Skip to main content

L’Italia investe, ma forse non abbastanza. Basterebbe rimuovere quei due-tre ostacoli e il gioco sarebbe anche fatto. Di questo sono convinti alla Bei, la Banca europea degli investimenti, che questa mattina ha fatto il punto presso la sede della Banca d’Italia, su quanto e come investono le imprese italiane. Obiettivo, capire se gli spettri della grande crisi hanno finalmente abbandonato gli imprenditori italiani, che dunque possono tornare a mettere mano al portafoglio (banche permettendo) per innovare le proprie aziende, magari senza paura.

ITALIA IN TESTA SUL PIANO JUNCKER

Piccola premessa. I dati presentati non riguardano gli investimenti resi possibili grazie al meccanismo del Piano Juncker (qui il focus di Formiche.net) bensì la spesa nel suo complesso, dunque anche quella al di fuori del perimetro Bei. Ad oggi comunque l’Italia rimane primatista in Europa per investimenti frutto del Piano Juncker, con quasi 400 operazioni per un totale di 31 miliardi di euro. Quanto all’operato della Bei, comprensivo dell’apporto fornito al Piano, negli ultimi cinque anni, il totale dei prestiti del gruppo Bei ha raggiunto in Italia i 52 miliardi, per un ammontare di investimenti mobilitati pari a circa 150 miliardi.

L’ITALIA INVESTE (MA QUANTO?)

Allargando il raggio d’azione a tutti gli investimenti effettuati negli ultimi anni dalle imprese italiane, emerge come la fiducia stia lentamente tornando nell’industria dello Stivale. Nel 2016 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 2% rispetto all’anno prima, mentre per il 2017 si prevede una crescita al ritmo del 2,4%. In sostanza, hanno spiegato dalla Bei, lo scorso anno l’84% delle imprese italiane ha realizzato degli investimenti, con una percentuale analoga a quella dell’Unione europea. Addirittura “l’intensità degli investimenti risulta leggermente più elevata rispetto alla media dell’Ue, anche grazie alla maggior propensione delle grandi aziende”, si legge nel rapporto.

CHI (E COME) SPENDE

Scendendo nel dettaglio, 12% delle imprese comunica di avere investito troppo poco nello scorso triennio, mentre solo il 3% ritiene di aver investito troppo. Il 45% delle attività di investimento da parte di imprese in Italia è destinato a macchine e impianti, seguito da investimenti in terreni, edifici commerciali e infrastrutture (14%) e software, dati, IT e siti web (13%). Tra settori di impresa invece, sono le aziende attive nella realizzazione di infrastrutture quelle “maggiormente propense” a investire, rispetto a quelle di costruzioni e servizi. Ma c’è un problema. Anzi, due. Il credito e la burocrazia. Nulla di nuovo, se non fosse che la posta in gioco è davvero alta.

L’OSTACOLO BANCARIO

Ha spiegato Dario Scannapieco (in foto), vicepresidente della Bei: “Dal lato del credito, la propensione ad assumere rischi da parte delle banche italiane rimane prudente, nonostante gli stimoli della politica monetaria fortemente espansiva (il QE, ndr)”. Ossia, se è vero che 4 imprese italiane su 5 investono (l’84% per l’appunto), allora è anche vero che “quasi una su 10 ha difficoltà di ottenere finanziamenti: sono il 9%, ovvero quasi il doppio della media Ue (5%)”. Tra le imprese che hanno difficoltà a ottenere finanziamenti rientrano quelle a cui è stata respinta la richiesta di finanziamento, quelle fatte desistere nella richiesta e quelle che hanno ottenuto importi inferiori o a tassi troppo elevati. “La ripresa degli investimenti, seppur lenta e debole, è trainata proprio dalle imprese che, nonostante il clima di incertezza, alcune difficoltà di accesso al credito e gli impedimenti regolamentari, hanno ripreso a investire”, ha sintetizzato Scannapieco.

SE LA BUROCRAZIA E’ UN FRENO

Poi c’è l’altra questione, quella burocratica-politica. Anche in questo caso Scannapieco è stato piuttosto esplicito. “Oggi in Italia il contesto politico e normativo è considerato essere il principale ostacolo alla realizzazione degli investimenti”, ha ammonito il numero due della Bei. Di qui l’invito “a rafforzare le competenze tecniche delle amministrazioni locali e centrali al fine di dare priorità agli investimenti dal maggior impatto economico”.

