinvoltura, senza alcuna concertazione non solo con le forze politiche, ma anche con le parti sociali che ora giustamente protestano”.

La sindaca lunedì 3 aprile non ha incontrato i manifestanti, era “assente per un impegno a Milano”, l’ha giustificata l’assessore Marco Giusta. Il confronto fra i sindacati e l’amministrazione, rappresentata dall’assessore al bilancio Sergio Rolando, si è svolto il 18 aprile ma non ha soddisfatto Cgil Cisl e Uil, che hanno proclamato uno sciopero degli straordinari. Inizierà il 30 aprile e terminerà il 29 maggio. I dipendenti chiedono, in particolare, un programma di assunzioni che però difficilmente si concilia con le esigenze di far quadrare i conti.

CRITICHE ANCHE DAI MANAGER SCELTI DALLA SINDACA

Critiche al bilancio della giunta, peraltro, sono arrivati anche dal nuovo presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario, scelto lo scorso autunno proprio dalla Appendino per sostituire Patrizia Asproni. “Non si può tagliare sull’unico settore produttivo della città – ha dichiarato, riferendosi alla cultura – Abbiamo un welfare per cui la città investe cifre spropositate, ci sono budget esagerati anche per gli asili nido. Così si mette a repentaglio il futuro di una città che ha impiegato decenni per costruirsi un’immagine nuova e alternativa”. Parole che hanno sollevato un polverone, con la richiesta di rimozione del manager presentata dalla consigliera Eleonora Artesio (Sinistra in comune). Il capogruppo del M5S Alberto Unia ha risposto convocando Cibrario davanti ai capigruppo. Appendino, comunque, ha ribadito la sua fiducia nel presidente.

SI ALLUNGA L’ELENCO DEGLI SCONTENTI

Al netto della partecipazione alla manifestazione del 3 aprile, obiettivamente non proprio massiccia, si registra quindi una dura presa di posizione contro la sindaca da parte di Cgil Cisl e Uil. E si allunga così la lista dei “delusi” dalla Appendino. A parte le turbolenze sindacali, per esempio, il bilancio grillino ha provocato scontenti anche agli alti livelli della Curia. Risale a pochi giorni fa la dura presa di posizione dell’arcivescovo Cesare Nosiglia contro i tagli (del 25%) ai finanziamenti delle scuole paritarie voluti da Appendino.

E poi ci sono le polemiche politiche dell’opposizione, anch’esse concentrate in buona parte sul bilancio. Contestatissima, per esempio, la decisione della giunta di attingere agli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente.

MILANO “SCIPPA” ANCHE IL PRIX ITALIA

Bilancio a parte, ci sono altre “grane” che contribuiscono a rabbuiare gli umori dell’amministrazione. L’ultima è lo “scippo”, da parte di Milano, del Prix Italia, concorso internazionale dedicato alla tv e organizzato dalla Rai. Nato itinerante, a partire dal 2009 si è svolto sotto la Mole. L’anno scorso, per sollecitare l’attenzione dei media internazionali sul tema dei migranti, si è trasferito a Lampedusa. Nel 2017 avrebbe dovuto tornare nel capoluogo piemontese, invece la scorsa settimana la Rai ha annunciato che la manifestazione si sposterà a Milano. Non certo una buona notizia per i torinesi, aggravata peraltro dal fatto che da quest’anno Milano farà concorrenza anche al Salone del Libro, dopo una querelle durata mesi in cui le due città si sono contese l’appuntamento.

Ai problemi della sindaca grillina si aggiungono poi tutti i malumori dei vari comitati cittadini, dagli ambientalisti a gruppi che si oppongono a vari progetti di quartiere. Gruppi che in campagna elettorale avevano apertamente sostenuto la candidata grillina e che, nelle ultime settimane, hanno organizzato alcuni incontri per contestare alcune scelte politiche della nuova giunta, accusandola di non rispettare le promesse. La sindaca alle riunioni non si è mai presentata, delegando tuttavia i suoi consiglieri.

A Torino sta insomma entrando in fase critica quella che, insieme a Roma, è la prima prova di governo di rilievo di un’amministrazione grillina. Chiara Appendino resta uno dei volti forti del grillismo, e le voci si una plausibile candidatura a premier della sindaca torinese non hanno smesso di circolare. La manifestazione sindacale e le critiche al bilancio non bastano, per ora, a spegnere l’entusiasmo. Ma non è passato neanche un anno dall’inizio del mandato, e se l’elenco degli scontenti si allungasse ulteriormente, la stella di Appendino potrebbe cominciare ad eclissarsi.

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