L’IMMANE PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO

Non poteva certo mancare l’appunto di Via Nazionale sulla situazione degli investimenti in Italia. Il concetto espresso però, è rimasto più o meno quello, ovvero tagliare il debito pubblico. “In un paese come l’Italia dove aggredire il debito pubblico è un obiettivo fondamentale, ancora più che altrove, è necessario assicurare la qualità della spesa pubblica e dell’intervento pubblico in generale a favore degli investimenti”, ha detto il vice direttore generale di Bankitalia Luigi Federico Signorini. “La ripresa degli investimenti e’ una sfida cruciale per accompagnare l’uscita dell’economia italiana da anni di crisi”.

bei, Dario Scannapieco

Chi e cosa frena gli investimenti delle imprese. Report Bei

L'Italia investe, ma forse non abbastanza. Basterebbe rimuovere quei due-tre ostacoli e il gioco sarebbe anche fatto. Di questo sono convinti alla Bei, la Banca europea degli investimenti, che questa mattina ha fatto il punto presso la sede della Banca d'Italia, su quanto e come investono le imprese italiane. Obiettivo, capire se gli spettri della grande crisi hanno finalmente abbandonato…

Vincenzo De Luca visto da Maurizio Crozza. Il video più recente

Nella quarta puntata di "Fratelli di Crozza", il nuovo show di Maurizio Crozza, in onda, tutti i venerdì in prima serata, su canale Nove, il comico genovese è tornato a vestire i panni del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Nello sketch, Crozza/De Luca, affiancato dalla voce fuoricampo dell'autore Andrea Zalone, ha commentato la vicenda che ha coinvolto il…

famiglia, Anna Monia Alfieri

Scuola, o il costo standard, o il tracollo. Tertium non datur

La famiglia italiana attende, dal 1948 ad oggi, la garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa. I genitori poveri non possono scegliere la buona scuola pubblica paritaria - ex L. 62/2000, una delle “due gambe del Sistema Nazionale di Istruzione” (dichiarato dal già ministro Stefania Giannini e altresì riconosciuto dall’attuale ministro Valeria Fedeli) - perché non possono pagare due…

Tutte le accuse di Alexei Navalny contro Dmitry Medvedev

“Aprirò il centro di operazioni a Barnaul come il protagonista del film The Mask! Bellissimo. Anche i miei denti sono verdi!”, ha scritto Alexei Navalny sul suo account Twitter @navalny. L’oppositore russo ed attivista anti-corruzione era stato attaccato a marzo con una pittura verde che resta sulla pelle diversi giorni. Il liquido, chiamato Zelyonka, è molto usato in Russia ed…

Beppe Grillo imitato da Maurizio Crozza in Fratelli di Crozza. Il video

Come ogni venerdì, il 24 marzo, è andata in onda, su canale Nove, la nuova puntata dello show di Maurizio Crozza, "Fratelli di Crozza". Nel corso del programma, il comico genovese ha preso di mira il suo conterraneo Beppe Grillo per la vicenda pentastellata di Genova. Durante lo sketch Crozza dapprima ha commentato le dichiarazioni di Grillo per poi trasformarsi in un Grillo/santone predicante,…

europa, Joseph Muscat (premier Malta), Donald Tusk (Presidente Consiglio europeo), Angela Merkel e Paolo Gentiloni

E adesso riapriamo il cantiere Europa

Forse ci siamo! In uno dei suoi momenti più bui del dopo guerra, l’Europa, in forte crisi di identità, sembrava persa; da tempo era ormai rimasta esanime a terra di fronte a problemi di estrema gravità. Eppure, come già in altre occasioni, ieri, a Roma, nel suo 60° compleanno, ha sorpreso tutti, ha provato a rialzarsi, sollevando la testa ed approvando…

Ecco il video di Navalny anti Medvedev

In Italia, e non solo in Italia, ma in molti Paesi europei, e pure negli Stati Uniti con Donald Trump, pullulano i leader politici peraltro di destra e di centrodestra, che inneggiano alle progressive sorti della Russia e sul ruolo preminente di Vladimir Putin nei destini mondiali con annessi elogi alla capacità strategia del presidente russo. Poi si scopre la…

Mentana

Avete visto il video di Navalny contro Medvedev? I consigli di Enrico Mentana

In Italia, e non solo in Italia, ma in molti Paesi europei, e pure negli Stati Uniti con Donald Trump, pullulano i leader politici peraltro di destra e di centrodestra, che inneggiano alle progressive sorti della Russia e al ruolo preminente e lungimirante di Vladimir Putin nei destini mondiali con annessi elogi alla capacità strategia del presidente russo. Poi si…

Perché Papa Francesco spopola

Da una parte la realtà della vita vissuta e le piazze piene, dall’altra la vuota retorica di una politica sempre più lontana dalla gente. Nel giorno in cui Roma doveva essere incoronata capitale d’Europa, Milano diventa il capoluogo dell’universo: un milione di persone vanno a messa da Papa Francesco al Parco di Monza e altre ottantamila lo acclamano allo stadio…

papa francesco, carità

Come i musulmani hanno elogiato Papa Francesco a Milano

Di Fondazione Oasis

Asfa Mahmoud, Casa della Cultura Islamica di Milano “Questa mattina in Duomo abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il Santo Padre. Sono stati momenti bellissimi di serenità e pace. È la prima volta che ho potuto salutare personalmente il Papa ed è stato commovente. Il suo discorso, saggio ed equilibrato, per noi musulmani è importante. Il suo “no” al pluralismo e…

×

Iscriviti alla newsletter